«Meloni chiede di dialogare con noi sulla legge elettorale? Lo abbiamo fatto una volta. Ci siamo fidati», ricorda Elly Schlein, gocce di memoria contro la propaganda. «Voglio ricordare che avevamo trovato un accordo per la nuova normativa sul consenso, contro la violenza sessuale: per sancire con la legge che solo un sì significa sì. Ma dopo quattro giorni hanno stracciato l’accordo. Sono io che dico: ci ripensino, tornino su quel testo».
Ospite di Fabio Fazio a “Che Tempo che fa”, la segretaria del Pd – dopo la visita a Modena, «che alla violenza inaudita ha saputo dare una risposta di comunità» – parla di sanità da salvare e della «guerra ideologica» del governo alle rinnovabili, di alleanza progressista e della «nostra chance di vincere». E tiene il punto contro il pressing della maggioranza per il Melonicum (detto dalla destra Stabilicum): la legge elettorale che Meloni vorrebbe imporre.
«Irricevibile», per Schlein. «Certo, presenteremo emendamenti unitari di opposizione. Ma hanno…
«Meloni chiede di dialogare con noi sulla legge elettorale? Lo abbiamo fatto una volta. Ci siamo fidati», ricorda Elly Schlein, gocce di memoria contro la propaganda. «Voglio ricordare che avevamo trovato un accordo per la nuova normativa sul consenso, contro la violenza sessuale: per sancire con la legge che solo un sì significa sì. Ma dopo quattro giorni hanno stracciato l’accordo. Sono io che dico: ci ripensino, tornino su quel testo».
Ospite di Fabio Fazio a “Che Tempo che fa”, la segretaria del Pd – dopo la visita a Modena, «che alla violenza inaudita ha saputo dare una risposta di comunità» – parla di sanità da salvare e della «guerra ideologica» del governo alle rinnovabili, di alleanza progressista e della «nostra chance di vincere». E tiene il punto contro il pressing della maggioranza per il Melonicum (detto dalla destra Stabilicum): la legge elettorale che Meloni vorrebbe imporre.
«Irricevibile», per Schlein. «Certo, presenteremo emendamenti unitari di opposizione. Ma hanno fatto una proposta con un premio di maggioranza così alto che consentirebbe a chi vince di eleggere il presidente della Repubblica quasi da solo». Ragiona la leader: «La crescita del Paese è bloccata appena sopra lo zero, l’Istat dice che in 4 anni gli stipendi sono scesi di nove punti. E la priorità del governo è questa legge?».
Fazio la provoca: «Converrebbe anche a voi, se andaste al governo». E lei: «A noi conviene rispettare la Costituzione, ce lo hanno detto anche 5 milioni di giovani, votando al referendum. Solo chi è distante dalle difficoltà, chiuso nel palazzo, può pensare che sia qualcosa che serve ai cittadini». E capovolge lo slogan della destra: «Se per la premier è un così serio problema la stabilità, sta ammettendo che l’unico motivo per cui ha avuto stabilità è che noi, delle opposizioni, siamo stati divisi».
Schlein è categorica: «La sanità è la prima preoccupazione degli italiani, insieme al costo della vita». Una battaglia, quella contro i tagli su medici e ambulatori, per un’assistenza a misura di territori, famiglie e fragili, che la segretaria ha messo in cima. E attacca: «La destra toglie risorse e smantella la sanità, non a caso: chi ha soldi va dal privato, chi non li ha rinuncia a curarsi». Interviene poi sulla drammatica vertenza di Electrolux: «Quei 1700 licenziamenti vanno immediatamente ritirati. Ma non basta il tavolo convocato da Urso, Meloni deve farsene carico».
Fazio ironizza sul pluralismo interno del Pd, e sulla voglia di primarie di Conte. «Non facciamo l’errore di rinchiuderci sul totonomi. Porto questo braccialetto, guardi: c’è scritto “testardamente unitari”. Ci metteremo d’accordo anche su questo», ripete. «Oggi siamo concentrati sulle proposte. Abbiamo una chance: che non è quella di di vincere per vincere, ma di governare con un’alleanza progressista per cambiare le cose, migliorare la vita degli italiani».