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Meloni risponde. Il cambio di strategia comunicativa della premier dopo la batosta del referendum

(agf)

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L’accelerazione mediatica della presidente del Consiglio oggi in Senato dopo le due recenti conferenze stampa a valle dei cdm di fine aprile.
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Giorgia risponde. No, no è un nuovo format social o una nuova rubrica delle lettere. Piuttosto, è la nuova forma di comunicazione che la presidente del Consiglio sembra aver deciso di mettere in atto da qualche settimana a questa parte.

Così, dopo l’inedito uno-due delle conferenze stampa di fine aprile a valle dei cdm su Decreto lavoro e Piano casa, oggi al Senato va in scena il Premier time, con Meloni a replicare alle domande di maggioranza e opposizioni. A circa un anno dall’ultimo, proprio lo scorso maggio, che fu soltanto il quarto della legislatura.

Siamo al terzo evento mediatico in pochi giorni dunque. Certo, programmato da tempo e senza giornalisti, ma a cui era possibile sottrarsi. Invece si assiste al nuovo capitolo di quella che è un’indubbia accelerazione per una leader che detiene un record: un confronto coi giornalisti durato appena 25 minuti. Primato che prese forma lo scorso ottobre, quando la premier dopo una breve introduzione e giusto un paio di risposte, lasciò…

Giorgia risponde. No, no è un nuovo format social o una nuova rubrica delle lettere. Piuttosto, è la nuova forma di comunicazione che la presidente del Consiglio sembra aver deciso di mettere in atto da qualche settimana a questa parte.

Così, dopo l’inedito uno-due delle conferenze stampa di fine aprile a valle dei cdm su Decreto lavoro e Piano casa, oggi al Senato va in scena il Premier time, con Meloni a replicare alle domande di maggioranza e opposizioni. A circa un anno dall’ultimo, proprio lo scorso maggio, che fu soltanto il quarto della legislatura.

Siamo al terzo evento mediatico in pochi giorni dunque. Certo, programmato da tempo e senza giornalisti, ma a cui era possibile sottrarsi. Invece si assiste al nuovo capitolo di quella che è un’indubbia accelerazione per una leader che detiene un record: un confronto coi giornalisti durato appena 25 minuti. Primato che prese forma lo scorso ottobre, quando la premier dopo una breve introduzione e giusto un paio di risposte, lasciò la conferenza stampa sul bilancio 2026, perché “oltre tempo massimo”. Seguì ironico passaggio di testimone con il malcapitato Giorgetti, “disponibile fino a quando ritenete”.

Fino a oggi la premier si era limitata agli appuntamenti tradizionali di inizio anno, quelli con la stampa parlamentare: un profluvio di domande con poco tempo per approfondire. Oppure aveva optato per i punti stampa in occasione delle missioni all’estero. Ossia a calche di giornalisti, spesso senza microfono, costretti a formulare domande in modalità a dir poco complicate. Con la possibilità di troncare a piacimento e deludere il mucchione dei media.

D’altra parte, l’insofferenza per le domande dei giornalisti era stata da lei ammessa lo scorso agosto 2025, in un fuorionda con il presidente statunitense Donald Trump: “I never want to speak with my press” (“Io non voglio mai parlare con la mia stampa”), sussurrò al tycoon la leader di Fratelli d’Italia.

Sentimento confermato dai numeri. Secondo Pagella politica, per esempio, che ha preso in esame i primi nove mesi del 2025 con gli stessi del 2024, in quel dato periodo “la presidente del Consiglio aveva risposto a circa un terzo di domande in meno rispetto all’anno precedente”. 94 contro 138 per la precisione. Una tendenza probabilmente generata dal flop della conferenza stampa di Cutro, un disastro mediatico che seguì la tragedia dei migranti naufragati al largo delle coste calabresi.

Ora il cambio di rotta. C’è l’urgenza di comunicare cosa sta facendo il governo che da poco ha superato l’ennesimo record di longevità, sarà il clima da campagna elettorale impellente, o la necessità di spendersi in prima persona visto i pasticci dei suoi ministri.

Mentre il format è un po’ quello rivendicato proprio in una delle ultime risposte del 28 aprile scorso, quando, pungolata sul caso Minetti, la premier sbottò: “Poi titolate su questo e non è giusto”. E ancora: “Posso chiedervi ogni tanto di parlare anche di quello di cui mi sto occupando?". Altrimenti: "Il mio lavoro diventa inutile anche oggi".

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