✕

Strappo nella Lega: Ravetto lascia il partito di Salvini e va con Vannacci

Laura Ravetto 

Ascolta l'audio

È la prima big del Carroccio a passare con l’ex parà. I fedelissimi del generale: altri passeranno a Futuro nazionale
1 minuti di lettura

ROMA – Non solo peones. Per la Lega arriva il primo addio di peso, dopo la scissione di Roberto Vannacci: Laura Ravetto ha detto addio a Matteo Salvini, per traslocare in Futuro nazionale. Dopo l’anticipazione di Repubblica, è stato lo stesso generale a confermare la notizia in tarda mattinata. Parole al miele per la deputata, che fino a poche ore prima ricopriva il ruolo di responsabile Pari opportunità del Carroccio: la «accolgo con grande piacere», gongola Vannacci, perché «si tratta di una personalità politica di consolidata esperienza, offrirà un contributo importante alla crescita» di Fn. L’appuntamento per «la formalizzazione dell’ingresso» è fissato per giovedì, a Salsomaggiore Terme, in provincia di Parma, ore 21. Dibattito dal titolo “Guerra e pace”.

Riparte dal generale, dunque, Ravetto, che fu azzurra fervente, volto del berlusconismo televisivo (ora andrà in tv per l’ex parà), incarico di sottogoverno nel 2010-2011, con i galloni di sottosegretario ai rapporti con il Parl…

ROMA – Non solo peones. Per la Lega arriva il primo addio di peso, dopo la scissione di Roberto Vannacci: Laura Ravetto ha detto addio a Matteo Salvini, per traslocare in Futuro nazionale. Dopo l’anticipazione di Repubblica, è stato lo stesso generale a confermare la notizia in tarda mattinata. Parole al miele per la deputata, che fino a poche ore prima ricopriva il ruolo di responsabile Pari opportunità del Carroccio: la «accolgo con grande piacere», gongola Vannacci, perché «si tratta di una personalità politica di consolidata esperienza, offrirà un contributo importante alla crescita» di Fn. L’appuntamento per «la formalizzazione dell’ingresso» è fissato per giovedì, a Salsomaggiore Terme, in provincia di Parma, ore 21. Dibattito dal titolo “Guerra e pace”.

Riparte dal generale, dunque, Ravetto, che fu azzurra fervente, volto del berlusconismo televisivo (ora andrà in tv per l’ex parà), incarico di sottogoverno nel 2010-2011, con i galloni di sottosegretario ai rapporti con il Parlamento. Poi lo strappo con FI, il trasloco in casa Lega, non più nordista ma nazionale, nel 2020, anno del Covid, fino alla ricandidatura a Montecitorio, sotto lo spadone di Alberto da Giussano. Ravetto è una veterana del Palazzo: cinque legislature alle spalle, parlamentare dal 2006.

Ora il viaggio continua verso Vannacci, il quale non dispone ancora di un partito robusto ma possiede una qualità assai apprezzata in politica: attira telecamere, malumori e transfughi. I fedelissimi del generale giurano che Ravetto non sarà l’unica. Altri esponenti leghisti sarebbero pronti a seguirla, aprendo una crepa ulteriore nel fortino salviniano, già percorso da spifferi, rancori e sondaggi traballanti.

I fedelissimi del vicepremier replicano piccati alla decisione di Ravetto. La vicesegretaria Silvia Sardone allude velenosa alle prossime elezioni: «Quando si avvicinano le Politiche un passaggio da un partito all’altro è tipico. Con l’attuale sistema di liste bloccate i passaggi avvengono per opportunità, Ravetto non avrà avuto sufficienti garanzie dalla Lega» sulla ricandidatura. La replica è affidata al vannacciano Edoardo Ziello: «Sardone non sapevo che facesse anche le liste. Evidentemente, ormai, anche questa prerogativa del segretario è stata appaltata ad altri». Claudio Borghi è ancora più feroce con l’ex collega di partito: «Da 1 a 10 mi dispiace 1, ha fatto la sua scelta, se uno cambia partito vuol dire che non ci merita». Amareggiato il capogruppo al Senato, Massimiliano Romeo, che è anche il segretario lombardo della Lega: «A livello umano dispiace, andiamo avanti con quanti hanno dimostrato lealtà in questi anni visto che la Lega a loro ha dato fiducia».

Leggi i commenti