Laura Ravetto, perché è passata con Vannacci?
«Per coerenza. Non potevo più restare in un partito che dice delle cose e fa l’esatto contrario».
Qualche esempio?
«La Lega manda in tv una campionessa delle urla contro l’islam e poi candida islamici in Lombardia e in Piemonte, nel nome di Allah. È un partito che si lamenta della sicurezza e poi ha un sottosegretario all’Interno. E con tutto il rispetto, l’ultimo decreto sicurezza è stato timido, senza lo scudo penale, senza niente per far sì che la difesa sia sempre legittima, senza soldi per le assunzioni. Un ex ministro come Centinaio ha promesso per anni di difendere i balneari e poi si stanno piegando alle norme Ue. Si sono piegati anche sulle spese militari, a parte le chiacchiere di Borghi. Il capogruppo Rom…
Laura Ravetto, perché è passata con Vannacci?
«Per coerenza. Non potevo più restare in un partito che dice delle cose e fa l’esatto contrario».
Qualche esempio?
«La Lega manda in tv una campionessa delle urla contro l’islam e poi candida islamici in Lombardia e in Piemonte, nel nome di Allah. È un partito che si lamenta della sicurezza e poi ha un sottosegretario all’Interno. E con tutto il rispetto, l’ultimo decreto sicurezza è stato timido, senza lo scudo penale, senza niente per far sì che la difesa sia sempre legittima, senza soldi per le assunzioni. Un ex ministro come Centinaio ha promesso per anni di difendere i balneari e poi si stanno piegando alle norme Ue. Si sono piegati anche sulle spese militari, a parte le chiacchiere di Borghi. Il capogruppo Romeo è quello che tra Calenda e Vannacci preferisce Calenda. Sono più coerente io o lui? Sto parlando di colleghi, ci tengo a precisarlo, che mi hanno criticata in questi giorni. Dunque, me lo faccia dire, ringrazio Vannacci per avermi accolta».
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Cosa l’ha delusa di Salvini?
«Mi ha deluso un partito che faceva promesse chiare agli elettori e poi, al governo, non le ha mantenute. Vannacci ha alcune linee rosse chiare. Ho fatto questa scelta anche perché sono una mamma e voglio che mia figlia cresca in una nazione sicura e non di chi la vuole con il burqua».
Il suo ex Capitano è arrivato a fine corsa?
“Non so se sia Salvini o il partito, non voglio infierire. Il punto sono le battaglie a cui si è rinunciato».
Silvia Sardone le ha dato della poltronara: col Carroccio, sostiene, non sarebbe stata ricandidata.
«Ma io neanche replico a persone così. Sardone si preoccupasse degli islamici che ha messo in lista. La Lega è diventato il partito del meno siamo, meglio stiamo. Vannacci non garantisce niente a nessuno».
Altre malelingue leghiste sussurrano: con Davide Vecchi a capo della comunicazione dei gruppi, non andava più in tv.
«Ma scherziamo? Evidentemente chi mi ha criticato per questo ha sgomitato come un pazzo per andare in prima serata. Io avevo il problema opposto: andavo nei tg e volevo dichiarare cose che il partito fa, non quello che non fa. Mi hanno usata per colpire un nuovo ufficio stampa che evidentemente non sta simpatico a tutti».
Fn sarà alleato del centrodestra?
«Il generale ha detto che l’apertura di fiducia c’è, ma dev’essere reciproca. Ci sono punti imprescindibili: stop armi all’Ucraina, sicurezza, famiglia, tutela della nazione. Poi guardiamo a quello che sta succedendo sulla legge elettorale: sono loro a non averci coinvolti. Noi presenteremo due emendamenti: uno per le preferenze, l’altro per la raccolta di firme digitali».
C’è aria di elezioni anticipate? Salvini non sembra escluderle.
«La decisione non è nella disponibilità di Salvini e lo sa benissimo. È costretto a fughe in avanti, perché deve far fronte alla continua crescita di Fn e all’emorragia dei suoi nei territori. Noi siamo pronti».