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Fine vita, il ddl in aula. La mediazione di FI per superare lo stallo

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Il nodo è il ruolo del servizio sanitario nazionale che FdI aveva escluso. Gli azzurri pronti a trattare con l’opposizione
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ROMA – Il nodo da sciogliere rimane quello del ruolo che dovrà avere il Servizio sanitario nazionale, ma intanto una data sul calendario è stata fissata. La legge sul fine vita approderà nell’emiciclo del Senato il 3 giugno e, almeno su questo, c’è l’accordo unanime dei capigruppo di palazzo Madama dopo un lungo lavoro di mediazione del presidente del Senato, Ignazio La Russa.

Invece sul testo non c’è unità di vedute. Forza Italia è pronta a mettere sul tavolo una proposta intermedia sul coinvolgimento del Servizio sanitario nazionale, che potrebbe raccogliere la sponda delle opposizioni, da sempre ferme su questo punto.

Per la capogruppo berlusconiana, Stefania Craxi, la calendarizzazione rappresenta un segnale di responsabilità della politica: «Credo che sia un atto di civiltà che la politica metta mano a una legge che speriamo di poter condividere anche con l’opposizione, regolando un tema così complesso». Era stata proprio FI, nel weekend appena trascorso, a riaprire la partita, d…

ROMA – Il nodo da sciogliere rimane quello del ruolo che dovrà avere il Servizio sanitario nazionale, ma intanto una data sul calendario è stata fissata. La legge sul fine vita approderà nell’emiciclo del Senato il 3 giugno e, almeno su questo, c’è l’accordo unanime dei capigruppo di palazzo Madama dopo un lungo lavoro di mediazione del presidente del Senato, Ignazio La Russa.

Invece sul testo non c’è unità di vedute. Forza Italia è pronta a mettere sul tavolo una proposta intermedia sul coinvolgimento del Servizio sanitario nazionale, che potrebbe raccogliere la sponda delle opposizioni, da sempre ferme su questo punto.

Per la capogruppo berlusconiana, Stefania Craxi, la calendarizzazione rappresenta un segnale di responsabilità della politica: «Credo che sia un atto di civiltà che la politica metta mano a una legge che speriamo di poter condividere anche con l’opposizione, regolando un tema così complesso». Era stata proprio FI, nel weekend appena trascorso, a riaprire la partita, dichiarandosi disponibile al confronto con le opposizioni. Dal Pd il capogruppo Francesco Boccia ha ribadito la posizione dei dem: «C’è una data finale sulla quale non siamo più disposti a negoziare. Se non verrà fuori un testo unitario che includa il Servizio sanitario nazionale, per noi si voterà il ddl Bazoli, l’unico testo che ha i requisiti per andare in Aula e recepisce i rilievi della Consulta».

Invece il partito azzurro è intenzionato a riaprire il dossier partendo e trovando un accordo sul testo base che porta la firma di Zanettin (FI) e Zullo (FdI). «Si può riaprire il dibattito in commissione e non può che avvenire sul nostro ddl», afferma il primo. «I relatori del centrodestra hanno proposto un testo, poi il Parlamento è sovrano, ma il testo Bazoli è già stato superato», avverte il secondo mandando un segnale alle opposizioni per chiarire che la strada è comunque tracciata.

Si lavora quindi a un possibile compromesso sul coinvolgimento del Servizio sanitario. Forza Italia studia un emendamento per far sì che non venga escluso il Ssn e, affinché si arrivi al risultato, Craxi ha avuto diverse interlocuzioni con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano ma anche con i vertici di Fratelli d’Italia.

La strada resta comunque in salita. L’attuale testo prevede che il procedimento che porta una persona molto malata - ma in grado di disporre della sua esistenza - a porre fine alle sue sofferenze non debba essere erogato dal Servizio sanitario nazionale. Nei prossimi venti giorni in commissione si proverà a raggiungere un testo unitario. L’esclusione della sanità pubblica era stata fortemente voluta da Fratelli d’Italia, ma i forzisti - anche se non tutti - non sono mai stati d’accordo ritenendo necessario il supporto del Ssn per quelle persone che, per esempio, non riescono in maniera autonoma a somministrare il farmaco che consente il suicidio assistito.

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