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Pressing di Crosetto sul riarmo, ritiro definitivo da Baghdad

(ansa)

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Il ministro della Difesa: “Usare subito i fondi Ue” La freddezza di Giorgetti Via libera in cdm al decreto missioni
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Guido Crosetto ha fretta: il governo - e nello specifico il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti - deve decidere sulle spese della difesa. Nel salone delle conferenze stampa del ministero, l’esponente di Fratelli d’Italia presenta la nuova piattaforma digitale dedicata ad aziende, pmi e start-up ma coglie l’occasione, interpellato sul tema, per precisare che lui non considera «caro energia e difesa priorità alternative». E poi aggiunge: «Non sono né pessimista né ottimista, sto attendendo le decisioni del Mef».

Quindi del collega leghista, il quale mercoledì, durante il question time alla Camera, ha parlato di un «dialogo serrato» con la Commissione europea affinché sia consentita la possibilità di avvalersi di una maggiore flessibilità di tutelare famiglie e imprese dalle conseguenze del rincaro dei prezzi» e ha sottolineato che è questa «la vera priorità». Di conseguenza, per il ministro dell’Economia, «solo all’esito di queste trattative potrà essere valutato se attivare la …

Guido Crosetto ha fretta: il governo - e nello specifico il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti - deve decidere sulle spese della difesa. Nel salone delle conferenze stampa del ministero, l’esponente di Fratelli d’Italia presenta la nuova piattaforma digitale dedicata ad aziende, pmi e start-up ma coglie l’occasione, interpellato sul tema, per precisare che lui non considera «caro energia e difesa priorità alternative». E poi aggiunge: «Non sono né pessimista né ottimista, sto attendendo le decisioni del Mef».

Quindi del collega leghista, il quale mercoledì, durante il question time alla Camera, ha parlato di un «dialogo serrato» con la Commissione europea affinché sia consentita la possibilità di avvalersi di una maggiore flessibilità di tutelare famiglie e imprese dalle conseguenze del rincaro dei prezzi» e ha sottolineato che è questa «la vera priorità». Di conseguenza, per il ministro dell’Economia, «solo all’esito di queste trattative potrà essere valutato se attivare la clausola di salvaguardia per le spese per la difesa».

La clessidra del tempo però scorre. Per decidere se accedere al Safe, il programma Security Action for Europe, la scadenza è fine maggio e gli altri Paesi europei hanno già scelto di farne parte. Con l’adesione, anche l’Italia potrebbe finanziare rapidamente armamenti e tecnologie militari tramite prestiti garantiti dall’Ue. «Entro la fine del mese bisognerebbe firmare i contratti», insiste Crosetto e rimarca: «Ho scritto due lettere a Giorgetti». L’ultima, l’altro ieri.

Il fondo europeo assegna all’Italia una capacità di finanziamento da 14,9 miliardi tra il 2026 e il 2030. Questi fondi consentirebbero di superare i 12 miliardi necessari per incrementare la spesa per la difesa dello 0,5% del Pil entro il 2028, ma non si tratta - ha chiarito Giorgetti - di un prestito a costo zero.

È una giornata movimentata, sul fronte difesa. Di mattina, Giorgia Meloni fa approvare il documento strategico di politica spaziale nazionale, settore per cui sono stanziati 7,8 miliardi di euro, fino al 2028. Una «priorità nazionale», per la premier. In serata il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari riunisce il Comitato interministeriale per la resilienza: si lavora a un registro nazionale delle infrastrutture critiche.

Nel mezzo, il consiglio dei ministri dà il via libera al decreto che rinnova le missioni internazionali per tutto il 2026. Il testo ricalca le operazioni già autorizzate negli anni passati. Ma qualche novità c’è: termini geografici meno specifici, per inquadrare il dislocamento dei nostri soldati all’estero, si parla infatti di aree e non di singoli Paesi. Il motivo è chiaro: viene assicurata maggiore flessibilità, nel caso in cui sia necessario procedere a spostamenti nello stesso quadrante (per esempio nel Mar Rosso). Altra modifica: l’Italia conferma il ritiro dei soldati da Baghdad. Il grosso del contingente era già stato evacuato dopo gli attacchi dello scorso marzo. Ora l’operazione sarà portata a termine. L’Italia non parteciperà più dunque alla coalizione anti-Daesh, a guida Usa. Ma il decreto conferma una disponibilità a partecipare ad eventuali missioni bilaterali con l’Iraq. Resta la presenza nel Kurdistan iracheno, a Erbil. Anche per la Somalia si prevede un’eventuale disponibilità a partecipare a missioni bilaterali, oltre a quella sotto l’egida Ue, ma solo in condizioni di sicurezza acclarate.

Sono questi i contenuti della relazione analitica che sarà presentata al Parlamento. Non ci può essere un riferimento allo Stretto di Hormuz: i cacciamine italiani sono in Sicilia «pronti ad avvicinarsi», ricorda Crosetto. Ma servono il cessate il fuoco e poi un passaggio parlamentare.

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