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“Picchiati selvaggiamente da energumeni”, il racconto shock dalla Flotilla. Attivisti rilasciati

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L’Italia non pagherà i biglietti per il ritorno. Rientrati stamattina a Fiumicino i primi due, in serata gli altri tra Roma e Milano. Carotenuto, deputato M5S: “Ho ricevuto un pugno nell'occhio che per un po' mi ha accecato, ma ho visto persone con problemi alle orecchie, agli occhi”
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Non sono mai arrivati al porto di Ashdod, dove gli altri attivisti sono stati picchiati, umiliati, legati e trascinati come bestie - schiena piegata e testa bassa - dai soldati israeliani mentre il ministro Ben-Gvir sventolava una bandiera di Israele davanti a loro. Ma questo non ha risparmiato al deputato 5S Dario Carotenuto e all’inviato del Fatto Quotidiano Alessandro Mantovani calci, pugni, violenze fisiche e psicologiche. “Atti inaccettabili", “violazioni dei diritti umani più elementari, in seguito a un “sequestro in acque internazionali” secondo il ministro degli Esteri Antonio Tajani che annuncia di aver chiesto all'Alta Rappresentante Ue Kaja Kallas che alla prossima riunione dei ministri degli Esteri dell'Ue si discuta sull’adozione di sanzioni contro il ministro della Sicurezza Nazionale israeliano Ben-Gvir.

Rilasciati tutti gli attivisti

Cosa abbiano significato sulla pelle e nella mente quegli “atti inaccettabili” lo raccontano in dettaglio Mantovani e Carotenuto all’arri…

Non sono mai arrivati al porto di Ashdod, dove gli altri attivisti sono stati picchiati, umiliati, legati e trascinati come bestie - schiena piegata e testa bassa - dai soldati israeliani mentre il ministro Ben-Gvir sventolava una bandiera di Israele davanti a loro. Ma questo non ha risparmiato al deputato 5S Dario Carotenuto e all’inviato del Fatto Quotidiano Alessandro Mantovani calci, pugni, violenze fisiche e psicologiche. “Atti inaccettabili", “violazioni dei diritti umani più elementari, in seguito a un “sequestro in acque internazionali” secondo il ministro degli Esteri Antonio Tajani che annuncia di aver chiesto all'Alta Rappresentante Ue Kaja Kallas che alla prossima riunione dei ministri degli Esteri dell'Ue si discuta sull’adozione di sanzioni contro il ministro della Sicurezza Nazionale israeliano Ben-Gvir.

Rilasciati tutti gli attivisti

Cosa abbiano significato sulla pelle e nella mente quegli “atti inaccettabili” lo raccontano in dettaglio Mantovani e Carotenuto all’arrivo all’aeroporto di Roma Fiumicino, mentre corre veloce la notizia che attendevano: tutti gli attivisti, inclusi gli italiani, sono stati rilasciati e hanno fatto rientro in serata. Insieme a tutti gli altri sono stati trasferiti al Ramon Airport di Eilat, da dove tra le 14.50 e le 15.10 sono partiti tre voli charter della Turkish Airlines messi a disposizione dalla Turchia che li hanno portati a Istanbul. Da lì, il viaggio vervo Roma e Milano.

Niente supporto della Farnesina per il rientro

Gli italiani, come successo in passato – fanno sapere dal comitato organizzativo – non potranno contare sul supporto della Farnesina per i biglietti di rientro, che saranno a carico della Global Sumud Flotilla o delle famiglie.

Da esseri umani a numeri

“Siamo preoccupati per loro, noi abbiamo preso le botte, ma altri sono stati picchiati selvaggiamente”.“Mi hanno colpito qui e qui – spiega Mantovani, mostrando il volto leggermente gonfio – mi fa male la gamba, mi hanno preso a calci lì, la schiena, ma credo non ci sia nulla di grave. Altri sono stati picchiati molto più duramente di noi”. Mentre parla, il braccialetto arancione che a bordo di quella nave lo ha cancellato come essere umano con un nome e un cognome e reso un numero – il 164– balla ancora attorno al polso. Carotenuto era il 147. “E chi se lo dimentica più”, gli scappa.

Picchiati selvaggiamente da tre energumeni

È provato, si vede, più volte mentre racconta rischia di scoppiare in lacrime, si trattiene a stento. “C’era questo container buio, appena entravi lì trovavi tre energumeni che iniziavano a picchiarti selvaggiamente. Io sono stato colpito a un occhio, pensavo di non vederci più, mi davano calci, avevano taser. Ci pestavano e nel frattempo dicevano ‘Benvenuti in Israele’”. Ma quello - spiega – probabilmente non è stato il momento peggiore.

“Ho pensato di non rivedere mio figlio”

“A un certo punto eravamo con tutti gli altri, hanno chiamato i nostri numeri dicendoci di fare un passo avanti, alzare le mani e girarci di spalle. Sono stati i venti secondi più lunghi della mia vita, non sapevo cosa potesse succedere, ho pensato a mio figlio con la paura di non rivederlo”, spiega il deputato, mentre una valigia, non lontano, casca a terra con un tonfo e lui trasalisce. “Non è una granata stordente, ma mi ricorda qualcosa”, dice e accenna un mezzo sorriso.

Dopo l’abbordaggio, legati, bendati e picchiati

Le forze speciali israeliane l’hanno usata prima di saltare a bordo della Kasr-i Salabad su cui lui e Mantovani erano imbarcati. E subito lì sono iniziate le botte, gli strattoni, le fascette ai polsi. Come tutti gli altri, i due italiani liberati per primi sono stati permanentemente ammanettati, anche quando sono stati portati in aeroporto avevano manette ai polsi e le caviglie. “Come un criminale”, sbotta Carotenuto, ancora sconvolto per le scene a cui ha assistito.

Flotilla, Carotenuto: "Io e Mantovani al muro di spalle con i militari che ci puntavano i mitra"

Almeno quattro attivisti in ospedale

“A noi è andata bene”, continua a ripetere. E racconta di attivisti con braccia e costole rotte, quattro portati in ospedale, “un ragazzo tedesco che era stato colpito ripetutamente con la canna del fucile e sulla schiena aveva questa rosa di segni circolari tutti uguali e a cui poi avevano sparato un proiettile di gomma su un piede”, anziani con ampie fasciature, “un ragazzo indonesiano magrissimo e bagnato fradicio che tremava senza riuscire a fermarsi”, alcuni attivisti hanno denunciato molestie e abusi sessuali.

Assistenza sanitaria fornita solo dai volontari della Flotilla

A prestare assistenza sanitaria non erano gli israeliani, ma medici e infermieri imbarcati sulla Flotilla, inclusa Margaret Connolly, la sorella della presidente irlandese. “C’è stato un chiaro ed evidente aumento della violenza”, spiega Mantovani, per la seconda volta imbarcato su una delle vele della Flotilla e per la seconda volta catturato in acque internazionali dagli israeliani. “Sembra tutto grottesco perché sono operazioni militari contro un'operazione pacifica. Alzare il livello della violenza è una strategia di Israele”.

Anche gli altri italiani sono stati picchiati

Sono preoccupati, anche parecchio per gli altri italiani ancora prigionieri. Qualcuno lo hanno visto, anche loro erano stati pestati, a qualcuno avevano portato via anche gli occhiali. “Meloni deve essere conseguente e questo significa sanzioni, e lo può fare, nei confronti dei ministri fascisti del governo Netanyahu e, allo stesso tempo, una presa di posizione molto più netta che porti l'Italia a unirsi ai 19 Paesi che chiedono la sospensione dell'accordo di cooperazione”, dice il deputato dem Arturo Scotto, che ha partecipato alla precedente missione e come Carotenuto è stato catturato in acque internazionali e deportato ad Ashdod, per questo oggi ha voluto essere a Fiumicino.

Insieme a lui anche Tony La Piccirella, veterano delle Flotille, i parlamentari 5s Arnaldo Lomuti, Francesco Silvestri, Andrea Quartini, Alessandra Maiorino e Valentina Dorso del M5S, oltre a amici e familiari del cronista e del deputato. “L’Unione Europea – sottolinea l’europarlamentare 5S Danilo Della Valle dispone degli strumenti per reagire: sanzioni mirate contro individui ed entità coinvolti in gravi violazioni dei diritti umani. Questo meccanismo è già stato utilizzato recentemente contro i cosiddetti coloni violenti e ora deve essere esteso a chiunque abbia avuto un ruolo diretto o indiretto in questi abusi. I fascisti che governano lo Stato di Israele devono rispondere alla giustizia dei loro crimini”.

I pm acquisiranno i video

I video postati da Ben Gvir e quelli registrati dalle telecamere delle barche verranno acquisiti agli atti dell’inchiesta, che con il nuovo esposto presentato dal team legale della Flotilla si allarga. Secondo quanto filtra, al loro ritorno, tutti gli attivisti verranno sentiti come persone informate sui fatti.

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