“Questo è un posto pubblico, non potete fare quello che volete”. Nella lounge Ita dell’aeroporto di Fiumicino il senatore di Fratelli d’Italia Roberto Menia urla contro una coppia omosessuale che, in una videochiamata con amici, si scambia qualche carezza e si abbraccia.
Intollerabile tutto questo per il meloniano, che non demorde nonostante attorno a lui le persone siano perplesse e preoccupate. “Basta, le effusioni fatevele a casa vostra, non qui”, insiste scagliandosi contro i due uomini sulla quarantina, che a questo punto sono costretti a chiamare una hostess di Ita per chiedere aiuto.
Nel frattempo nella sala riservata arriva anche il senatore M5S Luca Pirondini, che assiste alla scena in cui la hostess cerca di calmare Menia, che non vuol saperne di scusarsi. Contattato al telefono l’esponente stellato conferma quanto accaduto: “Ho detto a Menia che non doveva permettersi, l’omofobia nel nostro paese non è ammessa”. Contro il meloniano si scaglia anche il senatore di Italia Vi…
“Questo è un posto pubblico, non potete fare quello che volete”. Nella lounge Ita dell’aeroporto di Fiumicino il senatore di Fratelli d’Italia Roberto Menia urla contro una coppia omosessuale che, in una videochiamata con amici, si scambia qualche carezza e si abbraccia.
Intollerabile tutto questo per il meloniano, che non demorde nonostante attorno a lui le persone siano perplesse e preoccupate. “Basta, le effusioni fatevele a casa vostra, non qui”, insiste scagliandosi contro i due uomini sulla quarantina, che a questo punto sono costretti a chiamare una hostess di Ita per chiedere aiuto.
Nel frattempo nella sala riservata arriva anche il senatore M5S Luca Pirondini, che assiste alla scena in cui la hostess cerca di calmare Menia, che non vuol saperne di scusarsi. Contattato al telefono l’esponente stellato conferma quanto accaduto: “Ho detto a Menia che non doveva permettersi, l’omofobia nel nostro paese non è ammessa”. Contro il meloniano si scaglia anche il senatore di Italia Viva Ivan Scalfarotto: “Un senatore della Repubblica non dà una lezione di educazione: ne dà una di intolleranza. E lo fa con la spocchia di chi crede che lo spazio pubblico sia cosa sua, e che le coppie si dividano in normali e tollerate. Menia non si scusa: rivendica. È l'aggravante, non l'attenuante. Perché un gesto che davanti a una coppia etero nessuno avrebbe nemmeno notato, davanti a due uomini diventa per lui un'offesa al decoro. Si chiama omofobia, e non smette di esserlo perché la si traveste da galateo. Del resto è lo stesso senatore che in Aula, in pieno dibattito sul sostegno all'Ucraina, definì Macron 'femmineo'. Chi insulta un capo di Stato si candida pure a custode delle buone maniere altrui? Cominci dalle proprie".
Anche Menia, con un passato nel Movimento sociale italiano e in Alleanza nazionale, conferma e anzi rivendica la sua reazione: “Queste persone sono state poco civili. Si abbracciavano, si accarezzavano, ma si possono fare queste cose in un aeroporto? Non cambio idea. Questi signori non possono fare quello vogliono. È cattiva educazione”. Li ha aggrediti perché sono gay? “Vale anche per un uomo e una donna, vale per tutti. Non c’è una categoria superiore a un’altra. E dopo tutto questo si sono permessi di fare un’altra videochiamata e hanno ricominciato a toccarsi”.