MILANO – Maurizio Lupi, guida di Noi moderati, la componente centrista della coalizione di governo, fa quasi un appello alle opposizioni: «Il senso della politica è anche quello di scrivere assieme una nuova legge elettorale che possa trovare la maggior convergenza possibile».
Intanto, faccia capire: a che punto siamo?
«Lunedì c’è stata una riunione di maggioranza. C’è una proposta di testo base condivisa dal centrodestra ma, come ogni testo base, è una proposta da cui partire, poi approfondiremo i punti condivisi e non. Abbiamo ribadito quello che per noi è un principio fondamentale per ogni legge elettorale, cioè l’idea che il giorno dopo il voto ci sia qualcuno che possa governare. Un po’ come avviene nelle elezioni regionali».
Se lei fosse all’opposizione non guarderebbe con un po’ di sospetto questo attivismo delle forze di governo per cambiare la legge elettorale?
«Se volessimo garantire una parte sola non cercheremmo il coinvolgimento delle opposizioni. Tocca a noi verificare …
MILANO – Maurizio Lupi, guida di Noi moderati, la componente centrista della coalizione di governo, fa quasi un appello alle opposizioni: «Il senso della politica è anche quello di scrivere assieme una nuova legge elettorale che possa trovare la maggior convergenza possibile».
Intanto, faccia capire: a che punto siamo?
«Lunedì c’è stata una riunione di maggioranza. C’è una proposta di testo base condivisa dal centrodestra ma, come ogni testo base, è una proposta da cui partire, poi approfondiremo i punti condivisi e non. Abbiamo ribadito quello che per noi è un principio fondamentale per ogni legge elettorale, cioè l’idea che il giorno dopo il voto ci sia qualcuno che possa governare. Un po’ come avviene nelle elezioni regionali».
Se lei fosse all’opposizione non guarderebbe con un po’ di sospetto questo attivismo delle forze di governo per cambiare la legge elettorale?
«Se volessimo garantire una parte sola non cercheremmo il coinvolgimento delle opposizioni. Tocca a noi verificare se, come auspichiamo, vi sia convergenza sull’obiettivo della stabilità, o se piuttosto si preferiscano sistemi che, non garantendo un risultato chiaro, consentono di governare anche a chi non ha il consenso della maggioranza dei cittadini. Tra parentesi, dovessero vincere le elezioni, sarebbe un vantaggio anche per loro un sistema del genere, perché la stabilità di un governo è un valore».
“Noi se ci sediamo al tavolo parliamo dei salari degli italiani”, vi ha risposto il capogruppo del Pd, Francesco Boccia. La strada sembra in salita.
«Vuol dire non capire veramente il valore della politica, la stabilità è nell’interesse proprio di questi bisogni, serve a fornire strumenti alla politica per dare risposte, senza avere alibi. La sfida della credibilità della politica è il governo, si chiama democrazia decidente. Certo, il tutto con equilibrio, ma il principio è chiaro».
Ma a Noi moderati il testo va bene così o proporrete delle modifiche?
«Per noi è fondamentale introdurre la preferenza. Oltre a stabilità e rappresentatività, bisogna ridare possibilità al cittadino di decidere il proprio parlamentare».
Il non detto delle liste bloccate attuali, forse, è che danno un grande potere ai segretari di partito, un potere che non vogliono perdere.
«Mi sembra che anche FdI abbia espresso la nostra stessa convinzione, rispetto la contrarietà di Lega e FI ma ritengo fondamentale un cambiamento anche per combattere l’astensionismo. Le preferenze sono una risposta che si traduce in un incentivo alla partecipazione. Il referendum ha dimostrato che quando il voto conta le persone partecipano, si attivano, compresi i più giovani».
Qual è la tempistica realistica per arrivare a una legge elettorale?
«Sicuramente non si può arrivare al prossimo anno, non sarebbe istituzionalmente corretto. Vararla un anno prima della scadenza della legislatura, prevista a ottobre 2027, darebbe a tutti il tempo di organizzarsi. Quindi, per rispondere, la deadline è fine novembre. Potremmo fare da soli come maggioranza, ma penso che fino all’ultimo vada coinvolta la minoranza, il cui no adesso mi sembra pregiudiziale».