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Urne aperte per più di 700 sindaci. Affluenza in calo al 46,3%

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Si vota fino alle 15 di oggi, alle 23 di ieri flessione di quattro punti sulle precedenti amministrative Venezia si ferma al 41,8%
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ROMA – Urne aperte fino alle 15 di oggi per recuperare i 4 punti percentuali persi ieri, nel primo giorno delle amministrative. Alle 23 era andato a votare il 46,31% degli aventi diritto, contro il 50,20% della precedente tornata. Questa la media nazionale tra i 748 Comuni, di cui diciotto capoluoghi. Veneto, Toscana ed Emilia Romagna sono sotto la media nazionale, Campania e Umbria per ora sono le regioni che hanno votato di più.

Oltre sei milioni di persone sono chiamate a scegliere il sindaco, per questo il voto di ieri e oggi è considerato un piccolo test, a poco più di un anno dalle prossime elezioni politiche e a due mesi dal referendum sulla giustizia che ha registrato un picco di partecipazione (58,93%, il dato finale). Nel comparare il tasso di affluenza va detto che la maggior parte dei centri urbani interessati, ben 529, la scorsa volta rinnovò l’amministrazione insieme alle regionali.

È anche il caso di Venezia, città chiave di queste amministrative, dove ieri ha vota…

ROMA – Urne aperte fino alle 15 di oggi per recuperare i 4 punti percentuali persi ieri, nel primo giorno delle amministrative. Alle 23 era andato a votare il 46,31% degli aventi diritto, contro il 50,20% della precedente tornata. Questa la media nazionale tra i 748 Comuni, di cui diciotto capoluoghi. Veneto, Toscana ed Emilia Romagna sono sotto la media nazionale, Campania e Umbria per ora sono le regioni che hanno votato di più.

Oltre sei milioni di persone sono chiamate a scegliere il sindaco, per questo il voto di ieri e oggi è considerato un piccolo test, a poco più di un anno dalle prossime elezioni politiche e a due mesi dal referendum sulla giustizia che ha registrato un picco di partecipazione (58,93%, il dato finale). Nel comparare il tasso di affluenza va detto che la maggior parte dei centri urbani interessati, ben 529, la scorsa volta rinnovò l’amministrazione insieme alle regionali.

È anche il caso di Venezia, città chiave di queste amministrative, dove ieri ha votato il 41,7% contro il 46,1% di sei anni fa. Dopo undici anni a guida Luigi Brugnaro, adesso la partita è tra il suo assessore, Simone Venturini, candidato per il centrodestra, e Andrea Martella, appoggiato da un campo largo che punta a espugnare la città del leone alato.

La maggioranza di governo vorrebbe strappare agli avversari Reggio Calabria con il candidato Francesco Cannizzaro di Forza Italia. Anche qui l’affluenza è in calo (48,3% contro il 49,4%). A Salerno, dove il gran favorito della vigilia è Vincenzo De Luca, che aspira al quinto mandato da sindaco, al contrario di tante altre grandi città l’affluenza pareggia lo scorso turno (46,52 contro 46,45%). Qui il campo largo si è spaccato e l’ex governatore corre con una sua lista: il Pd non ha presentato il simbolo e i 5S corrono da soli.

Oltre alle tre città su cui è più alta l’attenzione gli altri quindici capoluoghi al voto sono: Crotone in Calabria, Lecco e Mantova in Lombardia, Arezzo, Pistoia e Prato in Toscana, Fermo e Macerata nelle Marche, Chieti in Abruzzo, Avellino in Campania, Andria e Trani in Puglia, Messina, Enna ed Agrigento in Sicilia. In generale, secondo il Centro studi enti locali, le donne candidate sono ancora poche: mediamente nel 61% dei Comuni a competere sono solo uomini.

Tornando alle ambizioni degli schieramenti, il centrosinistra punta alla rivincita in Toscana: a Pistoia e Arezzo negli ultimi dieci anni ha governato il centrodestra. Ora il campo largo tenta di riprendersi le città con Giovanni Capecchi a Pistoia e Vincenzo Ceccarelli ad Arezzo. A Prato il Pd ha sempre amministrato ma Ilaria Bugetti, la sindaca uscente, è stata da poco rinviata a giudizio nell’ambito di un’inchiesta per corruzione. Il candidato è Matteo Biffoni, ex primo cittadino. Quest’ultimo e Capecchi sono favoriti mentre ad Arezzo la sfida, molto più aperta, si deciderà quasi sicuramente al ballottaggio.

Occhi puntati anche su Vigevano, il comune più popoloso della tornata lombarda, dove il centrodestra si è spaccato (FI ha un candidato diverso da FdI e Lega) e Roberto Vannacci ha sostenuto la lista indipendente “Vigevano Futura” con un videomessaggio e un comizio di piazza molto partecipato. L’esito del voto potrebbe essere un primo test dell’appeal del generale su un territorio finora a prevalenza leghista, anche se Futuro Nazionale non ha una sua lista.

I Comuni che andranno al ballottaggio torneranno al voto il 7 e l’8 giugno, quando si apriranno le urne delle amministrative in Sardegna, dove il secondo turno è invece fissato il 21 e 22 giugno.

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