ROMA - Alle 11.20 la presidente di turno Licia Ronzulli ci riprova di nuovo. “Dichiaro aperta la votazione per la verifica del numero legale”, annuncia dallo scranno più alto dell’aula del Senato. Passa qualche secondo, poi l’esito: il numero legale non c’è. Di nuovo. Per la terza volta. I banchi della maggioranza sono semivuoti. L’esame del decreto carburanti è bloccato.
La seduta viene riaggiornata alle 11.50. Ma nell’emiciclo intanto scoppia il caos. Le opposizioni attaccano maggioranza e governo. “Le scene isteriche dei senatori di Fratelli d’Italia e le facce attonite della Lega dicono tutto”, chiosa Raffaella Paita di Italia Viva. Che aggiunge: “Di fronte al caro carburanti che attanaglia gli italiani servirebbe serietà e invece questa maggioranza è in tilt, di fatto non esiste più: è uno spettacolo indecoroso, se non sono in grado di sostenere il governo togliessero il disturbo il prima possibile”.
Anche il Pd punta il dito contro la maggioranza che - dice il presidente dei se…
ROMA - Alle 11.20 la presidente di turno Licia Ronzulli ci riprova di nuovo. “Dichiaro aperta la votazione per la verifica del numero legale”, annuncia dallo scranno più alto dell’aula del Senato. Passa qualche secondo, poi l’esito: il numero legale non c’è. Di nuovo. Per la terza volta. I banchi della maggioranza sono semivuoti. L’esame del decreto carburanti è bloccato.
La seduta viene riaggiornata alle 11.50. Ma nell’emiciclo intanto scoppia il caos. Le opposizioni attaccano maggioranza e governo. “Le scene isteriche dei senatori di Fratelli d’Italia e le facce attonite della Lega dicono tutto”, chiosa Raffaella Paita di Italia Viva. Che aggiunge: “Di fronte al caro carburanti che attanaglia gli italiani servirebbe serietà e invece questa maggioranza è in tilt, di fatto non esiste più: è uno spettacolo indecoroso, se non sono in grado di sostenere il governo togliessero il disturbo il prima possibile”.
Anche il Pd punta il dito contro la maggioranza che - dice il presidente dei senatori dem Francesco Boccia - “non sta in piedi”. “Ormai - attacca - i lavori parlamentari procedono alla cieca: è dovuto intervenire il presidente La Russa in persona per richiamare all’ordine i senatori del centrodestra allo sbando. Tra poco questo governo sarà costretto a mettere la fiducia su ogni provvedimento, è evidente che non si può andare avanti così”.
I lavori fermi
Il primo intoppo alle 10.48. La seduta viene sospesa perché i senatori della maggioranza sono pochi, giusto qualche decina. L’aula viene riconvocata alle 11, ma anche questa volta il numero legale non c’è. Poi il nuovo tentativo, alle 11.20. La storia si ripete.
Alle 12,50 riparte la conta. Questa volta la seduta è presieduta da Ignazio La Russa. Nuova verifica: il numero legale c’è. I lavori riprendono. E il decreto viene approvato per alzata di mano.
ll decreto
Il provvedimento all’esame dell’aula contiene gli sconti sui carburanti approvati dal governo nelle scorse settimane. Il taglio delle accise su benzina e diesel è stato progressivamente ridotto. L’ultima proroga prevede uno sconto di 6,1 centesimi al litro, fino al 3 luglio.