ROMA – Roberto Menia non chiede scusa. Anzi, insiste: «Non mi pento. In un posto pubblico bisogna comportarsi come ci si comporta civilmente in un luogo pubblico».
Due sere fa il senatore di Fratelli d’Italia, come raccontato da Repubblica, si trovava nella lounge Ita dell’aeroporto di Fiumicino ed è qui che, davanti agli occhi di tutti, ha inveito contro una coppia gay: «Questo è un posto pubblico, non potete fare quello che volete».
I due giovani, Armando e Giulio, stavano facendo una videochiamata con amici. «Si abbracciavano e si accarezzavano», racconterà subito dopo Menia, pensando così di giustificare il suo gesto. La coppia ieri si è rivolta all’agenzia AdnKronos sottolineando come «lo show messo su dal senatore Menia è stata una chiara manifestazione di omofobia, basata sulla rappresentazione parziale e amplificata di un comportamento totalmente inoffensivo, a tratti inventato».
Nel silenzio della maggioranza, tutti i capigruppo di opposizione a palazzo Madama, Francesco Bocc…
ROMA – Roberto Menia non chiede scusa. Anzi, insiste: «Non mi pento. In un posto pubblico bisogna comportarsi come ci si comporta civilmente in un luogo pubblico».
Due sere fa il senatore di Fratelli d’Italia, come raccontato da Repubblica, si trovava nella lounge Ita dell’aeroporto di Fiumicino ed è qui che, davanti agli occhi di tutti, ha inveito contro una coppia gay: «Questo è un posto pubblico, non potete fare quello che volete».
I due giovani, Armando e Giulio, stavano facendo una videochiamata con amici. «Si abbracciavano e si accarezzavano», racconterà subito dopo Menia, pensando così di giustificare il suo gesto. La coppia ieri si è rivolta all’agenzia AdnKronos sottolineando come «lo show messo su dal senatore Menia è stata una chiara manifestazione di omofobia, basata sulla rappresentazione parziale e amplificata di un comportamento totalmente inoffensivo, a tratti inventato».
Nel silenzio della maggioranza, tutti i capigruppo di opposizione a palazzo Madama, Francesco Boccia (Pd), Luca Pirondini (M5S), Raffaella Paita (Iv), Peppe De Cristofaro (Avs) e Julia Unterberger (Autonomie) auspicano che alla ripresa dei lavori d’Aula il senatore meloniano, con un passato in Msi e in An, «senta il dovere di spiegare e di scusarsi». E sottolineano di essere rimasti «sorpresi e avviliti per il fatto che dal suo gruppo e dal suo partito non sia arrivata una netta presa di distanza».
Proprio il pentastellato Pirondini ha assistito giovedì sera alla scena in aeroporto definendola «un episodio di omofobia molto triste, tanto più perché il protagonista è un politico». Invano ha cercato di calmare il collega affinché si scusasse con la coppia. Ma niente da fare: «Basta, le effusioni fatevele a casa vostra, non qui», continuava a urlare Menia nonostante l’intervento di una hostess.
«Il mio non è stato un atto di coraggio in difesa dei ragazzi — scrive Pirondini sui social — ma semplicemente ciò che chiunque avrebbe dovuto fare davanti a una manifestazione ingiustificata di intolleranza». A caldo, ma ancora ieri, Menia non ha avuto alcuna intenzione di ritrattare: «Queste persone sono state poco civili. Si abbracciavano, si accarezzavano, ma si possono fare queste cose in un aeroporto? Non cambio idea. Questi signori non possono fare quello vogliono. È cattiva educazione». Li ha aggrediti perché sono gay? «Vale anche per un uomo e una donna, vale per tutti. Non c’è una categoria superiore a un’altra. E dopo tutto questo si sono permessi di fare un’altra videochiamata e hanno ricominciato a toccarsi».
E invece il senatore di Italia viva, Ivan Scalfarotto, sostiene che «un gesto che davanti a una coppia etero nessuno avrebbe nemmeno notato, davanti a due uomini diventa per Menia un’offesa al decoro». La senatrice dem Cecilia D’Elia aggiunge che «ciò che preoccupa è l’ostentazione dell’omofobia da parte di un senatore della Repubblica». «Menia è l’esempio di come l’educazione sessuo-affettiva serva», spiega il segretario di +Europa Riccardo Magi. E da Bruxelles prende la parola anche l’eurodeputato dem Alessandro Zan, chiedendo a FdI e al governo di prendere le distanze da quelle parole: «Il gesto di Menia è ignobile e intollerabile in una democrazia».