MILANO – Dopo due anni dalla sua elezione a Bruxelles con Avs, Ilaria Salis prende la tessera di Sinistra Italiana, il partito che con Europa verde dal 2022 ha dato viva all’alleanza rossoverde.
Stamani a Milano alla Camera del Lavoro della Cgil il segretario di Si Nicola Fratoianni le dato il benvenuto, una scelta non scontata per chi aveva sempre militato nei movimenti extraparlamentari dell’antifascismo più radicale e per il diritto alla casa. «Credo che il nostro percorso debba andare avanti in maniera ancora più unita d’ora in poi», dice lei.
«Stiamo costruendo una vera alternativa a questa brutta destra», aggiunge Salis. Nel 2024 - era ancora reclusa in Ungheria con accuse mai dimostrate di aggressione a dei nazifascisti - prese 176 mila preferenze e per questo fu liberata.
L’annuncio è arrivato dopo l’evento milanese di ieri del partito Ela, la sinistra europea, “Tax the rich”, diventato un po’ uno slogan globale del neo socialismo.
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MILANO – Dopo due anni dalla sua elezione a Bruxelles con Avs, Ilaria Salis prende la tessera di Sinistra Italiana, il partito che con Europa verde dal 2022 ha dato viva all’alleanza rossoverde.
Stamani a Milano alla Camera del Lavoro della Cgil il segretario di Si Nicola Fratoianni le dato il benvenuto, una scelta non scontata per chi aveva sempre militato nei movimenti extraparlamentari dell’antifascismo più radicale e per il diritto alla casa. «Credo che il nostro percorso debba andare avanti in maniera ancora più unita d’ora in poi», dice lei.
«Stiamo costruendo una vera alternativa a questa brutta destra», aggiunge Salis. Nel 2024 - era ancora reclusa in Ungheria con accuse mai dimostrate di aggressione a dei nazifascisti - prese 176 mila preferenze e per questo fu liberata.
L’annuncio è arrivato dopo l’evento milanese di ieri del partito Ela, la sinistra europea, “Tax the rich”, diventato un po’ uno slogan globale del neo socialismo.
Sulla patrimoniale, ragiona invece Fratoianni, «il tema è che questo punto non è ancora stato definito nel programma», spiega commentando il parziale dietrofront della segretaria del Partito democratico, Elly Schlein. «Lo verificheremo perché redistribuire la ricchezza è fondamentale e, soprattutto, è una questione su cui esiste una solida maggioranza nel Paese».
Un sondaggio andato in onda su La7 giovedì scorso parlava di un 64 per cento di italiani favorevoli a una misura di solidarietà, per così dire, finanziata con un contributo dei super ricchi.
«Sono tutti d'accordo col fatto che sia giusto redistribuire e chiedere a chi ha enormi fortune di dare qualcosa in più senza che questo gli costi nulla. Sono risorse che possono essere investite per migliorare la sanità, per ridurre le tasse a chi ne paga troppe, per aumentare gli stipendi. È una cosa di buon senso», conclude Fratoianni.