Vannacci e il boom di iscrizioni in Lombardia e Veneto. Fastidio e preoccupazione nella Lega
di Matteo PucciarelliRoberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale
(ansa)L’indiscrezione girava da giorni a via Bellerio, come nel più classico dei passaparola, e purtroppo per la Lega la notizia è vera: il boom di iscrizioni di Futuro nazionale, il partito fondato dallo scissionista Roberto Vannacci, è focalizzato in due regioni. “Quelle” regioni: la Lombardia e il Veneto. Gli storici bacini elettorali e militanti del Carroccio.
A guardare i dati suddivisi per regioni che Repubblica ha potuto visionare, Fn ad oggi ha superato quota 10 mila iscritti in Lombardia, dove tra le altre cose ha appena creato la componente in Regione con due consiglieri (ma si parla di nuovi arrivi a breve, uno da Fi e un altro da FdI). Ed è vero che un iscritto “futurista” non è paragonabile al socio militante della L…
L’indiscrezione girava da giorni a via Bellerio, come nel più classico dei passaparola, e purtroppo per la Lega la notizia è vera: il boom di iscrizioni di Futuro nazionale, il partito fondato dallo scissionista Roberto Vannacci, è focalizzato in due regioni. “Quelle” regioni: la Lombardia e il Veneto. Gli storici bacini elettorali e militanti del Carroccio.
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A guardare i dati suddivisi per regioni che Repubblica ha potuto visionare, Fn ad oggi ha superato quota 10 mila iscritti in Lombardia, dove tra le altre cose ha appena creato la componente in Regione con due consiglieri (ma si parla di nuovi arrivi a breve, uno da Fi e un altro da FdI). Ed è vero che un iscritto “futurista” non è paragonabile al socio militante della Lega, a livello di impegno quotidiano per così dire, ma sono numeri che stanno impressionando, se si pensa che Fn è stata fondata da un paio di mesi. La Lega Lombarda nel 2024 ha dichiarato 193 mila euro di introiti dalle quote associative, cioè dalle tessere: se si fa un calcolo medio del costo annuale dell’iscrizione, cioè 25 euro, parliamo di 7.700 persone. Possibile? Sì, possibile. “Si stanno iscrivendo persone fuori dai circuiti classici e creando comitati dappertutto – racconta Max Bastoni, storico leghista milanese ora entrato in Fn – e non parliamo di estremisti ma gente normalissima: professionisti, commercianti, e anche tanti giovani. La tipica composizione sociale una volta della Lega”.
Dopo i 10.146 lombardi, c’è la Puglia (8.344) e, altra sorpresa, il Veneto, che ha superato quota 7 mila iscritti, come Lazio e Campania. Ma in proporzione col numero di abitanti valgono certamente di più. E quindi nell’altro cuore pulsante lighista l’ex vicesegretario raccoglie adesioni su adesioni. Dove, altro campanello d’allarme, l’anima sovranista e nazionalista del nuovo corso di Matteo Salvini non aveva mai entusiasmato troppo. Lì la Lega era rimasta autonomista e trasversale, addirittura progressista su certi temi. Eppure, la propaganda legge e ordine del generale in congedo fa proseliti.
A ben vedere, già a Pontida lo scorso anno si poteva intuire un cambiamento. Gli slogan identitari – cioè di estrema destra – dei veneti e dei lombardi erano più di quelli classicamente autonomisti e Vannacci venne accolto con grande entusiasmo. Se due più due fa quattro, e in politica comunque non è mai detto, Fn si sta mangiando pezzo dopo pezzo il bacino elettorale del Carroccio. Cavalcando i temi sposati dalla Lega in questi anni, in primis remigrazione e “battaglia di civiltà”, con la differenza che oggi Fn sta all’opposizione e può predicare coerenza.