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Case di Comunità, 40 euro l’ora ai medici di famiglia che ci lavoreranno. Operazione da 110 milioni

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Il cambio della convenzione dei dottori, deciso dopo il tramonto della riforma, porterà a un esborso extra per le casse della sanità
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Costerà oltre 110 milioni di euro far lavorare i medici di famiglia nelle Case di Comunità. Dopo il tramonto della riforma proposta dalle Regioni e dal ministro alla Salute Orazio Schillaci, che prevedeva l’utilizzo dei professionisti nei maxi ambulatori durante il loro orario di lavoro, si è optato per una modifica della convenzione dei dottori. E quindi il sistema sanitario deve pagare ai medici una sorta di “straordinario” per attività svolta fuori dal normale orario di lavoro.

Circa mille strutture

Dopo la decisione del centrodestra di bloccare la propria riforma, si è deciso di scrivere un nuovo accordo di programma. L’idea è quella di modificare la convenzione dei medici di famiglia, si prevede che i dottori ricevano 40 euro l’ora per lavorare nelle case di comunità “fino a 6 ore la settimana” (cioè teoricamente anche zero ore). L’idea è di avere “almeno un” camice bianco sempre presente per persone che hanno problemi che non richiedono il pronto soccorso, ma hanno bisogno di u…

Costerà oltre 110 milioni di euro far lavorare i medici di famiglia nelle Case di Comunità. Dopo il tramonto della riforma proposta dalle Regioni e dal ministro alla Salute Orazio Schillaci, che prevedeva l’utilizzo dei professionisti nei maxi ambulatori durante il loro orario di lavoro, si è optato per una modifica della convenzione dei dottori. E quindi il sistema sanitario deve pagare ai medici una sorta di “straordinario” per attività svolta fuori dal normale orario di lavoro.

Circa mille strutture

Dopo la decisione del centrodestra di bloccare la propria riforma, si è deciso di scrivere un nuovo accordo di programma. L’idea è quella di modificare la convenzione dei medici di famiglia, si prevede che i dottori ricevano 40 euro l’ora per lavorare nelle case di comunità “fino a 6 ore la settimana” (cioè teoricamente anche zero ore). L’idea è di avere “almeno un” camice bianco sempre presente per persone che hanno problemi che non richiedono il pronto soccorso, ma hanno bisogno di una risposta. Significa che vanno fatti turni di 12 ore in ogni Casa di Comunità, dove poi la notte e nel weekend entra in servizio la guardia medica. I medici servono per 5 giorni alla settimana per 48 settimane. Le strutture dove va assicurata la copertura, secondo il ministero alla Salute, sono circa mille in Italia. Quindi, facendo il calcolo vengono circa 115 milioni di euro di spesa. Ovviamente se il medico in turno è uno alla volta nelle Case di Comunità. Se ci fosse bisogno di una copertura maggiore, servirebbero più soldi.

Il lavoro nelle Regioni

Mentre a Roma si discute della convenzione nazionale, con una modifica fatta rapidamente per rispettare il termine del 30 giugno posto dal Pnrr, le Regioni scrivono accordi locali con i medici di famiglia. Ce ne sono alcune, come Emilia-Romagna, Toscana e Liguria, che hanno già siglato patti per avere medici di famiglia nelle Case di Comunità. In molte di queste strutture ci sono più professionisti, che hanno i loro studi nella stessa sede e seguono i loro assistiti. Un modello molto più solido di quello che in certe realtà locali porterà, sulla base della nuova convenzione, ad avere un solo dottore per turno dentro la Casa di Comunità. Tra l’altro usando risorse che potevano servire a fare assunzioni o comunque altri investimenti sull’attività territoriale.

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