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Vannacci contro FdI e Marina Berlusconi, exploit a Vigevano

Roberto Vannacci

 (agf)

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Strappa due consiglieri lombardi a Meloni e FI. E imbarca anche l’ex sottosegretaria Martini
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Piazze piene, urne abbastanza: a Vigevano, 60 mila abitanti, dove un comizio di Roberto Vannacci dei giorni scorsi aveva stupito per l’ampia partecipazione, la lista di riferimento di Futuro nazionale incassa il 12 per cento e il candidato sindaco Furio Suvilla il 14,5. Collocandosi quindi come secondo partito del centrodestra dopo FI e poco sopra FdI, perlomeno nel comune in provincia di Pavia. Sul piano locale serve a poco, perché la destra si è presentata divisa e al ballottaggio contro il centrosinistra andrà il candidato sostenuto dagli azzurri, ma è comunque un segnale di non poco conto.

E di fronte ai dubbi su di lui di Marina Berlusconi e di FdI, Vannacci risponde con una citazione nostalgica: «Me ne frego». Da Verona dice: «Chi è Marina Berlusconi? Perché non mi risulta sia capo di un partito politico. Oppure stiamo dicendo che Forza Italia è un partito eterodiretto dal potere dei soldi e dell’editoria?», risponde mettendo il dito nella piaga dentro FI. E sulla fiamma: «Ora t…

Piazze piene, urne abbastanza: a Vigevano, 60 mila abitanti, dove un comizio di Roberto Vannacci dei giorni scorsi aveva stupito per l’ampia partecipazione, la lista di riferimento di Futuro nazionale incassa il 12 per cento e il candidato sindaco Furio Suvilla il 14,5. Collocandosi quindi come secondo partito del centrodestra dopo FI e poco sopra FdI, perlomeno nel comune in provincia di Pavia. Sul piano locale serve a poco, perché la destra si è presentata divisa e al ballottaggio contro il centrosinistra andrà il candidato sostenuto dagli azzurri, ma è comunque un segnale di non poco conto.

E di fronte ai dubbi su di lui di Marina Berlusconi e di FdI, Vannacci risponde con una citazione nostalgica: «Me ne frego». Da Verona dice: «Chi è Marina Berlusconi? Perché non mi risulta sia capo di un partito politico. Oppure stiamo dicendo che Forza Italia è un partito eterodiretto dal potere dei soldi e dell’editoria?», risponde mettendo il dito nella piaga dentro FI. E sulla fiamma: «Ora tirano fuori pure le “influenze russe”. Fratelli d’Italia alza il muro, oltretutto, in assenza di una mia richiesta di dialogo, inventa fantasmi e sospetti. Quando non riescono a rispondere alle idee e alla crescita di Fn, inventano scuse». Il tormentone è appena cominciato.

Il vannaccismo intanto fa proseliti: Fn è percepita in ascesa e un pezzo di notabilato politico sta entrando nella nuova scialuppa di salvataggio. Oggi al Pirellone il generale in congedo presenterà l’arrivo dei consiglieri regionali Luca Daniel Ferrazzi e Pietro Macconi: il primo era stato eletto con la lista centrista di Letizia Moratti, il secondo con FdI. In Veneto invece arriva l’ex leghista e sottosegretaria nel Berlusconi IV, Francesca Martini. In vista dell’assemblea costituente romana del partito, il 13 e 14 giugno, il responsabile per il monitoraggio delle riunioni locali e relativi verbali per la Lombardia sarà Checco Lattuada. Ex FdI, fascista dichiarato e orgoglioso, durante la Giornata della Memoria di due anni fa — occasione in cui si ricordano le vittime della Shoah, sei milioni di cittadini ebrei uccisi dai nazisti e dai loro collaborazionisti — aveva pubblicato una foto-ricordo di se stesso mentre faceva un saluto romano.

Tra remigrazione per gli stranieri e promesse di “rastrellamenti” dell’esercito, come li chiama proprio Vannacci ad esempio parlando di Rogoredo, il suo estremismo impensierisce tutto il centrodestra, che vede un pezzo del proprio elettorato guardare con sempre maggior interesse a Fn. Senza quei voti, Giorgia Meloni alle prossime Politiche rischia grosso

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