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Da Arezzo a Pistoia: il centrosinistra spera nell’ex Toscana rossa

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Dei dieci capoluoghi, sette sono in mano alla destra. Pd e alleati confidano di riconquistare i tre centri al voto domani e lunedì
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AREZZO – Come sta Arezzo? «Non tanto bene», risponde Franco Vaccari, 74 anni, il presidente di Rondine cittadella della Pace, un luogo speciale, visitato anche dal presidente Mattarella, che ospita studenti da Paesi in conflitto tra loro. «I giovani se ne vanno, gli abitanti calano, c’è un problema sicurezza, il distretto orafo è in crisi, e nemmeno i treni dell’alta velocità si fermano». Vista con gli occhi di chi viene fuori, e la perlustra lungo corso Italia nel sole del mattino, tra sciami di scolaresche in gita e turisti svizzeri ghiotti di pici all’aglione, con i fiaschi di vino sui tavoli della trattorie, come nell’Italia rurale di una volta, Arezzo, 96 mila abitanti, ha le apparenze della placida provincia benestante. Domani e lunedì si vota. Nessun segno esteriore sembra rivelarlo. Ma è la politica moderna.

AREZZO – Come sta Arezzo? «Non tanto bene», risponde Franco Vaccari, 74 anni, il presidente di Rondine cittadella della Pace, un luogo speciale, visitato anche dal presidente Mattarella, che ospita studenti da Paesi in conflitto tra loro. «I giovani se ne vanno, gli abitanti calano, c’è un problema sicurezza, il distretto orafo è in crisi, e nemmeno i treni dell’alta velocità si fermano». Vista con gli occhi di chi viene fuori, e la perlustra lungo corso Italia nel sole del mattino, tra sciami di scolaresche in gita e turisti svizzeri ghiotti di pici all’aglione, con i fiaschi di vino sui tavoli della trattorie, come nell’Italia rurale di una volta, Arezzo, 96 mila abitanti, ha le apparenze della placida provincia benestante. Domani e lunedì si vota. Nessun segno esteriore sembra rivelarlo. Ma è la politica moderna.

Era cara ad Amintore Fanfani. Rossa nella Prima Repubblica. Poi renzianissima. Negli ultimi dieci anni è stata della destra. I sondaggi dicono che il candidato del centrodestra, Marcello Comanducci, 52 anni, imprenditore del settore alberghiero, e quello del centrosinistra, Vincenzo Ceccarelli, 66 anni, ex assessore regionale amico di Pierluigi Bersani, se la vedranno al ballottaggio. C’è un terzo incomodo. Il centrista Marco Donati. Ha 46 anni. Ex segretario cittadino pd, un breve passaggio con Renzi, ambizioso, empatico: nel Partito democratico romano si dispiacciono di non essere riusciti ad arruolarlo. Civico, con lui quattro liste, più Azione. Dispone di una dote cospicua di consensi, però «senza grandi chance» di arrivare in finale, sostiene Vaccari. «Invece ci arrivo, sono a un’incollatura da Comanducci», giura Donati. E fa un salto nel negozio del papà, Carlo Donati, maestro di sartoria, che con i suoi 84 anni è ancora al lavoro nell’atelier in piazza Risorgimento. «Faccio questo mestiere da settant’anni», confida pieno di entusiasmo.

Dei tre capoluoghi alle urne in Toscana la partita di Arezzo è la più incerta. Si vota anche Prato e Pistoia, che gli esperti ascrivono al centrosinistra. Perché questa tornata è importante? Qual è il suo valore politico? Dimenticate la Toscana rossa. Dei dieci capoluoghi solo tre sono in mano alla sinistra: Firenze, Livorno, Prato. Quindi vincere, possibilmente in tutte e tre le piazze, può rappresentare la conferma che il vento è cambiato, e che la rotta unitaria impressa da Elly Schlein è l’unica possibile.

Pistoia insegna qualcosa. Il candidato è Giovanni Capecchi, 54 anni. Professore di letteratura all’università degli stranieri a Perugia, studioso di Pinocchio, senza tessere, con un’unica esperienza di assessore alla cultura vent’anni fa. Su di lui ha puntato il deputato Marco Furfaro. Capecchi ha vinto le primarie contro la candidata del Pd, Stefania Nesi. Il 12 aprile sono andati a votare in diecimila, in una città di 87 mila abitanti. Ebbene, non solo Capecchi l’ha spuntata, ma poi è riuscito anche nell’impresa di mettere insieme una coalizione extralarge che va da Azione a Rifondazione comunista. E ora potrebbe addirittura trionfare al primo turno, contro la vicesindaca uscente, Anna Maria Celesti, 71 anni, medico, mettendo così fine a due lustri di dominio di Fratelli d’Italia, dopo le elezioni di Alessandro Tomasi, l’enfant prodige della destra ora passato in Consiglio regionale.

Poi c’è Prato, la città di Paolo Rossi e Sandro Veronesi. E del melonianissimo Giovanni Donzelli. Sembra provincia, invece ha dinamiche metropolitane, mafia cinese compresa. Duecentomila abitanti, di cui trentamila di nazionalità cinese, residenti da centoventi nazionalità, «manco l’Onu ce l’ha» scherza Matteo Biffoni, 52 anni, il candidato sindaco del Pd. Biffoni l’hanno richiamato in servizio come quegli allenatori che hanno fatto bene in una squadra, e a cui, dopo un mister sbagliato, si chiede di riannodare i fili di una storia gloriosa. Due anni fa era stata eletta Ilaria Bugetti, 52 anni, gran giubilo, perché il Pd finalmente parlava rosa. Invece è finita subito in una storiaccia di corruzione (a luglio c’è l’udienza preliminare), che l’ha costretta al passo indietro. Biffoni, che dopo dieci anni da sindaco, amatissimo, se n’era andato in Regione, sull’onda record di 22mila preferenze, anche se non gli hanno dato l’assessorato sperato. Deve rimettere insieme i cocci, sostenuto dal campo largo, dopo un anno di commissariamento. Previsioni buone. «Ma la gente mi dice: lo faccio solo per te». L’avversario è Gianluca Banchelli, 49 anni, consulente aziendale di Fratelli d’Italia. Se ad Arezzo soffre l’industria orafa (un reticolo di 1200 imprese, e alla principale, Unaerre, gli hacker hanno chiesto 3,8 milioni in bitcoin), qui a faticare è quella tessile. «La verità è che questa è una delle città più complicate d’Italia», ammette Biffoni, che tutti chiamano Biffo.

Anche Arezzo è difficile da prendere. Per chi voterà la massoneria? I granata sono appena tornati in serie B. Molte librerie. Patrizio Bertelli, il patron di Prada, ha comprato l’area ex Lebole, ristoranti storici a rischio chiusura e un’edicola, per amore del territorio. I pettegolezzi sotto tutti per il sindaco uscente Alessandro Ghinelli, 74 anni, che dopo essersi sposato con l’imprenditrice e filantropa americana Marjorie Layden, avrebbe fatto pochino. Comanducci aveva flirtato con i vannacciani, che qui sono agguerriti, ma alla fine Vannacci non fa né la lista né appoggia il centrodestra. Comanducci è l’inventore dei mercatini natalizi, che hanno fatto aumentare le presenze turistiche.

«Che dicono di noi a Roma?» chiede Vincenzo Ceccarelli nel suo covo elettorale in piazza San Michele. Pur sostenuto da tutte le forze progressiste, rimane cauto. «Al referendum il no ha vinto per lo 0,8 per cento» ricorda. «Dobbiamo ricominciare a correre, ma senza lasciare indietro nessuno», è il suo mantra.

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