Elezioni comunali, i partiti nelle grandi città: chi è cresciuto e chi ha perso terreno
di Stefano BaldoliniMeloni può essere soddisfatta, sorriso amaro per Schlein, anche se il Pd cresce nonostante le elezioni non siano andate come previsto. Male la Lega e i 5stelle ovunque. Questo è quanto emerge dal raffronto dei voti delle principali liste nei maggiori centri alle ultime comunali del 24 e 25 maggio rispetto alle precedenti. Al netto dei risultati delle liste civiche, decisive in questo tipo di elezioni.
A Venezia, nonostante la sconfitta elettorale del candidato del campo largo Martella, il Pd cresce di 5,7 punti percentuali rispetto alle comunali del 2020 (24,8% contro il 19,2%) mentre cala il M5S dell1,3% (2,6% contro 3,9%). Stabile Avs intorno al 5% assumendo come termine di paragone la lista Verde Progressista. Nella compagine di centrodestra – escludendo il boom della lista del neo sindaco Venturini – cresce solo FdI, del 6,3% (12,9% contro 6,6%). Male la Lega, che scende del 7,6% (4,7% contro il 12,4%). Stabile FI intorno al 2,5%.
Meloni può essere soddisfatta, sorriso amaro per Schlein, anche se il Pd cresce nonostante le elezioni non siano andate come previsto. Male la Lega e i 5stelle ovunque. Questo è quanto emerge dal raffronto dei voti delle principali liste nei maggiori centri alle ultime comunali del 24 e 25 maggio rispetto alle precedenti. Al netto dei risultati delle liste civiche, decisive in questo tipo di elezioni.
A Venezia, nonostante la sconfitta elettorale del candidato del campo largo Martella, il Pd cresce di 5,7 punti percentuali rispetto alle comunali del 2020 (24,8% contro il 19,2%) mentre cala il M5S dell1,3% (2,6% contro 3,9%). Stabile Avs intorno al 5% assumendo come termine di paragone la lista Verde Progressista. Nella compagine di centrodestra – escludendo il boom della lista del neo sindaco Venturini – cresce solo FdI, del 6,3% (12,9% contro 6,6%). Male la Lega, che scende del 7,6% (4,7% contro il 12,4%). Stabile FI intorno al 2,5%.
A Prato, il Pd perde il 4,9% rispetto alle comunali del 2024 (28,6% contro 33,5%), cala il M5S di 1,6% (2,3% contro il 3,9%), stabile Avs intorno al 4%. FdI sale del 3,6% (21,4% contro 17,8%), stabili la Lega intorno al 3% e FI intorno al 4%.
Ad Arezzo, dove si era votato nel 2020, il Pd cala di 3,4 punti percentuali (da 24,6% al 21,2%). M5S dimezza le percentuali (da 3,8% a 2%), Avs non era presente alle scorse comunali. Cresce FdI di 4 punti (dal 12,5% al 16,5%), crolla la Lega di 9 punti (dal 13,9% al 4,8%). FI guadagna quasi 2 punti (da 6,1% a 7,7%).
A Salerno, dove i dem non hanno conferito il simbolo a Vincenzo De Luca, sono confrontabili solo i voti di FdI (+1,1%), Forza Italia (+3,7%), e M5S (stabile).
A Reggio Calabria, il Pd perde un punto (da 10,5% a 9,5%), mentre crescono tutte le forze di centrodestra: FdI (+3,5%), Lega (+4,1%), FI (+1,4%).
A Messina, il Pd rispetto al 2022 cresce dal 6,9% all’8,5% (+1,6%). Calano FdI di 1,2% (dall’8,8% al 7,6%) e FI di 1,6% (dal 5,1% al 3,6%).