I soldi stanno arrivando sui conti correnti degli agricoltori italiani, e bene così. Solo che insieme al saldo dei contributi Pac, la Politica agricola comune finanziata dall'Unione europea, c’è una lettera firmata dal direttore di Agea, Fabio Vitale, fedelissimo del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida (FdI). Un testo che, oltre a illustrare il lavoro dell'agenzia, contiene un esplicito elogio dell'operato dell'esecutivo: «Il governo Meloni è quello che ha destinato più risorse al settore agricolo nella storia repubblicana: oltre 16 miliardi di euro».
Il passaggio è dunque inserito in una comunicazione inviata da un ente pubblico non economico che opera sotto la vigilanza del ministero dell'Agricoltura e che gestisce l'erogazione di finanziamenti europei e nazionali destinati al comparto agroalimentare. Contributi che non rappresentano una concessione discrezionale della politica, ma sono piuttosto diritti maturati sulla base di procedure e criteri stabiliti dalla normativa europea.
Nel testo, Vitale ricorda che «negli ultimi tre anni l'Agenzia ha erogato oltre 15,3 miliardi di euro» e rivendica il lavoro svolto per rendere «i processi amministrativi più rapidi, semplici e trasparenti». Fin qui una tradizionale comunicazione istituzionale. Ma dopo il registro cambia: «L’attività dell'agenzia (...) è stata fin da subito sincronizzata con le politiche decise dal ministro dell'Agricoltura», si legge. Fino alla rivendicazione più politica sul lavoro del governo, citata prima, e l’augurio: «I risultati raggiunti non sono un punto di arrivo, ma l'inizio di un percorso che vogliamo continuare insieme, perché il lavoro non è finito qui e c'è ancora molto da fare».
Vitale, nominato alla guida di Agea nel dicembre del 2022 da Lollobrigida e recentemente confermato nell'incarico fino al 2028, è considerato uno degli uomini più vicini al titolare del Masaf. Ex dirigente Inps, è entrato anche nel consiglio di amministrazione dell'Istituto previdenziale. Nei mesi scorsi il suo nome è stato associato a polemiche relative alla promozione della moglie, Alessia Rimmaudo, a capo della direzione Investimenti e Partecipate dell'Inps.
Poi Agea è finita al centro dell'attenzione anche per una serie di assunzioni – come raccontato da Marco Billeci su Fanpage - che hanno riguardato ex candidati di Fratelli d'Italia, figli di dirigenti del partito ed esponenti di Gioventù nazionale. Procedure pubbliche e senza elementi che facessero ipotizzare irregolarità, ma che hanno alimentato interrogativi sull'opportunità di una forte concentrazione di figure riconducibili all'area politica di riferimento del ministro.
Ora, con la lettera inviata ai percettori dei fondi Pac, si apre un altro fronte. Una cosa è informare i beneficiari sullo stato delle pratiche o sulle innovazioni introdotte dall'agenzia; altra cosa è utilizzare un canale istituzionale collegato all'erogazione di risorse pubbliche per attribuire all’esecutivo di centrodestra un merito politico. Soprattutto quando i fondi in questione derivano in larga misura dalla Politica agricola comune europea e vengono distribuiti attraverso delle procedure amministrative. Lo scorso marzo il capogruppo al Senato del Pd, Francesco Boccia, aveva chiesto al governo che l'Agea tornasse «ad essere una struttura trasparente e imparziale»: come non detto.
Opposizione: “Lollobrigida riferisca in Parlamento”
Sulla questione intervengono i partiti di opposizione, con una nota dei capigruppo al Senato Luca Pirondini (M5S), Francesco Boccia (Pd), Raffaella Paita (Iv), Peppe De Cristofaro (Avs), chiedendo che Lollobrigida riferisca in parlamento: “È gravissimo che una struttura pubblica come Agea, chiamata a gestire con imparzialità l’erogazione dei fondi destinati agli agricoltori, venga utilizzata per diffondere messaggi di propaganda politica a favore del governo. I contributi della politica agricola comune non sono una concessione discrezionale dell’esecutivo né un favore della maggioranza di turno. Sono risorse europee e diritti maturati dagli agricoltori sulla base di regole e procedure definite dall’Unione europea. Chiediamo al ministro Lollobrigida di riferire immediatamente in Parlamento. Gli agricoltori italiani hanno diritto a ricevere i fondi che spettano loro senza essere trasformati nei destinatari di messaggi celebrativi del governo. Le istituzioni appartengono ai cittadini, non alla maggioranza che temporaneamente le governa. Agea deve tornare ad essere ciò che dovrebbe sempre essere: una struttura imparziale, trasparente e al servizio esclusivo dell’interesse pubblico”.