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Schlein e Conte, appello all’unità: “Dialogo tra i centristi”

Giuseppe Conte ed Elly Schlein 

 (ansa)

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Onorato lancia Progetto civico Italia, ci sono i leader della coalizione tranne Iv. La segretaria: “Scriviamo il programma”
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ROMA – Mille amministratori nella sala agghindata tipo convention americana, Achille Lauro a tutto volume, poi un ragazzo invita i presenti a sventolare le bandiere chiamando la ola come negli studi televisivi. Ci sono i leader del centrosinistra, salvo Matteo Renzi, al Palazzo dei congressi all’Eur per battezzare la nascita di Progetto civico Italia, il movimento degli amministratori fondato da Alessandro Onorato, 41 anni, assessore al turismo a Roma. Gaia Tortora, che presenta dal palco, gli chiede conto dell’assenza del leader di Italia viva, che invitato non si è presentato. Quindi è l’unico che manca nella fotografia di gruppo. «Oggi Renzi non c’è, non è che posso mettere la foto», risponde un po’ piccato Onorato.

Dai “grandi” viene l’invito a volersi bene. «Tante realtà del centro vogliono portare un contributo. So che non è facile unire e convergere, soprattutto quando c’è chi pensa che l’unità vada fatta a casa sua. Io vi invito a parlarvi, a dialogare», è lo sprone che arriva…

ROMA – Mille amministratori nella sala agghindata tipo convention americana, Achille Lauro a tutto volume, poi un ragazzo invita i presenti a sventolare le bandiere chiamando la ola come negli studi televisivi. Ci sono i leader del centrosinistra, salvo Matteo Renzi, al Palazzo dei congressi all’Eur per battezzare la nascita di Progetto civico Italia, il movimento degli amministratori fondato da Alessandro Onorato, 41 anni, assessore al turismo a Roma. Gaia Tortora, che presenta dal palco, gli chiede conto dell’assenza del leader di Italia viva, che invitato non si è presentato. Quindi è l’unico che manca nella fotografia di gruppo. «Oggi Renzi non c’è, non è che posso mettere la foto», risponde un po’ piccato Onorato.

Dai “grandi” viene l’invito a volersi bene. «Tante realtà del centro vogliono portare un contributo. So che non è facile unire e convergere, soprattutto quando c’è chi pensa che l’unità vada fatta a casa sua. Io vi invito a parlarvi, a dialogare», è lo sprone che arriva dalla segretaria del Pd Elly Schlein. L’invito all’unità è ribadito anche da Giuseppe Conte, con toni manifestamente concilianti: «Tocca a noi rilanciare l’Italia, lavorando insieme, con amicizia, rispetto, lealtà, condivisione. A destra ci sono forze che lavorano insieme da tempo pur nelle grandissime diversità, più di quelle del campo progressista. Occorre avere la fiducia dei compagni di viaggio, rispettando l’autonomia di ciascuno, senza alimentare le tentazioni egemoniche di qualcuno sull’altro». La campagna elettorale impone il volemose bene. La destra, specie se Vannacci andrà con Meloni, fa paura. Occorre non ripetere gli errori del 2022, quando la sinistra marciò disunita, consegnando il Paese al melonismo.

Quindi anche questo partito neonato, che ha come acronimo Pci, può portare il suo mattone. Onorato è ambizioso. Parla per più di un’ora, esponendo un programma di governo: fisco, sanità, famiglia, giovani, burocrazia, legge elettorale. «Preferenze!» gli urlano dalla sala. Da oggi parte una raccolta di firme in cento città. No alla patrimoniale, ammonisce Onorato, strizzando l’occhio ai moderati del centrosinistra.

Sala piena come un uovo. Sono sindaci che si sentono di centrosinistra, ma senza aderire ad alcun partito. Onorato e Conte ringraziano Goffredo Bettini, che guarda con simpatia all’operazione. C’è il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, non quella di Genova, Silvia Salis. In prima fila, oltre a Schlein e Conte, anche Riccardo Magi, il socialista Enzo Maraio, Giorgio La Malfa, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni in videocollegamento. «La vostra esperienza amministrativa ci aiuterà a scrivere proposte concrete, accanto alla sanità difendiamo la scuola pubblica» spiega Schlein. «Dopo l’estate ci ritroveremo per scrivere il programma» promette Conte. Manfredi cita l’espressione cara a Mitterrand della «forza calma» contrapposta al populismo xenofobo. The final countdown parte a palla dagli altoparlanti. «Siete bellissimi, siamo moltitudine», si entusiasma Onorato. «Se si faranno le primarie ci saremo».

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