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“Le carte smentiscono la teste contro Minetti”. I pm non la sentiranno

“Le carte smentiscono la teste contro Minetti”. I pm non la sentiranno
(ansa)

La massaggiatrice parlava di un giro di prostitute nel ranch in Uruguay. Nuovi documenti della difesa: “Non ha mai visto Nicole”

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«La massaggiatrice lavorò per Minetti e Cipriani solo per poche settimane, in periodi in cui, tra l’altro, Nicole Minetti non c’era, se non per pochi giorni». Quando è andata via ha chiesto «di essere riassunta», come risulta da messaggi depositati agli atti. E ancora: quando le è stato detto di no, «ha presentato una causa di lavoro che si è chiusa con una transazione di settemila euro per ferie non pagate ed effettivi giorni di lavoro». Tutti elementi che, secondo la difesa di Nicole Minetti, smentiscono le dichiarazioni di Graciela Mabel De Los Santos Torres, la massaggiatrice che accusa Minetti di non aver «cambiato stile di vita» e di organizzare un giro di festini nella villa del compagno Giuseppe Cipriani, in Uruguay. Dichiarazioni rilasciate ad alcuni giornali italiani — per primo al Fatto Quotidiano — e che «ieri avrebbe già in parte smentito ai giornali uruguaiani».

Sono questi i documenti che, nelle ultime ore, gli avvocati Emanuele Fisicaro e Antonella Calcaterra hanno depositato alla procura generale di Milano, facendo evidentemente breccia tra i magistrati. «Al momento non abbiamo necessità di sentirla» è il concetto che filtra dalla procura generale. La testimonianza resa ai giornali non trova, per ora, riscontro nelle indagini dell’Interpol. Agli investigatori non risultano inchieste o denunce che abbiano al centro lo sfruttamento della prostituzione. Così come non torna «quel lungo periodo di lavoro». Agli atti risultano periodi che vanno dal 27 luglio al primo agosto 2024, dal 22 al 27 agosto e dall’8 ottobre 2024 al 3 febbraio 2025. «Ho bisogno di lavorare, ho tutto sulle mie spalle, devo comprare un terreno», scriverebbe la donna a un responsabile del ranch “Gin Tonic”, secondo quanto depositato da Minetti. «Va bene anche un lavoro come lavapiatti». Impiego che non le viene concesso, tanto che lei presenta una causa per giornate di lavoro non retribuite e ferie non godute. Risultato: il 5 agosto 2025 c’è un accordo transattivo in cui le viene riconosciuto un risarcimento di 7 mila dollari.

E ancora: tra le carte in possesso dell’Interpol ci sono anche gli spostamenti di Minetti che, nel periodo in cui Graciela lavorava al ranch, è stata pochissimo in Uruguay: dal 4 all’8 giugno 2024, dal 30 ottobre al 7 novembre, dal 13 dicembre al 10 gennaio 2025, poi dal primo all’8 marzo e dal 20 al 30 aprile.

Su tutto questo sono ancora in corso verifiche, con la procura che dovrà formulare un nuovo parere, atteso entro la prima settimana di giugno. Doveva arrivare in questi giorni, ma le interviste della massaggiatrice hanno allungato i tempi. Tra l’altro ora è lei stessa, ai microfoni di una tv uruguaiana, a raccontare in maniera più prudente quanto avrebbe visto a Punta del Este, nel ranch «Gin Tonic» di Cipriani e Moretti. Le feste nella villa? «Ci sono alcune cose su cui preferirei aspettare, perché mi hanno detto che forse la giustizia italiana mi chiamerà. Siccome tutto è stato distorto, ormai ho molta paura di parlare. Sì, ci sono state feste, perché non voglio nemmeno sottrarmi alla responsabilità di ciò che ho visto, però su altre cose preferisco non parlare finché non mi convocherà la giustizia». Durante quelle serate, dice, «c’erano modelle brasiliane e uruguaiane», mentre non ha certezze sull’età delle partecipanti o sul fatto che alcune di loro fossero minorenni.

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