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Caso Minetti, ecco la dichiarazione giurata della massaggiatrice: “Mai visto attività di prostituzione, mie parole distorte”

Le parole della donna in Uruguay: il contenuto della testimonianza davanti al notaio in cui si dice disponibile a testimoniare in una eventuale causa intentata della coppia Cipriani-Minetti
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Maldonado, Uruguay. Sono le 14.30 del 29 maggio. Graciela Mabel de los Santos Torres, la “massaggiatrice” di villa Cipriani, presunta testimone di festini con escort nella villa dell’imprenditore e della compagna Nicole Minetti, è davanti a un notaio, affiancata dal suo avvocato. Fa marcia indietro. Ritratta le parole uscite nelle interviste che ha già concesso.

"Mai assistito ad attività di prostituzione”

E dice: “Per quanto riguarda la signora Nicole Minetti, dichiaro espressamente che, durante tutto il periodo in cui ho lavorato presso la fattoria ‘Gin Tonic’, non ho mai assistito né ho mai avuto la certezza che la signora Minetti foss…

Maldonado, Uruguay. Sono le 14.30 del 29 maggio. Graciela Mabel de los Santos Torres, la “massaggiatrice” di villa Cipriani, presunta testimone di festini con escort nella villa dell’imprenditore e della compagna Nicole Minetti, è davanti a un notaio, affiancata dal suo avvocato. Fa marcia indietro. Ritratta le parole uscite nelle interviste che ha già concesso.

"Mai assistito ad attività di prostituzione”

E dice: “Per quanto riguarda la signora Nicole Minetti, dichiaro espressamente che, durante tutto il periodo in cui ho lavorato presso la fattoria ‘Gin Tonic’, non ho mai assistito né ho mai avuto la certezza che la signora Minetti fosse coinvolta in una presunta operazione mirata a cercare, reclutare, assumere o in qualsiasi modo indurre o invitare prostitute a partecipare ovunque. Da quando ha adottato suo figlio, la sua attenzione si è concentrata principalmente sulla cura e l'educazione del bambino, che, come ho già affermato pubblicamente, è molto allegro e in perfetta salute”.

"Con Cipriani conflitto sul lavoro risolto”

E poi: “Per quanto riguarda la situazione con il signor Giuseppe Cipriani, presentata come molestia, devo chiarire che si è trattato di un caso di mobbing sul luogo di lavoro, un conflitto risolto tramite un accordo transattivo tra le parti”.

"Mie dichiarazioni estrapolate dal contesto”

Poi il capitolo interviste. Quelle che ha rilasciato a partire dal colloquio con il Fatto Quotidiano, uno dei capitoli che ha portato a un supplemento di istruttoria chiesto dal Quirinale per la concessione della grazia. "Per quanto riguarda la copertura mediatica: sono stata intervistata su queste questioni da vari media locali e internazionali. Non essendo abituata all'esposizione pubblica o a rilasciare dichiarazioni davanti a telecamere o registratori, credo che alcune delle mie dichiarazioni siano state estrapolate dal contesto, e si è arrivati ​​addirittura a divulgare pubblicamente il mio nome senza la mia autorizzazione. L'uso non autorizzato del mio nome ha causato enormi danni alla mia vita professionale e alla mia privacy. Questo danno deriva dalla pubblicazione del mio nome completo su un organo di stampa italiano, nonostante avessi espressamente e chiaramente dichiarato, in seguito alla loro richiesta, di non aver autorizzato la pubblicazione o l'uso del mio nome. Hanno inoltre travisato alcune mie dichiarazioni”.

"Non rilascio più interviste, devo proteggere i miei figli”

“Consapevole degli involontari fraintendimenti, delle distorsioni e della frenesia mediatica che queste pubblicazioni hanno generato – continua Graciela – mi impegno a non rilasciare ulteriori interviste ad alcun organo di stampa nazionale o estero in merito a questa vicenda o a qualsiasi potenziale conseguenza. Con questo impegno, considero questo capitolo completamente chiuso e concluso, con l'unico scopo di ritrovare la serenità familiare, proteggere i miei figli e me stessa da un'indesiderata e non richiesta esposizione pubblica e concentrarmi interamente sulla ricostruzione della mia vita e sulla ricerca di un nuovo percorso professionale”.

"Pronta a parlare nelle sedi giudiziarie”

La donna, “a dimostrazione della mia buona fede”, dichiara “piena disponibilità a comparire nelle sedi istituzionali o giudiziarie laddove sia formalmente richiesto, al solo scopo di chiarire qualsiasi dubbio o fatto che, a causa della mia inesperienza con i media, possa aver causato un danno ingiustificato a terzi o alle istituzioni”.

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