Meloni da Coldiretti critica i “cavilli Ue”. Polemica per la diretta di Rainews24
dal nostro inviato Matteo PucciarelliBRESCIA – Trattori fuori, bandiere dentro, organizzazione perfetta da corpo intermedio della Prima Repubblica, il presidente di Coldiretti Ettore Prandini - è uno dei nomi che girano per il dopo Attilio Fontana in Lombardia, chissà - riesce nell'impresa di portare "a casa", al PalaLeonessa di Brescia, non solo Giorgia Meloni ma anche il vicepremier Antonio Tajani e il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida.
L'intervento della presidente del Consiglio arrivata da Niscemi è trasmesso in diretta sui Rai News 24, senza alcun commento giornalistico: davvero l'evento meritava tanto? Il sospetto che la risposta sia no viene ai componenti del Partito democratico della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai: "L’impressione è che il governo sia ormai entrato in modalità campagna elettorale permanente. La legislatura appare al capolinea e si utilizzano tutti i mezzi, compresi quelli del servizio pubblico, per occupare spazio mediatico e tentare di imporre agli italiani una narrazion…
BRESCIA – Trattori fuori, bandiere dentro, organizzazione perfetta da corpo intermedio della Prima Repubblica, il presidente di Coldiretti Ettore Prandini - è uno dei nomi che girano per il dopo Attilio Fontana in Lombardia, chissà - riesce nell'impresa di portare "a casa", al PalaLeonessa di Brescia, non solo Giorgia Meloni ma anche il vicepremier Antonio Tajani e il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida.
L'intervento della presidente del Consiglio arrivata da Niscemi è trasmesso in diretta sui Rai News 24, senza alcun commento giornalistico: davvero l'evento meritava tanto? Il sospetto che la risposta sia no viene ai componenti del Partito democratico della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai: "L’impressione è che il governo sia ormai entrato in modalità campagna elettorale permanente. La legislatura appare al capolinea e si utilizzano tutti i mezzi, compresi quelli del servizio pubblico, per occupare spazio mediatico e tentare di imporre agli italiani una narrazione distorta rispetto al fallimento delle politiche economiche e sociali dell’esecutivo".
Dopodiché Meloni non vola alto con promesse o visioni, tende a compiacere la platea ("grazie per non aver gettato la spugna"), e rispolvera un po' di populismo a buon mercato: "Il rapporto tra l'uomo e la terra è un rapporto di cura. L'agricoltore non consuma la terra, l'agricoltore la custodisce, la conosce, ha interesse a proteggerla. Vaglielo a spiegare ai Timmermans di ogni latitudine, agli ambientalisti da salotto, che se ne devono fare una ragione". Per quale motivo l'ex vicepresidente della Commissione europea Franz Timmermans, uno dei fautori del Green deal, debba essere considerato nemico del rapporto di cura tra uomo e terra non è chiaro, ma l'applauso facile si acchiappa così. In questo quadro, non potevano mancare le critiche all'Europa "dei cavilli e dei burocrati", alla "deriva ideologica e burocratica che è il primo nemico dell'Europa e colpisce uno dei pilastri della sua identità, cioè il mondo agricolo".
Con la campagna elettorale alle porte, torna anche il sovranismo. Sia in chiave militare ("Le nazioni che non sono in grado di difendersi non sono libere. Sono nazioni che cedono la loro sovranità. Le nazioni che chiedono a qualcun altro di occuparsi della loro sicurezza, quando c'è da difendere i loro interessi nazionali, purtroppo devono dare la priorità a qualcun altro") che alimentare ("la sovranità alimentare è una parte del nostro lavoro e le crisi che stiamo vivendo riportano al centro del dibattito il tema della sicurezza alimentare e dell'agricoltura di qualità, che sono una cosa a cui non devi rinunciare se vuoi rimanere libero").
Lo scorso 8 maggio a Milano la premier era stata all'assemblea di Confagricoltura: quest'ultima è più "liberale" e aperta al mercato globale, mentre Coldiretti rappresenta i piccoli e medi agricoltori, con un approccio più protezionista e centrato sul Made in Italy. Se la prima è vicina al mondo confindustriale, la seconda ha una base più "popolare" ed la più influente politicamente in Italia. E anche per questo i toni contro Bruxelles stavolta sono stati più forti.