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Nasce il partito nero di Vannacci: “Orgogliosi di essere la feccia. Noi vera destra contro Ursula”

L'assemblea costituente di Futuro nazionale

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L’ex generale: “In Parlamento abbiamo la sporca dozzina, fuori ci siamo noi i figli di nessuno, ma siamo contenti e fieri”

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ROMA – Chiama a raccolta gli estremisti, quelli che lui definisce «la feccia», e chi non si riconosce più nei partiti che oggi governano: «Vorranno dimostrare che noi tutti siamo i figli di nessuno, lo scarto. Voglio tranquillizzarli: noi oggi rappresentiamo la feccia e siamo orgogliosi di esserlo».

Roberto Vannacci dal palco dell’auditorium della Conciliazione dipinge i 1700 delegati di Futuro nazionale e tutti gli iscritti come i reietti della società, i perseguitati dalla stampa e dagli ex alleati di governo. «In Parlamento abbiamo la sporca dozzina, fuori ci siamo noi — dice l’ex generale — i figli di nessuno, ma siamo contenti e fieri, fierissimi, di esserlo». Poi invita la platea ad alzarsi in piedi e a raccogliersi in preghiera. Legge ai presenti l’invocazione dei paracadutisti francesi: «Con la forza e la fede andremo avanti, il resto lo conquisteremo da soli», scandisce.

Il comandante, anche così viene chiamato dai suoi fedelissimi, si professa poi guardiano del sovranismo e della cittadinanza: «L’Italia agli italiani». Un motto ripescato dal vecchio repertorio salviniano e che in tanti, qui, hanno già sentito e pronunciato. Il programma politico di Futuro nazionale ha quindi un filo conduttore molto chiaro: siamo noi la destra autentica, loro i traditori. Soprattutto Lega e Fratelli d’Italia che governano con Antonio Tajani, unico leader di cui l’ex generale fa nome e cognome attaccandolo perché ha votato in Europa a favore della patrimoniale così da «dare altri soldi all’Unione europea. E io sarei quello che fa la stampella alla sinistra?», chiede l’europarlamentare rivolgendosi senza nominarla a Giorgia Meloni che in Aula alla Camera qualche giorno fa aveva accusato Fn di fare il gioco delle opposizioni votando con loro contro la fiducia al governo.

Ma questa è solo una delle tante provocazioni. D’altronde l’incipit del suo discorso rivolto ai suoi dice tanto: «Allacciate le cinture e tenetevi stretti, non risparmierò nessuno. Ce ne è per tutti». Perfino per FdI che ha difeso Meloni quando il 5 stelle Francesco Silvestri ha descritto Meloni con le “ginocchiere”. Per Vannacci «non è sessismo».

Tiene il palco per oltre un’ora in camicia bianca e con l’ascia bipenne appesa al collo: «Ci hanno definito gli “utili idioti”. Ma perché dovrei allearmi con questa destra che continua a portare avanti l’agenda Draghi, il Green deal o il debito comune?». Gli attacchi più duri sono per Forza Italia e ancora per Meloni anche sul fronte europeo: «Questo governo supporta la rinsecchita Von der Leyen in Europa, dove c’è un accordo tra Popolari e Socialisti».

La questione immigrazione Vannacci la sbatte in faccia alla Lega: «Il termine remigrazione è in uso grazie a me. In Italia ci sono 530 mila clandestini entrati illegalmente. Sono io Stato sovrano che decido quante persone entrano legalmente. Nel momento attuale, non ne deve entrare nessuno».

Il segretario forzista è uno dei pochi ministri a rispondere e sposa la linea della presidente del Consiglio definendo Fn «la quinta colonna della sinistra» e aggiunge: «Io non ho paura mai di nessuno». Il collega meloniano Francesco Lollobrigida, anche alla luce degli attacchi di Vannacci, avverte: «Oggi non è all’ordine del giorno alcuna alleanza». Ancora più ostico Maurizio Lupi di Noi moderati: «Lui è agli antipodi rispetto alla nostra visione». Commenti tranchant e ovviamente più duri tra i leghisti. Edoardo Rixi ammette di essere «preoccupato perché, se il centrodestra dovesse prendere Vannacci, rischia di avere un problema politico interno. Chi tradisce una volta tradisce sempre». Gian Marco Centinaio paragona Fn «ai grillini ai tempi del Vaffa day».

Alla fine, nonostante gli attacchi feroci, ecco ancora Vannacci: «Ritorno nel centrodestra? Non ho mai detto la parola “mai”». Una porticina è sempre aperta. Anche se intanto apre a Casa Pound e continuerà a pescare deputati tra Lega, FI e FdI.

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