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Salvini: “Tutti in ritiro”. Ma Zaia e Giorgetti disertano il meeting

Il segretario della Lega Matteo Salvini

 (agf)

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Dopo i forfait, ipotesi rinvio per l’evento della Lega in Veneto del 19 e 20 giugno. Il Doge non era informato. Il ministro: impegni precedenti
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La convocazione è arrivata ma rischia già di essere nulla perché il ritiro leghista potrebbe slittare per le assenze che già hanno fatto capolino nelle chat. Matteo Salvini con un messaggio ha chiesto ai componenti del consiglio federale della Lega e a tutti i deputati e senatori di tenersi liberi venerdì 19 e sabato 20 giugno per una «due giorni - si legge - di incontri, proposte e programmi» che ha come obiettivo quello di rilanciare il partito dopo la fuga di Roberto Vannacci e di tutti coloro che lo hanno seguito in Futuro nazionale. Chiamati a raccolta ci sono dunque i big del partito, ministri, governatori, capigruppo, parlamentari, amministratori e segretari regionali. Una mossa che farebbe il paio anche con l’idea del vicepremier, poi ritrattata, di andare al voto anticipato.

La convocazione è arrivata ma rischia già di essere nulla perché il ritiro leghista potrebbe slittare per le assenze che già hanno fatto capolino nelle chat. Matteo Salvini con un messaggio ha chiesto ai componenti del consiglio federale della Lega e a tutti i deputati e senatori di tenersi liberi venerdì 19 e sabato 20 giugno per una «due giorni - si legge - di incontri, proposte e programmi» che ha come obiettivo quello di rilanciare il partito dopo la fuga di Roberto Vannacci e di tutti coloro che lo hanno seguito in Futuro nazionale. Chiamati a raccolta ci sono dunque i big del partito, ministri, governatori, capigruppo, parlamentari, amministratori e segretari regionali. Una mossa che farebbe il paio anche con l’idea del vicepremier, poi ritrattata, di andare al voto anticipato.

Passano pochi minuti e arriva la prima defezione. Non una qualunque ma un’assenza di quelle pesanti: Luca Zaia. L’ex presidente del Veneto ha risposto al messaggio dicendo che in quei giorni ha già un impegno. Proprio lui, alla guida del fronte dei governatori del Nord composto da Attilio Fontana, Massimiliano Fedriga e Maurizio Fugatti, che da tempo chiede al segretario più spazio e più attenzione ma anche più battaglie liberali, non ci sarà. La volta scorsa, alla kermesse di Roccaraso, si era collegato. A questo nuovo raduno, che arriva dopo il colloquio che lui ha avuto con Marina Berlusconi, difficile anche che mandi un videomessaggio.

Al segretario è stata recapitata anche l’assenza del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. Anche in questo caso per un impegno preso in precedenza. Nelle chat leghiste viaggia il malumore. Molti big non sono stati coinvolti nella decisione almeno della data o quantomeno avvisati di persona e non con un messaggio per sondare presenze e assenze.

Così il ritiro leghista, da celebrare per mostrare compattezza, potrebbe risultare la kermesse dell’esclusione e non dell’inclusione. Un boomerang, insomma. «Come spesso succede è stato fatto un pasticcio», commenta qualcuno. In più location dell’evento dovrebbe essere in Veneto ed è bizzarro che Zaia, il Doge, lo abbia appreso dai giornali e non abbia intenzione di annullare l’altro impegno per essere presente al ritiro.

Per Salvini la data del 19 e 20 giugno ha un significato politico. Il raduno leghista arriverebbe pochi giorni dopo l’assemblea costitutiva di Futuro nazionale fissata per il 13 e 14 giugno e convocata all’Auditorium della Conciliazione di Roma. Dopo l’arrivo di Laura Ravetto dalla Lega, rumors danno per probabili nuovi ingressi parlamentari, ancora dalle fila leghiste. La scommessa di Vannacci sarebbe quella di arrivare all’appuntamento con il doppio dei parlamentari attuali: a Pozzolo, Sasso e Ziello, cui si è unita Ravetto, si potrebbero accodare altri tre o quattro deputati, di cui due leghisti: il nome più gettonato sarebbe quello di Gianangelo Bof, seguito da quello di un altro veneto, Erik Pretto che però interpellato si limita a parlare solo di «malumori nel partito». Uno o due possibili ingressi invece potrebbero arrivare da Fratelli d’Italia.

Per questo ragioni e di fronte a Futuro nazionale in crescita nei sondaggi, il ritiro salviniano sarebbe dunque un modo per rispondere con forza e con la forza dei numeri a Vannacci, avere l’ultima parola, e replicare alle provocazioni del generale.

Le assenze di Zaia e del ministro dell’Economia potrebbero compromettere la riuscita dell’evento. Per quanto riguarda il primo la defezione verrebbe letta come una frattura all’interno del partito e non è ciò che Salvini vuole in questo momento già di grande tensione. Per questo in tanti non escludono che sarebbe pronto a trovare una nuova data che metta d’accordo tutti. Gli sherpa del partito sono al lavoro

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