Politica

Modena, Salvini insiste sulla revoca della cittadinanza. Gli amministratori Pd: propaganda razzista

Modena, Salvini insiste sulla revoca della cittadinanza. Gli amministratori Pd: propaganda razzista
(ansa)

Donzelli (FdI) sulla proposta della Lega: “Tema delicato”. Fratoianni: “Sciacalli”

2 minuti di lettura

Sui fatti di Modena continuano le prese di posizione e le polemiche all’interno del mondo politico. Da una parte il centrodestra diviso sulla figura dell’aggressore dopo la richiesta della Lega di revocare la cittadinanza a chi commette reati gravi. Dall’altra il Partito democratico che, attreverso una lettera firmata da trenta amministratori si mobilita contro la propaganda razzista.

La discussione nella maggioranza

In primis c’è la Lega, che attraverso il segretario e vicepremier Matteo Salvini continua ad attaccare sulla revoca della cittadinanza per chi commette reati. E sull’attentatore Salim El Koudri che tempo fa scriveva “Bastardi cristiani di me**a, vi brucio Gesù Cristo. Datemi un lavoro” commenta: "Italianissimo, laureato e perfettamente integrato, non vi pare? Chissà se qualcuno tenterà ancora di minimizzare l'attentato di Modena. Vediamo se tivù e stampa di sinistra censureranno anche queste parole d'amore. Avanti con la proposta di legge della Lega per revocare la cittadinanza e il permesso di soggiorno a chi commette gravi reati".

Replicando a chi gli chiedeva della proposta della Lega sullo stop alla cittadinanza per chi delinque, il responsabile organizzazione di FdI, Giovanni Donzelli spiega: "È un tema delicato perché ci sono anche dei dettagli pratici: nel momento in cui ottieni la cittadinanza perdi quella del Paese d'origine" quindi "se togli la cittadinanza e non c'è l'accordo internazionale la persona resta senza cittadinanza. Il servizio studi della Camera ha espresso queste complicazioni tecniche. Da questo punto di vista la legge fa il suo iter”.

Per Forza Italia, Raffaele Nevi, ospite a Start su Sky Tg24, dice: "Sull'immigrazione la nostra posizione non cambia: massima rigorosità nei confronti di immigrati e clandestini. Massima invece integrazione di tutte quelle persone che vogliono venire nel nostro Paese per lavorare, studiare, impegnarsi a costruire una vita qui rispettando le regole". Si può ragionare sul ritiro del permesso di soggiorno o di cittadinanza acquisita nel caso di delitti e di crimini? "Si può ragionare intorno alle norme sulla cittadinanza, poi revocare la cittadinanza è una questione che incontra dei problemi di costituzionalità. La vedo più difficile", aggiunge il forzista.

Le reazioni dell’opposizione

Per la capogruppo del Pd alla Camera, Chiara Braga, "le parole di Salvini sono molto gravi, tanto più perché arrivano da un vicepresidente del Consiglio, e aprono uno scontro nella maggioranza. Come ha detto Piantedosi, siamo di fronte a situazioni di grave disagio psicologico: su temi così delicati non serve propaganda, ma cura, prevenzione e più risorse per la salute mentale, oggi del tutto insufficienti".

C’è poi una lettera aperta firmata da 30 amministratori locali del Pd, dove si definiscono “donne e uomini, figlie e figli di migrazioni iniziate in questo Paese quarant’anni fa”, che annuncia una mobilitazione contro la propaganda “per alimentare paura, sospetto e odio contro intere comunità”.

"Davanti a un fatto così grave, le parole pubbliche dovrebbero essere all’altezza – scrivono -. E invece, pochi minuti dopo l’accaduto, ancora prima che emergessero elementi di contesto, una parte della politica e dell’informazione ha scelto un’altra strada: trasformare una tragedia in un’occasione di propaganda”.

L’appello prosegue: “Questa non è sicurezza. Non è giustizia. Non è responsabilità. È la scelta di usare un fatto gravissimo per alimentare paura, sospetto e odio contro intere comunità, contro una generazione, contro persone che vivono, studiano, lavorano, amministrano e partecipano alla vita democratica di questo Paese”. E annunciano: “Il 2 giugno saremo nelle piazze da italiane e italiani, per celebrare la Repubblica, la democrazia, la libertà e gli ottant’anni dal suffragio universale. Lo faremo con la consapevolezza che questo è il nostro Paese: qui siamo cresciuti, qui viviamo, qui lavoriamo, qui crescono i nostri figli”.

Per il segretario di Sinistra italiana ed esponente di Avs, Nicola Fratoianni, “mentre a Modena la città si stringe per affrontare il suo dolore e per respingere l'odio, Salvini e la Lega si confermano degli sciacalli, solo per nascondere il fallimento completo delle loro politiche sulla sicurezza. È del tutto inaccettabile".

I commenti dei lettori