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Caso Silvestro, Bongiorno: “La vittima rifiutata dal mio studio? Non posso parlarne per deontologia”

La senatrice della Lega Giulia Bongiorno (ansa)

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L’avvocata leghista chiarisce la sua posizione: “Se la richiesta riguarda una denuncia per ipotesi di violenza viene comunque indirizzata alla Fondazione Doppia Difesa”
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Fino al tardo pomeriggio Giulia Bongiorno sceglie il silenzio: «Non rilascio dichiarazioni». La donna che ha accusato il senatore forzista Francesco Silvestro di molestie ha raccontato a Repubblica di essersi rivolta allo studio della parlamentare leghista in cerca di tutela legale, appena due mesi dopo i fatti. Nella speranza di ricevere aiuto dalla penalista da sempre in prima linea contro la violenza di genere. Ma così non è stato. La sua richiesta è stata rifiutata: «Siamo troppo oberati», si è sentita dire la signora V. da un collaboratore dell’avvocata al telefono.

Ragioni di opportunità politica? Il conflitto di interessi con il suo ruolo di parlamentare della maggioranza? Incrociata fuori dal suo ufficio a San Lorenzo in Lucina, nel cuore del centro storico di Roma, Bongiorno ignora le domande sulla vicenda.

Alla fine, però, prima di sera, sente l’esigenza di spiegare perché proprio lei, tra le protagoniste dell’introduzione del Codice rosso, la legge che impone tempi rapidi p…

Fino al tardo pomeriggio Giulia Bongiorno sceglie il silenzio: «Non rilascio dichiarazioni». La donna che ha accusato il senatore forzista Francesco Silvestro di molestie ha raccontato a Repubblica di essersi rivolta allo studio della parlamentare leghista in cerca di tutela legale, appena due mesi dopo i fatti. Nella speranza di ricevere aiuto dalla penalista da sempre in prima linea contro la violenza di genere. Ma così non è stato. La sua richiesta è stata rifiutata: «Siamo troppo oberati», si è sentita dire la signora V. da un collaboratore dell’avvocata al telefono.

Ragioni di opportunità politica? Il conflitto di interessi con il suo ruolo di parlamentare della maggioranza? Incrociata fuori dal suo ufficio a San Lorenzo in Lucina, nel cuore del centro storico di Roma, Bongiorno ignora le domande sulla vicenda.

Alla fine, però, prima di sera, sente l’esigenza di spiegare perché proprio lei, tra le protagoniste dell’introduzione del Codice rosso, la legge che impone tempi rapidi per rispondere alle denunce delle donne, abbia chiuso la porta all’imprenditrice che raccontava di una molestia subita dal parlamentare di FI. La legale consegna la sua versione a una nota, che inizia con una premessa obbligatoria: «Ragioni deontologiche mi impediscono di rispondere sul caso specifico». Al telefono con questo giornale aggiunge un commento affilato: «Evidentemente non vi è chiaro, perché forse in televisione ci sono troppi avvocati che parlano di tutto, ma è vietato dire chi ha chiamato lo studio e per quali esigenze».

E tuttavia, senza smentire che l’agente di commercio abbia contattato i suoi collaboratori, con l’Ansa si giustifica: «Il mio studio riceve moltissime richieste di assistenza su diverse tematiche ed è naturale che non tutte possano essere approfondite, sfociando poi in un incarico: gli incarichi richiedono tempo, precisione e serietà». Chi chiede aiuto viene comunque indirizzato dove può trovare risposte, garantisce la senatrice: «Se la richiesta riguarda una denuncia per ipotesi di violenza, i colleghi dello studio segnalano immancabilmente l’operatività della Fondazione Doppia Difesa, a cui chiunque può decidere di rivolgersi per ottenere ascolto e sostegno legale e psicologico senza oneri a proprio carico». Un modo per ricordare il proprio impegno in materia. Il riferimento è infatti all’associazione fondata dall’avvocata nel 2007 con Michelle Hunziker, per assistere vittime di violenza, stalking e discriminazioni. «Di certo – rimarca la leghista – nessuno viene abbandonato a se stesso quando chiede di denunciare fatti di violenza».

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