L’indagine interna parte subito. Il Senato brucia i tempi. E dal Palazzo, almeno per i profili che attengono al codice etico e alla regolarità delle condotte, «non ci sarà sottovalutazione», assicura La Russa. Nessuno sconto sulla vicenda della presunta violenza sessuale in Senato, il caso sollevato da Repubblica che vede indagati alla Procura di Roma il parlamentare di FI Francesco Silvestro (accusato da V., la donna che racconta di essere stata abusata il 25 febbraio 2025) e il carabiniere Antonio Pinto (per l’ipotesi di tentata violenza privata). Il lavoro dei questori, ai quali tocca materialmente curare l’istruttoria? Dedicarsi, ad esempio, agli “accertamenti irripetibili”: lo stato dei luoghi (la stanza dove sarebbe avvenuta la violenza) e sue eventuali modifiche, il materiale delle telecamere, gli orari di ingresso e uscita dei visitatori. «Cose che magari fra un po’ sarebbe difficile fare», spiega Ignazio La Russa.
L’indagine interna parte subito. Il Senato brucia i tempi. E dal Palazzo, almeno per i profili che attengono al codice etico e alla regolarità delle condotte, «non ci sarà sottovalutazione», assicura La Russa. Nessuno sconto sulla vicenda della presunta violenza sessuale in Senato, il caso sollevato da Repubblica che vede indagati alla Procura di Roma il parlamentare di FI Francesco Silvestro (accusato da V., la donna che racconta di essere stata abusata il 25 febbraio 2025) e il carabiniere Antonio Pinto (per l’ipotesi di tentata violenza privata). Il lavoro dei questori, ai quali tocca materialmente curare l’istruttoria? Dedicarsi, ad esempio, agli “accertamenti irripetibili”: lo stato dei luoghi (la stanza dove sarebbe avvenuta la violenza) e sue eventuali modifiche, il materiale delle telecamere, gli orari di ingresso e uscita dei visitatori. «Cose che magari fra un po’ sarebbe difficile fare», spiega Ignazio La Russa.
È il presidente di Palazzo Madama a dare la linea, sebbene con dichiarazioni inizialmente non univoche, forse affrettate. Che, prima, propendono per la necessità di consentire a Silvestro la sua più ampia replica – «ai questori senatori dirò di cominciare chiedendo la versione dei fatti all’interessato» – scelta improvvida e persino a svantaggio dello stesso sospettato, neanche sentito dai pm. Poco dopo, la seconda carica dello Stato si corregge drasticamente. Inversione a U completa: «Non credo che tra i nostri compiti ci sia quello di sentire l’interessato, non vogliamo interferire con l’attività della magistratura. Certo, se volesse mandare una memoria». Fuori Sala Pannini, l’aula affrescata dove il numero uno del Senato si è riunito non solo con i questori, ma anche con tutti e quattro i vicepresidenti («Ho voluto non fossero tutti maschi, ho detto apriamo a tutti, facciamo venire i vice perché tre su quattro sono donne, Rossomando, Ronzulli e Castellone»), girano varie ipotesi. Che La Russa abbia corretto il tiro dopo una telefonata di peso, con robusto stop. «Dall’alto». Ma chi? Il Colle no. Un big di Chigi, preoccupato dall’impatto che la “versione Silvestro” avrebbe avuto sull’elettorato? O vertici giudiziari, per scongiurare ingerenze involontarie con l’inchiesta di piazzale Clodio?
L’unica certezza: l’inchiesta del Senato comincia alle 12 di oggi, e partecipa tutto l’ufficio di presidenza (più plurale, saranno una ventina). Di contro, Silvestro, che neanche ieri si è fatto vedere a San Luigi dei Francesi, corre subito ad ingaggiare una grande società di comunicazione per “resettarsi” l’immagine. Profilo bassissimo, prudenza. Spunta qua e là qualche elettrice sui social, con foto di lei nello studio e didascalia: «Lui sempre professionale». Obiettivo: scongiurare qualche altra (devastante) caduta come quella scaturita dalle prime parole, di cui ha voluto chiedere scusa, sul conto della donna che lo accusa. Ma in FI sale il pressing per spingerlo all’autosospensione. A Palazzo Madama dicono molto le facce tese del segretario Tajani, con il capogruppo Costa e il questore di FdI Nastri, doppio colloquio che dura a lungo. Parla invece senza filtri, in tv, il ministro azzurro Gilberto Pichetto Fratin: «Credo che Silvestro debba fare subito una valutazione rispetto a dichiarazioni non ammissibili». Intanto spunta l’ultimo dettaglio sulla richiesta di assistenza che V. , la vittima, aveva rivolto nei mesi successivi allo studio Bongiorno, per essere seguita nella denuncia (che lo studio, oberato di lavoro, non poté accogliere). La senatrice della Lega ha spiegato: «In generale, se c’è una ipotesi di violenza, i colleghi segnalano immancabilmente la Fondazione Doppia Difesa» dove poter ottenere «ascolto e sostegno anche psicologico senza oneri». L’imprenditrice, interpellata da Repubblica, si limita a spiegare: «A me non fu suggerito. Altrimenti avrei colto subito l’aiuto, cercavo proprio quel tipo di sostegno».