Tajani: “Parole di Ben-Gvir sull'Italia inaccettabili”. Crosetto: “Minaccia atomica ancora attuale”
di Serena RiformatoIl futuro della missione Unifil in Libano. Gli insulti del ministro israeliano Itamar Ben-Gvir all’indirizzo dell’Italia: “Parole indegne e inaccettabile” per il titolare della Farnesina Antonio Tajani. L’adesione dell’Ucraina all’Ue, da considerare con gradualità. “La minaccia atomica ancora attuale”, secondo Guido Crosetto.
In audizione davanti alle commissioni competenti di Camera e Senato, i ministri di Esteri e Difesa fanno il punto sulle missioni internazionali dell’Italia. E inevitabilmente sui fronti di instabilità che richiedono un coinvolgimento del Paese, diplomatico o militare.
Una forza multilaterale dopo Unifil
A dicembre 2026 scadrà il mandato di Unifil in Libano. Da tempo il ministro Guido Crosetto insiste sull’urgenza di pianificare i passi da compiere al termine dell'operazione Onu. L’ha ripetuto davanti a senatori e deputati: “Siamo impegnati affinché all'attuale missione Unifil possa succedere una nuova iniziativa internazionale, dotata di un mandato più efficace, …
Il futuro della missione Unifil in Libano. Gli insulti del ministro israeliano Itamar Ben-Gvir all’indirizzo dell’Italia: “Parole indegne e inaccettabile” per il titolare della Farnesina Antonio Tajani. L’adesione dell’Ucraina all’Ue, da considerare con gradualità. “La minaccia atomica ancora attuale”, secondo Guido Crosetto.
In audizione davanti alle commissioni competenti di Camera e Senato, i ministri di Esteri e Difesa fanno il punto sulle missioni internazionali dell’Italia. E inevitabilmente sui fronti di instabilità che richiedono un coinvolgimento del Paese, diplomatico o militare.
Una forza multilaterale dopo Unifil
A dicembre 2026 scadrà il mandato di Unifil in Libano. Da tempo il ministro Guido Crosetto insiste sull’urgenza di pianificare i passi da compiere al termine dell'operazione Onu. L’ha ripetuto davanti a senatori e deputati: “Siamo impegnati affinché all'attuale missione Unifil possa succedere una nuova iniziativa internazionale, dotata di un mandato più efficace, capace di superare le criticità emerse fin qui dall'attuazione della Risoluzione 1701 e di contribuire concretamente alla stabilizzazione dell'area”. Si parla di un possibile accordo tra 42 Stati. “È un ragionamento che ho avviato con tutti i miei omologhi dei principali Paesi contributori, ma anche direttamente coi vertici delle Nazioni Unite”, precisa il ministro della Difesa.
I rapporti con Israele
Ieri su X il ministro per la Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir, davanti alla notizia delle indagini che lo riguardano a Roma, ha postato un commento di insulti verso l’Italia: “Il Paese dello Stivale è diventato il Paese delle ciabatte”. Per il vicepremier Tajani, “parole inaccettabili, non degne di un ministro” e che “dimostrano quale sia il livello morale di questo signore”. L’Italia tornerà a chiedere sanzioni contro il ministro dell’ultradestra nazionalista dello Stato ebraico. Le opposizioni chiedono che si faccia di più: bloccare tutti gli scambi commerciali con le colonie e lavorare perché l’Ue sospenda il trattato di associazione con Israele. Il ministro degli Esteri ha aperto all’ipotesi di valutare, in sede europea, uno stop ai rapporti con gli insediamenti coloniali illegali in Cisgiordania.
Russia-Ucraina, il ruolo dell’Italia
Tajani respinge l’idea che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sia stata esclusa dal vertice di Londra tra Regno Unito, Francia e Germania. “Non è l'Italia che decide i format, il format E3 non è nato stamattina, c'è sempre stato, così siamo fuori da E4 sull'Iran per la questione nucleare. Noi siamo favorevoli a un formato a cinque con la Polonia. Non c'è volontà di autoescludersi, è esattamente il contrario”. Nessun infingimento sullo stato delle trattative: un accordo è “lontanissimo”, dice il ministro degli Esteri.
Per Crosetto, in chiave anti-Putin, in questa fase l'Europa deve affrontare il tema dell'allargamento con “pragmatismo e senza approcci ideologici”, perché “non regalerei alla Russia neanche un piccolo paesino dei Balcani”. Per questo propone di valutare “adesioni graduali” dei Paesi che ne fanno richiesta. Per accelerare i tempi e fare comunque in modo che si sentano coinvolti nel progetto europeo. L’allerta è ancora alta, per il ministro della Difesa Guido Crosetto: “Sta tornando attuale la minaccia atomica che avevamo relegato ai libri di storia”.