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Rubio, segnale a Roma sulle armi: “Bene l’aumento delle risorse”

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La lettera del segretario di Stato con gli auguri per la festa della Repubblica tende una mano ma fissa i paletti dell’alleanza
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WASHINGTON – L’Italia resta un alleato importante per gli Usa, a patto che prosegua sulla linea dell’aumento degli investimenti nella difesa, aiuti in Iran proteggendo la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, e continui a sostenere l’Ucraina. Leggendo fra le righe, è questo il messaggio che il segretario di Stato Marco Rubio ha inviato a Roma in occasione della Festa della Repubblica, tornando sui temi già toccati durante la delicata missione compiuta il mese scorso a Palazzo Chigi, dopo gli attacchi del presidente Trump alla premier Meloni.

«Mentre gli Stati Uniti — scrive Rubio nella sua lettera — celebrano il 250° anniversario della loro indipendenza, rendiamo omaggio alla profonda influenza che le tradizioni repubblicane di Roma ebbero sui nostri Padri Fondatori. Così come l’eredità di Roma plasmò la nascita della democrazia americana, l’odierna partnership tra Usa e Italia continua a promuovere i valori di fede, libertà e stato di diritto che entrambe le nazioni conside…

WASHINGTON – L’Italia resta un alleato importante per gli Usa, a patto che prosegua sulla linea dell’aumento degli investimenti nella difesa, aiuti in Iran proteggendo la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, e continui a sostenere l’Ucraina. Leggendo fra le righe, è questo il messaggio che il segretario di Stato Marco Rubio ha inviato a Roma in occasione della Festa della Repubblica, tornando sui temi già toccati durante la delicata missione compiuta il mese scorso a Palazzo Chigi, dopo gli attacchi del presidente Trump alla premier Meloni.

«Mentre gli Stati Uniti — scrive Rubio nella sua lettera — celebrano il 250° anniversario della loro indipendenza, rendiamo omaggio alla profonda influenza che le tradizioni repubblicane di Roma ebbero sui nostri Padri Fondatori. Così come l’eredità di Roma plasmò la nascita della democrazia americana, l’odierna partnership tra Usa e Italia continua a promuovere i valori di fede, libertà e stato di diritto che entrambe le nazioni considerano cari». Quindi aggiunge: «L’Italia è un partner e un amico fedele. Gli Usa plaudono all’aumento degli investimenti italiani nella difesa e apprezzano l’impegno della premier Meloni per la sicurezza marittima a Hormuz e il suo sostegno alla sicurezza e alla stabilità del Medio Oriente. Apprezziamo il supporto dell’Italia agli sforzi per porre fine alla guerra tra Russia e Ucraina. Siamo grati per l’ospitalità offerta dall’Italia a quasi 30.000 militari statunitensi e alle loro famiglie». Il segretario conclude così il messaggio: «Gli Stati Uniti accolgono con favore la leadership dell’Italia nello sviluppo di tecnologie critiche e nella costruzione di una solida base industriale in tutta Europa. La nostra partnership scientifica e tecnologica promuove l’innovazione, crea posti di lavoro e genera una crescita economica reciproca. Possa la nostra partnership continuare a fiorire. Buon ottantesimo anniversario».

La lettera di Rubio sembra finalizzata da una parte a rinsaldare il rapporto bilaterale, ma dall’altra a stabilire i parametri per conservarlo, che peraltro aveva già sottolineato durante la sua recente visita. Il messaggio andrebbe messo anche nel contesto dell’audizione che ha tenuto ieri al Senato, dove ha ribadito che gli Stati Uniti hanno «obblighi globali», ma gli alleati della Nato «devono essere in grado di difendere in modo convenzionale gran parte del proprio territorio». In questo quadro ha ricordato il caso di alcuni Paesi membri che hanno negato l’uso di basi militari per le operazioni militari contro l’Iran. Ha citato in particolare la Spagna, non l’Italia, con cui però c’è stato un problema simile riguardo Sigonella. La posizione di Madrid, secondo Rubio, «porta a mettere in discussione l’intero assetto della Nato», da cui la minaccia o il ritiro di truppe americane, come avvenuto in Germania. Rubio ha spiegato che gli Usa operano su più fronti e non hanno forze militari illimitate. Perciò «è necessario distribuire risorse e personale in modo coerente, il che implica inevitabilmente stabilire delle priorità». Quindi i membri della Nato «dovranno assumersi una maggiore responsabilità. Come minimo, devono essere in grado di difendere convenzionalmente la maggior parte del proprio territorio nazionale sovrano».

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