«È molto opportuno che l’Unione europea – nei confronti dell’Ucraina e della Russia – si presenti con una voce sola». Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso della colazione di lavoro con la premier Giorgia Meloni e diversi ministri in vista del Consiglio europeo. Qualche ora prima, alla Camera, la premier aveva invocato «una figura autorevole, investita della fiducia e del mandato di tutti gli Stati membri per portare il punto di vista dell’Europa» nel negoziato con Russia e Ucraina. Fatalmente l’argomento è finito sul tavolo della tradizionale colazione di lavoro che precede il Consiglio europeo. C’era mezzo governo: i ministri Tajani, Piantedosi, Crosetto, Urso, Lollobrigida, Pichetto Fratin, Foti, il sottosegretario Mantovano.
A chi potrebbe toccare? Da tempo si fa il nome di Mario Draghi. Che certo avrebbe le carte in regola. Un altro nome che circola è quello del presidente del Consiglio Ue, Antonio Costa. In ambienti di governo si vedrebbe di buon occhi…
«È molto opportuno che l’Unione europea – nei confronti dell’Ucraina e della Russia – si presenti con una voce sola». Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso della colazione di lavoro con la premier Giorgia Meloni e diversi ministri in vista del Consiglio europeo. Qualche ora prima, alla Camera, la premier aveva invocato «una figura autorevole, investita della fiducia e del mandato di tutti gli Stati membri per portare il punto di vista dell’Europa» nel negoziato con Russia e Ucraina. Fatalmente l’argomento è finito sul tavolo della tradizionale colazione di lavoro che precede il Consiglio europeo. C’era mezzo governo: i ministri Tajani, Piantedosi, Crosetto, Urso, Lollobrigida, Pichetto Fratin, Foti, il sottosegretario Mantovano.
A chi potrebbe toccare? Da tempo si fa il nome di Mario Draghi. Che certo avrebbe le carte in regola. Un altro nome che circola è quello del presidente del Consiglio Ue, Antonio Costa. In ambienti di governo si vedrebbe di buon occhio il popolare Manfred Weber. Bruxelles ha già fatto capire che non può essere Gerhard Schroeder, l’ex cancelliere tedesco: è in stretti rapporti con Putin. Difficile che l’inviato sia espressione di uno dei Paesi baltici, i più distanti da Mosca. Ma potrebbe venire da una piccola cancelleria, non uno dei ‘big’ dell’Unione. In ogni caso quello emerso sull’asse Quirinale Palazzo Chigi è un intendimento - un metodo - non certo un totonomi. E la conferma di un forte sostegno all’Ucraina che arriva dopo un nuovo attacco dell’ambasciatore russo in Italia al capo dello Stato, proprio per il suo fermo supporto.
Il pranzo è arrivato alla vigilia di altri importanti appuntamenti. Non c’è soltanto il Consiglio Ue del 18 e 19 giugno. In agenda ci sono anche il G7, il vertice Nato e il bilaterale con la Francia. Quindi si è fatta una ricognizione più ampia. Nel corso della colazione di lavoro il presidente ha ascoltato anche la relazione del ministro della Salute Orazio Schillaci su Ebola. È stata poi decisa la data della conferenza sulla droga a San Patrignano. Si terrà il 23 ottobre.
In mattinata, al Quirinale, il presidente aveva ricevuto il presidente della Corea del Sud, Lee Jae Myung. Tre anni fa Mattarella visitò Seul. Un legame solido, anche da un punto di vista commerciale. E culturale: il presidente coreano dopo Roma andrà a Firenze a vedere gli Uffizi. I due capi di Stato a mezzogiorno si sono presentati al cospetto della stampa. «Abbiamo parlato della chiusura dello stretto di Hormuz - ha detto Mattarella - auspicando una sollecita definizione che consenta la riapertura completa di quell’importante braccio di mare, anche per evitare che si consolidi il precedente di Paesi rivieraschi che bloccano i passaggi marittimi, più impegnativi e ristretti, paralizzando l’intera rete di commercio internazionale a danno di tutte le popolazioni, anche di coloro che attivano questi blocchi e questi ostacoli». Poi Mattarela ha indicato la via maestra: «Il presidente Lee, quando ha assunto l’incarico, si è rivolto ai concittadini argomentando che nonostante la pace costi così tanto, nessuna guerra è migliore della pace. Ha aggiunto che una pace che non richiede combattimenti è la forma più sicura di sicurezza. Sono concetti che condivido, e sottoscrivo». A sera, alla cena al Colle, Mattarella ha ricordato che «le difficoltà e i rischi posti oggi alla sicurezza e al benessere internazionali, anche dei nostri Paesi, sono sotto gli occhi di tutti. Occorre affrontarli con determinazione».