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Salvini e l’idea sull’aggressore di Modena che fa infuriare gli alleati: “Revocare la cittadinanza”

MATTEO SALVINI MINISTRO INFRASTRUTTURE 

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Stop di Piantedosi e Tajani alla crociata anti immigrati: “È un ragazzo italiano”
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Insiste, Matteo Salvini. Deciso a cavalcare la campagna anti-immigrati — ora estesa pure a quelli regolari e agli italiani di seconda generazione come l’investitore di Modena — prima dà mandato a un gruppo di giuristi di perfezionare le proposte sulla sicurezza presentate nei giorni scorsi dai suoi europarlamentari: prima fra tutte, la revoca del permesso di soggiorno, con espulsione immediata, per gli stranieri che commettono reati. Quindi, ordina di portare la tragedia emiliana nell’aula di Strasburgo: richiesta che oggi la Lega, insieme al gruppo dei Patrioti, avanzerà alla presidente Roberta Metsola. Infine, concludendo i lavori della scuola di Formazione del partito, lancia l’affondo: «La cittadinanza non può essere a vita», ritirarla a chi si macchia di gravi crimini «è legittima difesa», incalza. «Un principio sacrosanto» cristallizzato in «una nostra proposta di legge alla Camera» che ora Salvini si aspetta venga sostenuta da tutti i partiti della maggioranza.

Peccato che gli …

Insiste, Matteo Salvini. Deciso a cavalcare la campagna anti-immigrati — ora estesa pure a quelli regolari e agli italiani di seconda generazione come l’investitore di Modena — prima dà mandato a un gruppo di giuristi di perfezionare le proposte sulla sicurezza presentate nei giorni scorsi dai suoi europarlamentari: prima fra tutte, la revoca del permesso di soggiorno, con espulsione immediata, per gli stranieri che commettono reati. Quindi, ordina di portare la tragedia emiliana nell’aula di Strasburgo: richiesta che oggi la Lega, insieme al gruppo dei Patrioti, avanzerà alla presidente Roberta Metsola. Infine, concludendo i lavori della scuola di Formazione del partito, lancia l’affondo: «La cittadinanza non può essere a vita», ritirarla a chi si macchia di gravi crimini «è legittima difesa», incalza. «Un principio sacrosanto» cristallizzato in «una nostra proposta di legge alla Camera» che ora Salvini si aspetta venga sostenuta da tutti i partiti della maggioranza.

Peccato che gli alleati non ne vogliano sapere. A dir poco freddi, se non addirittura contrari. «Chi è stato protagonista di quell’evento non aveva un permesso di soggiorno: era cittadino italiano», chiude Antonio Tajani. D’accordo con l’altro ministro forzista, Paolo Zangrillo: «Dobbiamo stare attenti a non assumere decisioni sull’onda dell’emotività». E persino Matteo Piantedosi frena: «Stiamo lavorando per agevolare i rimpatri degli stranieri che commettono reati, però è un’altra cosa rispetto ai fatti di Modena», precisa il ministro dell’Interno, convinto siano riconducibili più al gesto di un matto anziché un atto terroristico. Cautela condivisa da Fratelli d’Italia, a dispetto delle parole ambigue pronunciate a metà pomeriggio da Galeazzo Bignami: «Quel folle non è un italiano, ma un immigrato di seconda generazione, deve pagare per quello che ha fatto e lo deve fare a casa sua, il Marocco, dove ha le sue origini». In realtà, il capogruppo meloniano a Montecitorio non intendeva sposare le tesi leghiste, si affrettano a chiarire da Via della Scrofa, ce l’aveva con «gli ipocriti e i benpensanti» della sinistra che da anni giustificano e favoriscono l’immigrazione di massa: sa pure lui che la presidente del Consiglio non ha alcuna intenzione di sposare le proposte oltranziste di Salvini. Con cui tuttavia condivide la necessità di contrastare l’offensiva di Roberto Vannacci, che della remigrazione ha fatto una bandiera.

Risultato? Il centrodestra si spacca, mentre il centrosinistra condanna compatto «l’indegno sciacallaggio» del segretario lumbàrd. Il quale, accusa il verde Bonelli, «trasforma una tragedia in un bancomat elettorale da cui prelevare consenso, alimentando paura, tensione sociale e rabbia». Caustico Carlo Calenda: «Revocare il permesso di soggiorno a chi delinque è di buon senso», peccato che «non l’abbia mai realizzato negli anni al governo», tanto più che «nel caso di specie si tratta di cittadino italiano e dunque la norma non si applicherebbe. Ma Salvini non ci arriva». E se per Avs «dice solo stupidaggini», il dem Francesco Boccia denuncia «l’uso strumentale che una parte della destra continua a fare di tragici episodi di cronaca per alimentare campagne permanenti di odio e divisione». Chi però sembra tenere un atteggiamento più ecumenico è il vicepresidente del M5s Stefano Patuanelli: «La sicurezza, come l’immigrazione, è un tema che interessa tutti», premette. «Se dobbiamo confrontarci con le altre forze politiche facciamolo su questo».

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