Le ultime simulazioni di Youtrend elaborate sulla supermedia quindicinale dei sondaggi mettono in evidenza un dato politico rilevante: ad oggi, al centrodestra non basterebbe nemmeno la nuova legge elettorale per garantirsi la vittoria. E l’assicurazione per la vita rischia di avere il volto di Roberto Vannacci.
Vediamo i numeri. Con la maggioranza nel suo assetto attuale (FdI, FI, Lega, Noi Moderati) e il campo progressista unito (Pd, M5S, Avs, Iv, +Europa), le due coalizioni sono testa a testa nei consensi: 44,9% contro 45%. La media delle ultime rilevazioni consegnerebbe la vittoria al centrosinistra. Ma con una distanza troppo risicata per considerarlo un esito sicuro: i sondaggi hanno sempre un margine d’errore tra il 2,5 e il 3,5%. «L’equilibrio fra i due poli resta appeso a pochi decimali», commentano gli analisti di Youtrend. Pochi decimali che grazie al Melonellum bis assicurerebbero al primo classificato una larga maggioranza e allo sconfitto una significativa compressione d…
Le ultime simulazioni di Youtrend elaborate sulla supermedia quindicinale dei sondaggi mettono in evidenza un dato politico rilevante: ad oggi, al centrodestra non basterebbe nemmeno la nuova legge elettorale per garantirsi la vittoria. E l’assicurazione per la vita rischia di avere il volto di Roberto Vannacci.
Vediamo i numeri. Con la maggioranza nel suo assetto attuale (FdI, FI, Lega, Noi Moderati) e il campo progressista unito (Pd, M5S, Avs, Iv, +Europa), le due coalizioni sono testa a testa nei consensi: 44,9% contro 45%. La media delle ultime rilevazioni consegnerebbe la vittoria al centrosinistra. Ma con una distanza troppo risicata per considerarlo un esito sicuro: i sondaggi hanno sempre un margine d’errore tra il 2,5 e il 3,5%. «L’equilibrio fra i due poli resta appeso a pochi decimali», commentano gli analisti di Youtrend. Pochi decimali che grazie al Melonellum bis assicurerebbero al primo classificato una larga maggioranza e allo sconfitto una significativa compressione del consenso guadagnato nelle urne. Nella simulazione in cui prevale per un 0,1%, il campo largo incassa 216 seggi alla Camera e 109 al Senato, il centrodestra rispettivamente 145 e 73.
C’è una variabile che può facilmente spostare l’equilibrio a vantaggio della destra: «La geometria delle alleanze», la definisce Youtrend. In particolare, l’ingresso di Futuro nazionale di Roberto Vannacci – valore stimato: 4% – porterebbe la coalizione guidata da Giorgia Meloni al 48,9%: 220 seggi a Montecitorio (limitato dal nuovo tetto massimo del testo bis) e 113 a Palazzo Madama. L’alternativa alla torsione a destra è guardare al centro. Ovvero unire le forze con il 3% di Azione, che spingerebbero la maggioranza a un 47,9% di consensi stimati. A chi chiedere aiuto, dunque? Carlo Calenda o Roberto Vannacci (già bocciato da FI)? Questo il bivio che si troverà davanti la leader di FdI. Qui il report sottolinea una fondamentale avvertenza: «In politica 2+2 non fa automaticamente 4. Le simulazioni sommano i consensi delle liste senza scontare la compatibilità reciproca degli elettorati». Un caveat che vale soprattutto per le forze a vocazione identitaria (come Fn e Azione).
Infine, nell’ultima versione della legge elettorale c’è uno scenario che realizzerebbe proprio l’incubo di Meloni: il pareggione. Possibilità contro cui si è scagliato anche ieri il presidente del Senato Ignazio La Russa: «Meglio vincere o fare l’opposizione piuttosto che quelle cose informi che sono le ammucchiate». Ecco, il rischio sopravvive. Nel Melonellum bis, infatti, non solo il premio (70 deputati e 35 senatori) scatta esclusivamente se una coalizione supera il 42% in entrambi i rami del Parlamento. C’è un altro dettaglio passato inosservato: se si vince alla Camera ma non al Senato, non si ottiene comunque il bottino extra di parlamentari. La suddivisione è affidata al proporzionale puro. Se per esempio il centrosinistra prevalesse a Montecitorio con un 45%, ma a Palazzo Madama perdesse uno 0,2%, le coalizioni avrebbero 178 seggi a testa in un ramo, 90 ciascuno nell’altro: «Nessun vincitore, palla al centro», sintetizza Youtrend. L’impasse è dietro l’angolo. Sempre che il testo rimanga com’è ora. La maggioranza non ha intenzione di presentare emendamenti in commissione: le modifiche principali sono già contenute nella versione aggiornata del Melonellum, per il resto c’è l’aula.