ROMA – La telefonata di Matteo Salvini è arrivata. Dai toni ancora più perentori del solito. Il segretario leghista si gioca stavolta l’osso del collo, politicamente parlando, e la trappola preparata gli è chiarissima. «Tutti a Treviso, nessuna defezione: guai a farsi mettere i piedi sulla testa dai governatori». Destinatari, i suoi pretoriani. Per lo più i fedelissimi dell’ala sudista guidata da…