Da parte di Forza Italia «non c’era un qualcosa contro Federico Freni, l’ho spiegato mille volte». Raffaele Nevi, deputato e portavoce azzurro, parla in Transatlantico. A pochi metri da lui cammina e parla con i colleghi il sottosegretario al ministero dell’Economia che per mesi è stato indicato come il possibile nuovo presidente della Consob.
Freni ha fatto un passo indietro per il veto di Forza Italia. Perché gli avete sbarrato la strada?
«Nessun veto. All’inizio è stato sbagliato il metodo, noi siamo sempre stati leali e pretendiamo rispetto: non possiamo accettare soluzioni precostituite».
Si riferisce a Freni?
«C’è la necessità di fare in modo che alla presidenza della Consob venga scelto qualcuno che dia garanzie di capacità, autorevolezza e anche terzietà».
Il sottosegretario all’Economia non è autorevole?
«Serve una figura che sia fuori dalla mischia politica. E poi su di lui c’era anche il rischio di una incompatibilità. Già immagino le opposizioni».
Ci sono precedenti, sempr…
Da parte di Forza Italia «non c’era un qualcosa contro Federico Freni, l’ho spiegato mille volte». Raffaele Nevi, deputato e portavoce azzurro, parla in Transatlantico. A pochi metri da lui cammina e parla con i colleghi il sottosegretario al ministero dell’Economia che per mesi è stato indicato come il possibile nuovo presidente della Consob.
Freni ha fatto un passo indietro per il veto di Forza Italia. Perché gli avete sbarrato la strada?
«Nessun veto. All’inizio è stato sbagliato il metodo, noi siamo sempre stati leali e pretendiamo rispetto: non possiamo accettare soluzioni precostituite».
Si riferisce a Freni?
«C’è la necessità di fare in modo che alla presidenza della Consob venga scelto qualcuno che dia garanzie di capacità, autorevolezza e anche terzietà».
Il sottosegretario all’Economia non è autorevole?
«Serve una figura che sia fuori dalla mischia politica. E poi su di lui c’era anche il rischio di una incompatibilità. Già immagino le opposizioni».
Ci sono precedenti, sempre in Consob, che hanno visto esponenti di governo diventare presidenti. Per esempio, Giuseppe Vegas o Paolo Savona. Perché Freni no?
«Freni si è occupato direttamente di regolamentazione e vigilanza del mercato. Ha avuto una delega specifica da parte del ministro Giorgetti».
Qual è adesso l’alternativa? L’attuale commissario Federico Cornelli?
«Noi abbiamo descritto il profilo ce ne sono di persone valide con quelle caratteristiche che possono farlo. Non siamo appesi ai nomi e ai cognomi, il nostro è un ragionamento politico. Freni si è ritirato perché ha capito questo ed è stato un gesto che abbiamo apprezzato».
Quando si supererà questo stallo che ha bloccato anche l’Antitrust?
«Nessuno stallo. Si deciderà ma per noi l’importante è che sia una persona di livello, che sappia gestire la Consob anche per le implicazioni di livello internazionale. Freni è un ottimo politico e continuerà a fare bene il sottosegretario».