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Bonelli: “Bruciati già 2 miliardi: alla fine pagano gli italiani. Meglio tassare gli extraprofitti”

(agf)

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L’esponente di Avs: “Petrolieri e società energetiche continuano ad aumentare i loro profitti: cittadini beffati due volte”
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Angelo Bonelli, leader di Europa verde ed esponente di Avs, il governo prepara la proroga sullo sconto delle accise: ha fatto bene?

«No, sono altre due settimane di sconto pagate, ma come? Con i soldi degli italiani. In poco più di un mese il governo ha già bruciato circa 2 miliardi di euro di risorse pubbliche per calmierare i carburanti, mentre petrolieri e società energetiche continuano ad aumentare i loro profitti».

Però chi va al distributore è contento, paga di meno il pieno e a posto così.

«Gli italiani devono capire che sono beffati due volte, uno crede di pagare di meno ma sono sempre loro a finanziarsi lo sconto. Meloni è irresponsabile perché non ha capito dove andava il mondo, cioè è in corso una battaglia per l’energia e la risposta che si vorrebbe dare è il nucleare: se va bene ci vorrebbero 20 anni di attesa e investimenti».

La deroga sui conti chiesta all’Europa è un fatto positivo?

«No, neanche questo, perché fanno aumentare il debito pubblico e servono per la campagn…

Angelo Bonelli, leader di Europa verde ed esponente di Avs, il governo prepara la proroga sullo sconto delle accise: ha fatto bene?

«No, sono altre due settimane di sconto pagate, ma come? Con i soldi degli italiani. In poco più di un mese il governo ha già bruciato circa 2 miliardi di euro di risorse pubbliche per calmierare i carburanti, mentre petrolieri e società energetiche continuano ad aumentare i loro profitti».

Però chi va al distributore è contento, paga di meno il pieno e a posto così.

«Gli italiani devono capire che sono beffati due volte, uno crede di pagare di meno ma sono sempre loro a finanziarsi lo sconto. Meloni è irresponsabile perché non ha capito dove andava il mondo, cioè è in corso una battaglia per l’energia e la risposta che si vorrebbe dare è il nucleare: se va bene ci vorrebbero 20 anni di attesa e investimenti».

La deroga sui conti chiesta all’Europa è un fatto positivo?

«No, neanche questo, perché fanno aumentare il debito pubblico e servono per la campagna elettorale del governo. Invece andrebbero fatte scelte di fondo per rendere il nostro Paese più equo».

Quindi l’esecutivo cosa dovrebbe fare secondo lei?

«Una tassa sugli extraprofitti, che significa far pagare la crisi a chi ha guadagnato tanto sinora. Questo governo ha smantellato una misura simile del governo Draghi, che non era certo un pericoloso sovversivo comunista. In tre anni le società energetiche hanno accumulato oltre 70 miliardi di extraprofitti, mentre famiglie e imprese si sono impoverite sotto il peso di bollette e caro carburanti. Meloni non riesce ad approvare una vera tassa sugli extraprofitti perché si è trasformata nello sceriffo di Nottingham: prende soldi ai cittadini e protegge chi si è arricchito con la crisi energetica. Secondo noi dovrebbe poi sbloccare le autorizzazioni per le rinnovabili e fare come ha fatto la Spagna».

L’Italia è quella che in Europa sta pagando di più il costo della guerra in Iran voluta da Usa e Israele. Perché?

«La politica energetica della destra è stata un fallimento perché ha reso l’Italia sempre più dipendente dal gas americano, arabo e algerino, bloccando le rinnovabili, come hanno fatto i ministri Lollobrigida e Pichetto Fratin. Se avessimo installato 60 gigawatt di rinnovabili come avevano proposto le imprese a Meloni alla fine del 2022 oggi avremmo bisogno di 15 miliardi di metri cubi di gas in meno, l’equivalente del gas qatariota e di Trump che noi oggi prendiamo. E poi ripeto, continuano a scaricare il costo della crisi sulle persone comuni invece di colpire le rendite speculative. È una scelta politica precisa: difendere le lobby energetiche e lasciare gli italiani sempre più poveri»

Quanto possiamo reggere ancora se la guerra di Trump e Netanyahu continua?

«Leggendo i report specializzati capiamo che, ad esempio a differenza della Spagna che fa grandi investimenti nelle energie rinnovabili e sui sistemi di accumulo, stiamo già andando verso la recessione. E di questo passo il governo dovrà fare scelte di austerity. Dobbiamo puntare subito sulla transizione ecologica e l’innovazione tecnologica, ma il governo guarda al medioevo non al futuro».

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