Morte a Venezia. Dato per favorito alla vigilia il senatore del Pd Andrea Martella, pur col sostegno dell’intero campo largo, dai riformisti a Rifondazione, perde nettamente al primo turno contro l’assessore della giunta Brugnaro, Simone Venturini. È lui il nuovo sindaco, con il 52 per cento. Ha 38 anni. Scout. Cattolico. Da ragazzo aveva militato nell’Udc. Già undici anni fa era risultato il consigliere comunale più eletto. Un’affermazione che viene da lontano. Giorgia Meloni gli ha telefonato in serata: «Aspettami, vengo a trovarti, sono molto contenta», gli ha detto.
La sconfitta del centrosinistra in Laguna conquista la copertina di queste elezioni amministrative, che vede anche il ritorno dei cacicchi nel Meridione. Ancora una volta va registrato un calo dell’affluenza, ferma al 60 per cento, cinque punti in meno rispetto all’ultima tornata, anche se in linea con quella al referendum di marzo. La regione col maggior numero di votanti è l’Umbria con oltre il 70,7%, il Molise …
Morte a Venezia. Dato per favorito alla vigilia il senatore del Pd Andrea Martella, pur col sostegno dell’intero campo largo, dai riformisti a Rifondazione, perde nettamente al primo turno contro l’assessore della giunta Brugnaro, Simone Venturini. È lui il nuovo sindaco, con il 52 per cento. Ha 38 anni. Scout. Cattolico. Da ragazzo aveva militato nell’Udc. Già undici anni fa era risultato il consigliere comunale più eletto. Un’affermazione che viene da lontano. Giorgia Meloni gli ha telefonato in serata: «Aspettami, vengo a trovarti, sono molto contenta», gli ha detto.
La sconfitta del centrosinistra in Laguna conquista la copertina di queste elezioni amministrative, che vede anche il ritorno dei cacicchi nel Meridione. Ancora una volta va registrato un calo dell’affluenza, ferma al 60 per cento, cinque punti in meno rispetto all’ultima tornata, anche se in linea con quella al referendum di marzo. La regione col maggior numero di votanti è l’Umbria con oltre il 70,7%, il Molise è quella con la minor partecipazione, al 47,7%.
La Laguna resta al centrodestra, anche se Luigi Brugnaro nasceva in origine come indipendente, «né di destra né di sinistra». Dei 746 Comuni al voto Venezia era la città più importante. Il campo principale di un test da più di sei milioni di elettori. E Giorgia Meloni, che non ci aveva messo la faccia, può tirare un sospiro di sollievo, è andata meglio del previsto, pur nella convinzione che le amministrative non sono le politiche. Il centrodestra ha vinto nettamente nell’altra partita di peso, quella di Reggio Calabria. Francesco Cannizzaro, Forza Italia, ha sbancato al primo turno, sottraendo il municipio al centrosinistra, dopo le stagioni della giunta Falcomatà. Domenico Donato Battaglia, il candidato dei progressisti, si è fermato al 24,3 per cento. E anche ad Arezzo la destra, che vi governa da undici anni, è arrivata prima, seppur costretta al ballottaggio, vantando un largo vantaggio con Francesco Comanducci. Vincenzo Ceccarelli, ex assessore regionale del Pd, si è infatti fermato al 32 per cento. Decisivo, al secondo turno, sarà il 20 per cento del civico ex democratico Marco Donati. Tra i capoluoghi amministrati in precedenza i meloniani perdono a Pistoia, che torna a sinistra dopo undici anni.
Nel campo largo s’impone se non un’autocritica, certo una riflessione. Venezia era la partita. Ed è stata persa malamente. Elly Schlein si è spesa molto in questa campagna elettorale. L’effetto del referendum è già svanito?
L’altro dato è la vittoria al primo turno dei cacicchi meridionali. L’inaffondabile Vincenzo De Luca, a 77 anni, s’impone a Salerno. A Messina Federico Basile, sindaco uscente, fedelissimo del Masaniello di Sud chiama Nord, Cateno De Luca, che gli aveva imposto di dimettersi per poi tentare la rielezione, si è ripetuto, svettando sui poli. A Enna va segnalato il ritorno di un altro immortale, il barone rosso Mirello Crisafulli, che a 75 anni torna a fare il sindaco della sua città. Sia De Luca che Crisafulli correvano senza le insegne della loro casa d’origine, il Pd. «Non mi hanno dato il simbolo? Bene, abbiamo preso più voti», ha dichiarato Crisafulli. I cacicchi sono uomini figli di un altro tempo politico. Ras di lungo corso. Maestri di preferenze. E continuano a godere di un consenso diffuso, che va ben oltre le insegne. Le loro affermazioni personalistiche rappresentano uno schiaffo ai partiti. A Messina il Pd è al 6 per cento. La candidata del centrosinistra, Antonella Russo, ha preso un misero 9,8 per cento. A Raffadali ha vinto la nipote di Totò Cuffaro, Totò Vasa Vasa, Ida Cuffaro. Ha 27 anni.
Il centrosinistra almeno fa sue le piccole patrie. Si riprende Pistoia, con il civico Giovanni Capecchi, professore universitario di letteratura, un altro senza tessera, che ad aprile aveva vinto le primarie contro la candidata ufficiale del Pd, Stefania Nesi, che ora farà la vicesindaca. Si conferma a Mantova, dopo gli anni di Matteo Palazzi: un plebiscito per Andrea Munari, con quasi il 70 per cento. Vince ad Avellino, Trani, Andria. Trionfa a Prato, dilaniata dagli scandali, soprattutto grazie alla forza di Matteo Biffoni. Biffoni farà il sindaco per la terza volta.
David Ermini, ex vice del Csm, è il prossimo sindaco di Figline Valdarno, vincendo in un feudo renziano, che fa notizia proprio per la rottura con il vecchio maestro. L’altro ex del Csm, Giovanni Legnini, a Chieti andrà al ballottaggio. Ballottaggio anche a Lecco e Agrigento. È troppo poco? «I conti dovremo farli alla fine - ha commentato il responsabile organizzazione del Partito democratico, Igor Taruffi - ci sono diversi elementi positivi. Poi, certo, ci sono anche alcuni risultati che non ci lasciano del tutto soddisfatti».
Diciotto erano i capoluoghi al voto. A Crotone il sindaco uscente, Vincenzo Voce, civico sostenuto dal centrodestra, ha stravinto. A Fermo vittoria al primo turno di Alberto Maria Scarfini, indipendente di centrodestra: battuta Angelica Malvatani, candidata del campo largo, e il meloniano Leonardo Tosoni. A Macerata l’uscente Sandro Parcaroli, civico di centrodestra, dovrebbe andare allo spareggio con il candidato del centrosinistra Gianluca Tittarelli.
Il centrodestra ne ha vinti quattro al primo turno. Sette il centrosinistra. Il bilancio si farà dopo il secondo turno, il 7 e l’8 giugno. Ma com’è triste Venezia, per il centrosinistra.