Gelo di FdI sul via libera dell’Unione a Kiev. “Soltanto dopo la pace”
di Concetto VecchioROMA – «L’ingresso di Kiev nell’Unione europea, in questo momento di non raggiunta pace con la Russia, significherebbe estendere la guerra a tutta l’Europa, per quelle che sono le norme europee e internazionali». Così Giovanni Donzelli, coordinatore nazionale di Fratelli d’Italia, ha frenato ieri sull’adesione dell’Ucraina all’Ue. La maggioranza è spaccata. Matteo Salvini ha pronunciato un secco no. Antonio Tajani è a favore dell’adesione, anche se dopo i Balcani. Donzelli si è messo in una posizione mediana: no, per ora.
«Raggiunta la pace - ha detto il responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia - è comprensibile la posizione di Tajani. In una situazione di pace non raggiunta è comprensibile la posizione di Salvini. Dipende dal momento in cui si realizza questo ingresso». «Il governo è favorevole all’adesione dell’Ucraina all’Unione europea» e «noi li aiuteremo», ha però detto ieri con nettezza il ministro degli Esteri Antonio Tajani. «Il processo di adesione dei Balcani n…
ROMA – «L’ingresso di Kiev nell’Unione europea, in questo momento di non raggiunta pace con la Russia, significherebbe estendere la guerra a tutta l’Europa, per quelle che sono le norme europee e internazionali». Così Giovanni Donzelli, coordinatore nazionale di Fratelli d’Italia, ha frenato ieri sull’adesione dell’Ucraina all’Ue. La maggioranza è spaccata. Matteo Salvini ha pronunciato un secco no. Antonio Tajani è a favore dell’adesione, anche se dopo i Balcani. Donzelli si è messo in una posizione mediana: no, per ora.
«Raggiunta la pace - ha detto il responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia - è comprensibile la posizione di Tajani. In una situazione di pace non raggiunta è comprensibile la posizione di Salvini. Dipende dal momento in cui si realizza questo ingresso». «Il governo è favorevole all’adesione dell’Ucraina all’Unione europea» e «noi li aiuteremo», ha però detto ieri con nettezza il ministro degli Esteri Antonio Tajani. «Il processo di adesione dei Balcani nella Ue ha la precedenza su quello dell’Ucraina», ha aggiunto: «Montenegro e Albania sono già pronti per far parte dell’Ue e i tempi credo siano maturi». E sulla proposta del cancelliere tedesco Friedrich Merz di conferire a Kiev lo status di membro associato Tajani ha aggiunto: «La proposta di Merz è da valutare tutti insieme, affinché si possa dare un segnale di attenzione all’Ucraina».
Quella di Fratelli d’Italia è a tutti gli effetti una frenata. «Il tentativo di Donzelli di conciliare l’inconciliabile, cioè il sì di Forza Italia e il no della Lega all’Ucraina nella Ue, è francamente ridicolo», ha riassunto il senatore Ivan Scalfarotto, responsabile esteri di Italia viva, parlando del «caos nella maggioranza».
Ma anche nel centrosinistra c’è chi dice no. È Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 stelle: «L’Ucraina non può entrare adesso in Europa, non ci sono le condizioni. C’è un problema serio, l’Europa a 27 è sparita, c’è un deficit politico che riguarda anche le regole di funzionamento. Prevedere altri nuovi paesi senza rivedere il quadro non è raccomandabile», ha spiegato in un punto stampa fuori Montecitorio. E poi, ha proseguito, «significherebbe entrare in guerra domani mattina contro la Russia» per le regole di mutuo soccorso. Dunque, no all’adesione immediata, sì a «uno statuto in prospettiva di partner privilegiato».
Una posizione che gli ha attirato le critiche dei riformisti del Pd. «Vedo che, come la Lega, anche per i Cinque stelle per l’ingresso dell’Ucraina nella Ue ci vorrebbero dei requisiti. Immagino non bastino quattro anni di resistenza a difesa dell’Europa dalle bombe russe. Ci vuole una gran fegato per fare il gioco dell’aggressore, appellandosi ai codicilli. Gialloverdi una volta, gialloverdi sempre» ha commentato il senatore del Pd, Filippo Sensi, replicando così alle parole della vicepresidente del Movimento Cinque Stelle, Vittoria Baldino, che aveva detto: non siamo contrari, ma bisogna capire se rispetta i requisiti economici e politici prescritti dal trattato.
«L’adesione dell’Ucraina alla Ue non solo è giusta e necessaria, ma va anche realizzata in tempi brevi, con buona pace dei putiniani di casa nostra variamente collocati», ha commentato sui social la vicepresidente del Parlamento europeo ed esponente del Pd, Pina Picierno.
Per Riccardo Magi, segretario di +Europa, «chi oggi dice che non bisogna far entrare Kiev nell’Ue perché altrimenti entriamo in guerra con la Russia, nel 2022 ci diceva che Putin non avrebbe mai attaccato l’Ucraina. Siamo arrivati al quarto anno di guerra e contiamo solo i morti, ucraini e russi, e le città rase al suolo, comunità devastate e famiglie distrutte. In questi anni Kiev ha difeso l’Europa e ha difeso gli europei: al di là dei parametri economici, credo che bisognerebbe gettare il cuore oltre l’ostacolo e andare spediti verso l’accordo di associazione».