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Vannacciani delusi per le poltrone, l’assemblea di Fn finisce in rissa: “Tra camerati funziona così”

La giornata conclusiva dell'assemblea costituente di Futuro Nazionale (agf)

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Finale tra spintoni e sberle. Il motivo: la comunicazione che non verranno nominati coordinatori regionali e l’esclusione di alcuni personaggi che si ritenevano con il posto assicurato nel parlamentino
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Le urla, gli spintoni, e anche qualche sberla. "Una sana ordalia, è lo spirito ardito, tra camerati è normale dialettica: nel Msi ci si davano le sediate, poi si andava a bere una birra insieme", conferma divertito un testimone oculare. C’è anche chi platealmente ha strappato la tessera.

È stato questo il finale della due giorni fondativa di Futuro nazionale a Roma, lontano dagli occhi indiscreti dei cronisti; un esito meno ovattato rispetto agli slogan dal palco ad uso e consumo dei social, forse più vivo rispetto a ciò che si muove dietro le quinte.

Da 36 ore nei vari gruppi territoriali di Fn non si parla d'altro del grande scazzo conclusivo, nella serata di domenica, e che ha avuto una ragione semplice: la comunicazione che non verranno nominati coordinatori regionali. E poi è successo che dentro l'assemblea nazionale sono rimasti fuori personaggi che si ritenevano con il posto assicurato nel parlamentino di Fn. Uno dei più agitati è stato il consigliere regionale ex Lega Stefano…

Le urla, gli spintoni, e anche qualche sberla. "Una sana ordalia, è lo spirito ardito, tra camerati è normale dialettica: nel Msi ci si davano le sediate, poi si andava a bere una birra insieme", conferma divertito un testimone oculare. C’è anche chi platealmente ha strappato la tessera.

È stato questo il finale della due giorni fondativa di Futuro nazionale a Roma, lontano dagli occhi indiscreti dei cronisti; un esito meno ovattato rispetto agli slogan dal palco ad uso e consumo dei social, forse più vivo rispetto a ciò che si muove dietro le quinte.

Da 36 ore nei vari gruppi territoriali di Fn non si parla d'altro del grande scazzo conclusivo, nella serata di domenica, e che ha avuto una ragione semplice: la comunicazione che non verranno nominati coordinatori regionali. E poi è successo che dentro l'assemblea nazionale sono rimasti fuori personaggi che si ritenevano con il posto assicurato nel parlamentino di Fn. Uno dei più agitati è stato il consigliere regionale ex Lega Stefano Valdegamberi, che si è visto soppiantare da un conterraneo, un deputato anche lui uscito dal Carroccio, cioè Gianangelo Bof.

Vista la cattiva parata il coordinatore del partito, Massimiliano Simoni, ha intanto annunciato che l'assemblea nazionale si allarga: da 100 a 120 membri. Quanto a Roberto Vannacci, il generale in congedo ha appaltato tali questioni più terra-terra, quindi anche domenica si è prontamente allontanato. Beghe che non ha tempo e voglia di dirimere, oggi Fn è un vascello che sembra navigare bello sereno verso l'orizzonte e in tanti stanno cercando di salire a bordo, per la soddisfazione del comandante che vede per intanto sgretolarsi la Lega.

Di sicuro l'organizzazione interna va ancora messa pienamente a punto. Oltre 100 mila iscritti in poche settimane, piccoli gruppi organizzati sui territori difficili da monitorare, notabili che arrivano da altri partiti della destra e applicano vecchi metodi per cercare di conquistare maggior peso interno. Anche in questo senso è molto atteso Gianni Alemanno. L'ex sindaco di Roma, ed esponente di lunga data del mondo missino e post, a breve uscirà dal carcere. E può portare con sé l'esperienza necessaria per assestare la brigata di "sporche dozzine". Bisognerà solo capire se Vannacci avrà voglia di ritrovarsi accanto qualcuno che gli possa fare uno spicchio di ombra.

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