Schlein vede i leader Ue e rilancia sul campo largo: “Non ho mai messo veti”
di Serena RiformatoROMA – «L’alleanza progressista è già più larga, l’abbiamo costruita nei tanti comuni e nelle tante regioni dove governiamo insieme senza problemi». Da Bruxelles – dove ha incontrato Ursula von der Leyen, Antonio Costa e Pedro Sánchez – la segretaria del Pd Elly Schlein tenta di disinnescare le polemiche domestiche scaturite dal pranzo a quattro con i co-leader di Avs Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni e il presidente 5S Giuseppe Conte. Assenti (non invitati) i centristi. Ma solo per ora, garantisce la dem intervistata da Tagadà su La7: «Mai messo veti. Il programma lo scriveremo tutti insieme da settembre». Messaggio e tempistiche chiare per sopire le preoccupazioni della minoranza riformista del suo partito. E così troncare quello che Fratoianni definisce un «dibattito surreale». «Nessuna preclusione per il centro – ripete Bonelli – ma aspettiamo che facciano una sintesi tra le cinque forze che ci sono nel Paese». Un progetto a cui promette di dedicarsi anche il segretario di +Europ…
ROMA – «L’alleanza progressista è già più larga, l’abbiamo costruita nei tanti comuni e nelle tante regioni dove governiamo insieme senza problemi». Da Bruxelles – dove ha incontrato Ursula von der Leyen, Antonio Costa e Pedro Sánchez – la segretaria del Pd Elly Schlein tenta di disinnescare le polemiche domestiche scaturite dal pranzo a quattro con i co-leader di Avs Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni e il presidente 5S Giuseppe Conte. Assenti (non invitati) i centristi. Ma solo per ora, garantisce la dem intervistata da Tagadà su La7: «Mai messo veti. Il programma lo scriveremo tutti insieme da settembre». Messaggio e tempistiche chiare per sopire le preoccupazioni della minoranza riformista del suo partito. E così troncare quello che Fratoianni definisce un «dibattito surreale». «Nessuna preclusione per il centro – ripete Bonelli – ma aspettiamo che facciano una sintesi tra le cinque forze che ci sono nel Paese». Un progetto a cui promette di dedicarsi anche il segretario di +Europa Riccardo Magi che, come Matteo Renzi, martedì era stato cordialmente avvisato da Schlein del rendez-vous (senza di loro) alla romana Hostaria Costanza.
La leader dem – che martedì prossimo riaffermerà l’afflato unitario davanti alla direzione del partito al Nazareno – ha dedicato gli ultimi due giorni a tessere la sua rete europea. Con il presidente del Consiglio Ue Antonio Costa, ieri a Bruxelles, ha discusso e caldeggiato la candidatura dell’ex pd Maurizio Martina al vertice della Fao (insidiato da una contro-candidatura spagnola). E con la presidente della Commissione von der Leyen, invece, ha ribadito l’ineludibilità e urgenza di rafforzare gli investimenti comuni. Con una punta critica: «Il bilancio dell’Ue non ha tutte le risorse che servono per affrontare le sfide per il futuro». La richiesta, rivolta ai capi di Stato e di governo riuniti per il Consiglio Ue in corso, è aprire con più decisione al debito comune: come si è fatto per Kiev, argomenta la segretaria Pd, si può fare anche per l’industria, le politiche sociali e l’efficientamento energetico.
L’attacco più duro però Schlein lo rivolge ai Popolari: in Europa sostengono la maggioranza Ursula bis con i Socialisti e i Liberali, e tuttavia ieri hanno votato il nuovo regolamento rimpatri con le destre-destre, ovvero i Conservatori, i patrioti e i sovranisti di Esn. «Non è accettabile che vi siano più maggioranze dentro al Parlamento Ue», lamenta la leader dem, definendo «vergognose» le immagini degli eurodeputati del Ppe che hanno festeggiato con i cori “rimandiamoli indietro” l’approvazione delle nuove norme sui migranti. Pessime, secondo i dem, contrari al provvedimento: «Non è una vittoria di Giorgia Meloni, è una resa all’idea che ci si limiti a mandare fuori le persone, che vuol dire violarne i diritti fondamentali e importare in Europa il modello dell’Ice di Trump». Tant’è che nel nuovo regolamento «c’è anche la possibilità di fare perquisizioni senza nemmeno il mandato».