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Consob, Siri: “Freni era il nome migliore, adesso per le altre nomine niente doppiopesismo”

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Il leghista: “Sul Garante del mercato chiederemo di applicare gli stessi criteri che ci hanno imposto”
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Armando Siri, capo dei dipartimenti della Lega, Federico Freni si è ritirato dalla presidenza della Consob. Perché FI si è messa di traverso?

«Freni ha fatto un gesto di generosità, sottraendo la vicenda alla polemica, più mediatica che politica. Vegas prima di lui è stato presidente della Consob in quota FI. Non so perché la politica ama l’auto delegittimazione. Avanti di questo passo deciderà l’algoritmo...».

Quale soluzione immaginate ora per la Consob? Un tecnico?

«Più che tecnico dovrebbe essere preparato, lungimirante, intuitivo e autorevole. L’ingrediente che scarseggia in questa epoca è il coraggio di fare scelte e assumersene la responsabilità. Non basta essere “tecnici” per disporre di queste qualità».

FI ora punta all’Antitrust. A voi va bene?

«Beh, ma seguendo il ragionamento anche lui è un politico. Dubito che possano valere due pesi e due misure. Poi si sa, la politica spesso è l’arte di non falsare immoralmente il vero per imporre con l’inganno il possibile. Ma questo h…

Armando Siri, capo dei dipartimenti della Lega, Federico Freni si è ritirato dalla presidenza della Consob. Perché FI si è messa di traverso?

«Freni ha fatto un gesto di generosità, sottraendo la vicenda alla polemica, più mediatica che politica. Vegas prima di lui è stato presidente della Consob in quota FI. Non so perché la politica ama l’auto delegittimazione. Avanti di questo passo deciderà l’algoritmo...».

Quale soluzione immaginate ora per la Consob? Un tecnico?

«Più che tecnico dovrebbe essere preparato, lungimirante, intuitivo e autorevole. L’ingrediente che scarseggia in questa epoca è il coraggio di fare scelte e assumersene la responsabilità. Non basta essere “tecnici” per disporre di queste qualità».

FI ora punta all’Antitrust. A voi va bene?

«Beh, ma seguendo il ragionamento anche lui è un politico. Dubito che possano valere due pesi e due misure. Poi si sa, la politica spesso è l’arte di non falsare immoralmente il vero per imporre con l’inganno il possibile. Ma questo ha un costo in termini di credibilità e coerenza».

Riarmo. Crosetto preme per aderire al Safe, Giorgetti frena. Quale è la posizione della Lega?

«Crosetto fa il suo mestiere di ministro della Difesa, la Lega è perplessa perché fare altro debito, a condizioni non ancora note, per comprare armi, quando lo si nega per sostenere imprese e famiglie, è difficile da sostenere. Per ora non è stata presa nessuna decisione e se la si prenderà dovrà prevedere un giusto equilibrio tra i bisogni del Paese».

Meloni ieri in Aula al Senato ha rilanciato la flat fax, di cui lei è considerato uno dei “padri” in Italia. Riuscirete a portarla a 100 mila euro in manovra?

«La flat tax è il più importante pilastro su cui abbiamo cominciato a costruire una nuova idea di fisco. Sono fiducioso che se il presidente Meloni insisterà con la Ue, riusciremo a ottenere il via libera per continuare nella direzione giusta: motivare chi lavora lasciando in tasca più risorse e spingere consumi e produttività. È nell’interesse di tutti».

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