Il Movimento europeo lancia una nuova piazza pro-Ue a marzo 2027. Serra: “La difesa è un tema etico”
di Serena RiformatoMichele Serra in piazza del Popolo a Roma, 15 marzo 2025
Vive ancora la piazza per l’Europa del 15 marzo 2025. Oceanica e trasversale, eppure “nata per caso”, per dare voce a uno “smarrimento” davanti alla “minacciosa stereofonia autoritaria” di Donald Trump e Vladimir Putin, racconta Michele Serra in collegamento con la Sala Sassoli di Palazzo Valentini a Roma, dove il Movimento europeo italiano ha riunito più di cinquanta associazioni (solo società civile) per il convegno “Scriviamo il futuro dell’Europa”. Cosa rimane delle cinquantamila persone confluite in piazza del Popolo senza insegne di partito, quattordici mesi fa, più ostinate persino della pioggia? Questo senz’altro: la prova, per il giornalista di Repubblica, che “un'opinione pubblica europea e forse anche europeista c’è, non si sente abbastanza rappresentante dai governi nazionali e sarebbe molto contenta di partecipare a un processo di riflessione sull'Unione europea”. Testimonianza e bussola per gli attivisti che vogliono disegnare “un progetto, un metodo e un’agenda” in vist…
Vive ancora la piazza per l’Europa del 15 marzo 2025. Oceanica e trasversale, eppure “nata per caso”, per dare voce a uno “smarrimento” davanti alla “minacciosa stereofonia autoritaria” di Donald Trump e Vladimir Putin, racconta Michele Serra in collegamento con la Sala Sassoli di Palazzo Valentini a Roma, dove il Movimento europeo italiano ha riunito più di cinquanta associazioni (solo società civile) per il convegno “Scriviamo il futuro dell’Europa”. Cosa rimane delle cinquantamila persone confluite in piazza del Popolo senza insegne di partito, quattordici mesi fa, più ostinate persino della pioggia? Questo senz’altro: la prova, per il giornalista di Repubblica, che “un'opinione pubblica europea e forse anche europeista c’è, non si sente abbastanza rappresentante dai governi nazionali e sarebbe molto contenta di partecipare a un processo di riflessione sull'Unione europea”. Testimonianza e bussola per gli attivisti che vogliono disegnare “un progetto, un metodo e un’agenda” in vista delle elezioni europee del 6-9 giugno 2029. Perché, del resto, come recita il titolo di una raccolta di saggi di Altiero Spinelli, “l’Europa non cade dal cielo”: parte da qui, da questa citazione, il presidente del Movimento europeo Pier Virgilio Dastoli, che dell’intellettuale co-autore del Manifesto di Ventotene è stato collaboratore e allievo: “Non abbiamo certo intenzione di aspettare seduti su una panchina”.
Alla fine della mattinata il sentiero è tracciato. La vicepresidente Nicoletta Parisi ne sintetizza le tappe: un nuovo evento, il 9 settembre 2026, in cui lanciare “obiettivo 1000”, a mille giorni dalle urne per rinnovare il Parlamento europeo; il 10 dicembre 2026, “Giornata internazionale dei diritti umani”, un incontro a Bruxelles all’Eurocamera; e il 25 marzo 2027, settantesimo anniversario dei Trattati di Roma, una “marcia per l’Europa”.
La raccomandazione di Serra: non eludere i nodi più complicati, meno popolari. Perché l’Europa è “welfare, socialità, spirito di comunità, diritti”. Ma è anche “difesa europea”: un “tema sul quale è più difficile affrontare un pezzo consistente di opinione pubblica che, con le migliori intenzioni, dice: ma come, per carità soldi per le armi no, non vogliamo”. Come rispondere? Al “concetto”, suggerisce Serra, è fondamentale dare “un inquadramento etico”: “Per statuto l'eventuale esercito deve avere compiti difensivi”.