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Legge elettorale, l’opposizione: serve più tempo

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Lettera a Fontana: impossibile concludere l’iter entro il 26 giugno o al più tardi il 29
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È ancora scontro sui tempi di esame del Melonellum alla Camera. Ieri il presidente della commissione Affari costituzionali Nazario Pagano ha annunciato il contingentamento degli interventi in discussione: 3 minuti per dichiarazione di voto. La ragione: «Abbiamo esaminato, ad oggi, 10 proposte emendative in 10 ore e 40 minuti di seduta». Troppo poco per concludere l’iter entro il 26 giugno o al più tardi il 29, come prevede il calendario.

Le opposizioni — dopo un botta e risposta tra Pagano e il dem Federico Fornaro — hanno scritto una lettera al presidente di Montecitorio Lorenzo Fontana per protestare e rinviare l’approdo in assemblea. Tanto più che la commissione si fermerà nel weekend — diversamente dalla previsione iniziale — a causa della fiducia che verrà posta domani sul piano casa (e che comporterà l’interruzione delle votazioni).

Nel frattempo la maggioranza ha approvato due dei quattro emendamenti presentati al testo: il primo prevede che anche i voti del Trentino Alto Adige…

È ancora scontro sui tempi di esame del Melonellum alla Camera. Ieri il presidente della commissione Affari costituzionali Nazario Pagano ha annunciato il contingentamento degli interventi in discussione: 3 minuti per dichiarazione di voto. La ragione: «Abbiamo esaminato, ad oggi, 10 proposte emendative in 10 ore e 40 minuti di seduta». Troppo poco per concludere l’iter entro il 26 giugno o al più tardi il 29, come prevede il calendario.

Le opposizioni — dopo un botta e risposta tra Pagano e il dem Federico Fornaro — hanno scritto una lettera al presidente di Montecitorio Lorenzo Fontana per protestare e rinviare l’approdo in assemblea. Tanto più che la commissione si fermerà nel weekend — diversamente dalla previsione iniziale — a causa della fiducia che verrà posta domani sul piano casa (e che comporterà l’interruzione delle votazioni).

Nel frattempo la maggioranza ha approvato due dei quattro emendamenti presentati al testo: il primo prevede che anche i voti del Trentino Alto Adige e della Valle d’Aosta contribuiscano al calcolo nazionale per l’assegnazione del premio di maggioranza; il secondo precisa che il bottino di parlamentari extra «è assegnato a liste circoscrizionali».

Ieri ci sono state ancora scintille anche sulle preferenze. Il relatore leghista del Melonellum Igor Iezzi ha ribadito che «un emendamento di maggioranza» sul tema «non c’è: noi siamo contrari». E se passassero? «Non credo — ha risposto il deputato del Carroccio ai dem — perché conterete i voti e vi accorgerete che lo stesso Pd voterà contro le preferenze».

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