Nordio: “Sanzioni sulla carriera per i magistrati che sbagliano. No alla responsabilità civile”
di Conchita SanninoIl ministro della Giustizia Carlo Nordio
(ansa)Ministro Carlo Nordio, dopo la disfatta referendaria, lei aveva scommesso su un "clima di concordia". Ma ora c'è Marina Berlusconi a incalzarla sull'offensiva ai magistrati. E sulla responsabilità civile dei giudici, ad esempio, a cui lei ha sempre detto no. Sta cambiando idea?
“Beh, intanto il 53 per cento contro il 47, al referendum, non è proprio una disfatta, ma certo è una delusione. Quanto alla concordia, l’avevo auspicata proprio in caso di vittoria, al momento delle leggi attuative, e quindi non cambio prospettiva. E allo stesso modo sulla responsabilità dei magistrati, non cambio idea: da trent’anni scrivo che il magistrato inadeguato non va colpito nel portafoglio, anche perché è assicurato, ma nelle valutazioni della carriera. Proprio quello che intendevamo fare con la nuova giustizia disciplinare prevista dalla riforma”.
Mancano in fondo 7/8 mesi, operativamente, alla fine della legislatura: con realismo, cosa porta a casa?
“Intanto manca più di un anno, perché la legisla…
Ministro Carlo Nordio, dopo la disfatta referendaria, lei aveva scommesso su un "clima di concordia". Ma ora c'è Marina Berlusconi a incalzarla sull'offensiva ai magistrati. E sulla responsabilità civile dei giudici, ad esempio, a cui lei ha sempre detto no. Sta cambiando idea?
“Beh, intanto il 53 per cento contro il 47, al referendum, non è proprio una disfatta, ma certo è una delusione. Quanto alla concordia, l’avevo auspicata proprio in caso di vittoria, al momento delle leggi attuative, e quindi non cambio prospettiva. E allo stesso modo sulla responsabilità dei magistrati, non cambio idea: da trent’anni scrivo che il magistrato inadeguato non va colpito nel portafoglio, anche perché è assicurato, ma nelle valutazioni della carriera. Proprio quello che intendevamo fare con la nuova giustizia disciplinare prevista dalla riforma”.
Mancano in fondo 7/8 mesi, operativamente, alla fine della legislatura: con realismo, cosa porta a casa?
“Intanto manca più di un anno, perché la legislatura finirà alla scadenza naturale. Il bilancio lo faremo alla fine. L’esercizio provvisorio vede, come posta più importante, cinque concorsi per colmare, per la prima volta nella storia della Repubblica, l’organico dei magistrati. Tra attivo e passivo sarà comunque un bilancio notevole”.
L'ispezione da lei disposta sulla vicenda "famiglia del bosco" è stato un altro colpo di coda dei veleni referendari? Perché se lei stesso annuncia che archivia, se tutto è stato regolare, allora perché gli ispettori continuavano a chiedere atti e relazioni fino alla denuncia inviata al Csm?
“Chiariamo un punto: l’ispezione mira a controllare solo il rispetto della legge. Di conseguenza l’ispettorato e il sottoscritto, hanno concluso che non vi è spazio per un’azione disciplinare. Altro è il merito della decisione. Sulla scelta adottata dal Tribunale ognuno può farsi l’idea che crede”.
Caso Almasri, la Cedu ha appena aperto un fascicolo contro l’Italia sul mancato arresto e il fulmineo rimpatrio del generale libico, è la prima volta per un caso del genere.
“Guardi, ho già spiegato reiteratemente al Parlamento che abbiamo rispettato le procedure. La maggioranza ha condiviso, l’opposizione no. Non vedo perché dovremmo tornare sull’argomento…”.
Perché la Corte ha accolto il ricorso di due persone torturate. Lei che ha sempre rivendicato quella scelta, come la spiegherebbe a queste vittime?
“È sempre difficile parlare a delle vittime, non mi arrogo questo diritto. Per loro, ogni considerazione e rispetto umano e istituzionale”
Vicenda Minetti, un caso tecnicamente chiuso: ma da politico, non è contraddittorio che si aumentino reati e pene, perfino per minori e per chi dissente, e che una condannata per gravi condotte si salvi perfino dai servizi sociali?
“Il caso non è ‘tecnicamente’ chiuso. È stato chiuso nel merito da un’indagine accuratissima della Procura Generale di Milano, e dal comunicato del presidente della Repubblica che mi ha onorato del suo ringraziamento. Speriamo piuttosto che serva da lezione a un giornalismo sciatto e fazioso, e a un opposizione che si è scatenata chiedendo le mie dimissioni con una tempestiva quanto ingenua credulità”.
In ogni caso: a fronte della grazia a Minetti, c'è un vasto popolo di abbandonati in carcere. L'ultimo rapporto di Antigone è impressionante. Sovraffollamento sopra il 140 %, che tocca in alcuni istituti il 200 per cento, e negli ultimi tre anni ben 17mila detenuti hanno visto accolto un ricorso contro trattamenti inumani o degradanti. E’ un carcere fuori della Costituzione. Davvero può bastare lo slogan dei “10mila nuovi posti entro il 2027"?
“La situazione delle nostre carceri è frutto di una sedimentazione ultradecennale, come ha riconosciuto recentemente anche la Corte dei Conti. La creazione di 10mila posti in più non mi sembra poco, a meno che non vogliamo liberare tout court le persone che la magistratura condanna al carcere. Ma stiamo intervenendo sui detenuti senza domicilio, e su quelli tossicodipendenti. La normativa è quasi pronta, subito passeremo all’attuazione per una detenzione alternativa al carcere”.
Previsioni sul “subito”, visto che in cella tra poco saranno 40 gradi?
“Posso davvero garantire tempi stretti, tutti al Ministero ci stiamo impegnando come un sol uomo su questi obiettivi di particolare rilevanza”.
L'allarme del procuratore Melillo sulla riforma delle intercettazioni e sul sequestro degli smartphone non è ignorabile. Peseranno gli emendamenti che lei voleva? O si sente un ministro commissariato, perché FI non li vuole?
“Ribadiamo intanto che le intercettazioni sui reati di mafia e terrorismo non sono mai state toccate. Quelle dei cosiddetti reati spia sono assai più delicate, e ne stiamo parlando,c i stiamo lavorando. Ma se le estendessimo a dismisura sconvolgeremmo l’articolo 15 della Costituzione, che tutela la segretezza delle comunicazioni come bene primario. La Costituzione non si può interpretare a fisarmonica, secondo i propri punti di vista”.
Lei auspicava una "giustizia più moderna". Ma da nord a sud molti uffici sono bloccati: il sistema App è sospeso in grandi tribunali, il Gip sia a Roma che a Milano hanno bloccato tutte le attività ordinarie. Se non è un fallimento, è una generale disfunzione?
“L’introduzione di un sistema rivoluzionario come quello digitale, in un Paese che fino a pochi anni fa andava a penna e calamaio comporta problemi dappertutto, non solo da noi. Ma nella grandissima parte degli uffici funziona, e tra breve sarà completata”.
I precari della giustizia: lei ricorda di aver stabilizzato "quasi tutti". Ma le opposizioni vi accusano di smantellare comunque l'Ufficio del processo, di mandare i funzionari a colmare vuoti di organico in giro. Può smentirlo? E gli altri 1600 che restano fuori: che fine fanno?
“L’opposizione fa il suo lavoro, ma non può cambiare le carte in tavola. I componenti dell’ufficio del processo erano stati assunti, per accordi con l’ Europa, a tempo determinato. Attraverso uno sforzo straordinario ne abbiamo stabilizzati il 90 per cento. Contiamo di colmare il resto entro l’anno”.
La riforma della Corte dei Conti: non è un grave errore "salvare" le tasche di chi sperpera soldi pubblici, introducendo la retroattività che rende illegittime le norme?
“Ma quando mai…”.
In che senso?
“E’ un problema tecnicamente complesso, meriterebbe un’intervista a parte, ma non è così”.
Aveva legato il suo mandato alla riforma. Davvero rifarebbe tutto? E, oggi, ritiene comunque il suo bilancio soddisfacente?
“Insisto. Come per la vita di una persona, il bilancio si fa alla fine”.
Ha già detto che dal 2027 non si ricandida, ma cosa pensa di questa legge elettorale, il Melonellum? E come valuta il fatto che un governo, pochi mesi prima di sottoporsi al giudizio degli elettori, si riscriva le regole per non perdere o pareggiare?
“Credo che una legge elettorale debba garantire la rappresentatività e la stabilità. In questo senso interverrà la riforma. Faccio presente che in tutte le democrazie occidentali il secondo principio prevale sul primo, e la storia della prima repubblica, con decine di governi più o meno balneari, lo dimostra. Ma io spero anche tra le opposizioni vi sia una riflessione pacata”.
E davvero lo crede, con quel testo?
“Gliel’ho detto, confido nella concordia”.