Legge elettorale, la maggioranza presenta il testo bis. In aula il 26 giugno
di Serena RiformatoIl Meloncellum bis è pronto: la maggioranza ha presentato il nuovo testo in commissione Affari costituzionali. Repubblica ne ha preso visione. Le modifiche principali sono quattro. La soglia per far scattare il premio di “governabilità” sale dal 40 al 42%. Viene eliminato il ballottaggio: se nessuno raggiunge l’asticella fatidica, proporzionale puro. E così pure se l’esito dovesse essere diverso tra Montecitorio e Palazzo Madama. Il tetto massimo di eletti per chi vince scende da 230 a 220 alla Camera, da 114 a 113 al Senato.
Le opposizioni insorgono. “È un testo completamente diverso”, commenta il dem Federico Fornaro. “Chiediamo il tempo necessario per studiarlo, chiediamo che l'ufficio studi della Camera produca schede tecniche e simulazioni. Non siamo davanti a interventi correttivi ma a un cambio profondo e radicale".
Secondo il deputato, esperto di sistemi di voto, "c'è anche l'innovazione della normativa sugli italiani all'estero che prima non c'era e che va a toccare una legge…
Il Meloncellum bis è pronto: la maggioranza ha presentato il nuovo testo in commissione Affari costituzionali. Repubblica ne ha preso visione. Le modifiche principali sono quattro. La soglia per far scattare il premio di “governabilità” sale dal 40 al 42%. Viene eliminato il ballottaggio: se nessuno raggiunge l’asticella fatidica, proporzionale puro. E così pure se l’esito dovesse essere diverso tra Montecitorio e Palazzo Madama. Il tetto massimo di eletti per chi vince scende da 230 a 220 alla Camera, da 114 a 113 al Senato.
Le opposizioni insorgono. “È un testo completamente diverso”, commenta il dem Federico Fornaro. “Chiediamo il tempo necessario per studiarlo, chiediamo che l'ufficio studi della Camera produca schede tecniche e simulazioni. Non siamo davanti a interventi correttivi ma a un cambio profondo e radicale".
Secondo il deputato, esperto di sistemi di voto, "c'è anche l'innovazione della normativa sugli italiani all'estero che prima non c'era e che va a toccare una legge diversa. Chiediamo al presidente di rivedere completamente il calendario dei lavori che ha proposto. Così è una presa in giro".
Intanto oggi a Montecitorio è stata definita la tabella di marcia. La legge elettorale arriverà in aula alla Camera il 26 giugno. Lo ha stabilito oggi pomeriggio la capigruppo di Montecitorio, su proposta della maggioranza e nonostante le proteste dell’opposizione.
Per la capogruppo dem Chiara Braga, “una forzatura inaccettabile, non si conosce nemmeno il testo definitivo”. “È gravissimo che la legge elettorale venga trattata come un decreto in scadenza”, commenta il leader di +Europa Riccardo Magi.
La decisione permetterà di contrarre i tempi dell’esame in commissione Affari costituzionali, dove verrà conclusa oggi la discussione generale.
A fine mese, infatti, se l’iter non sarà ancora concluso, la maggioranza potrà decidere di far cadere tutti gli emendamenti in commissione e arrivare all’esame dell’assemblea senza mandato al relatore.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni vuole che la partita sul sistema di voto venga chiusa a Montecitorio entro luglio, per arrivare in Senato ad agosto: «O così o salta» è il ragionamento dei dirigenti di FdI.
Presentare il testo sostitutivo in commissione - un Meloncellum bis - permetterà alla maggioranza di blindare gli aggiustamenti anche se poi non si dovessero votare gli emendamenti.
Le opposizioni, con ogni probabilità, davanti alla nuova versione, chiederanno un altro ciclo di audizioni.