Mani legate dietro la schiena, in ginocchio, circondati dagli agenti dello Shin Bet, il servizio di sicurezza interna dello Stato di Israele. «Un trattamento incivile inflitto a persone fermate illegalmente in acque internazionali, che tocca un livello infimo ad opera di un ministro del governo di Israele». Con queste parole il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, esprime tutta la sua indignazione dopo aver visto le immagini che ritraggono gli attivisti della Flotilla trattenuti da Israele e il ministro per la sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir sorridente.
Nelle stesse ore la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani sono insieme per il vertice con il primo ministro indiano Narenda Modi. Si allontano e visionano anche loro le immagini ed è in questo momento che decidono di convocare l’ambasciatore di Israele in Italia, Jonathan Peled. Lo stesso atteggiamento viene assunto da Francia, Olanda, Belgio e Canada.
In una nota ufficiale Mel…
Mani legate dietro la schiena, in ginocchio, circondati dagli agenti dello Shin Bet, il servizio di sicurezza interna dello Stato di Israele. «Un trattamento incivile inflitto a persone fermate illegalmente in acque internazionali, che tocca un livello infimo ad opera di un ministro del governo di Israele». Con queste parole il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, esprime tutta la sua indignazione dopo aver visto le immagini che ritraggono gli attivisti della Flotilla trattenuti da Israele e il ministro per la sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir sorridente.
Nelle stesse ore la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani sono insieme per il vertice con il primo ministro indiano Narenda Modi. Si allontano e visionano anche loro le immagini ed è in questo momento che decidono di convocare l’ambasciatore di Israele in Italia, Jonathan Peled. Lo stesso atteggiamento viene assunto da Francia, Olanda, Belgio e Canada.
In una nota ufficiale Meloni e Tajani definiscono quanto successo «inammissibile» e «lesivo della dignità della persona». Sottolineano che «l’Italia pretende inoltre le scuse per il trattamento riservato a questi manifestanti e per il totale disprezzo dimostrato nei confronti delle esplicite richieste del governo». La premier è furiosa. Ai suoi collaboratori parla di «una linea rossa che ormai è stata oltrepassata». Lo stesso dirà Tajani più tardi ospite di Cinque minuti su Rai1 che annuncia: «Valuteremo, appena finita la vicenda, quali iniziative adottare, non si può più andare avanti con questo atteggiamento». Non specifica quali. Per adesso l’obiettivo è portare a casa tutti i connazionali, che da quanto riferisce il vicepremier dovrebbe fare rientro oggi. Poi si vedrà. Si aprirà un ragionamento che potrebbe non escludere sanzioni a Israele.
Nel tardo pomeriggio arriva il momento dell’incontro. Il segretario generale della Farnesina, Riccardo Guariglia, chiede all’ambasciatore israeliano l’immediata liberazione e il rapido rientro in Italia di tutti i connazionali ancora trattenuti. E sempre su indicazione del ministro, esprime «l’inaccettabilità — viene riferito — di quanto accaduto anche alla luce del fatto che i cittadini coinvolti non erano armati né avevano intenzioni violente».
L’assalto dell’esercito di Tel Aviv contro le imbarcazioni che portano gli aiuti a Gaza provoca la reazione indignata dell’Europa. «Il trattamento riservato agli attivisti della Flotilla, tra i quali ci sono cittadini dell’Unione europea, è degradante e inaccettabile», dice l’Alto rappresentante per la politica estera, Kaja Kallas, in una durissima dichiarazione rilasciata a Repubblica. E poi ancora: «La condotta del ministro israeliano Ben-Gvir è indegna di chiunque ricopra una carica pubblica in una democrazia».
Anche la commissaria Ue alla gestione delle emergenze, Hadja Lahbib, nel rilanciare il video mostra che «non si tratta di criminali condannati. Sono attivisti che cercano di portare del pane a chi ha fame. Nessuno dovrebbe essere punito per aver difeso l’umanità». E sui social il portavoce del Servizio per l’azione esterna dell’Ue, Anouar El Anouni, chiede «al governo israeliano di garantire la protezione e il rilascio rapido di tutti i detenuti». Rivolgendosi direttamente al ministro Ben-Gvir, il titolare della Difesa Guido Crosetto sottolinea che l’Italia ha «sempre trattato con rispetto» gli israeliani «e non abbiamo l’abitudine di arrestare le persone in acque internazionali».
In questo clima le opposizioni chiedono conto alla premier Meloni sulle iniziative concrete da prendere. Di sanzioni a Israele parlano il capogruppo M5S alla Camera Riccardo Ricciardi e il co-leader di Avs Nicola Fratoianni. «Noi vorremmo vedere un Paese e un continente che alzano la testa, che sanzionano Israele e interrompono ogni accordo commerciale», dice il pentastellato. «Fate qualcosa di concreto», chiede l’altro. Riccardo Magi, segretario di +Europa, aggiunge la richiesta di una «pressione internazionale tale da isolare completamente il governo Netanyahu». Italia viva chiede al governo di «tirare le conseguenze politiche».