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Il sorpasso di Vannacci terremota la Lega. Salvini pensa a Milano

Matteo Salvini agli Stati Generali dei Trasporti e della Logistica di Confindustria

 

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Per la prima volta un sondaggio (Youtrend per Sky) registra il balzo in avanti del generale che gongola: “Tutto previsto”
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ROMA – Una foto de “Il Sorpasso”, il film monumento di Dino Risi, che raffigura Vittorio Gassman e Jean-Louis Trintignant alla guida. Futuro nazionale, il partito di Roberto Vannacci, celebra con questa immagine sui social il sondaggio di Youtrend per Sky Tg24 che ieri ha certificato il sorpasso della compagine del generale (5,9%) sulla Lega (5,8%). Le intenzioni di voto, a un anno dalle urne, sono come il calcio d’agosto. Fanno sognare. Ma allo stesso tempo è difficile ignorarne la novità, rimbalzata subito in Parlamento per la preoccupazione del centrodestra. Vannacci riempie le sale – domani a Firenze farà una passeggiata identitaria –, attira le attenzioni della stampa estera (da ultimo il Financial Times), e costringe la premier Giorgia Meloni a occuparsene nelle conferenze stampa. È in calo, oltre alla Lega, anche il Movimento 5 stelle (dato al 12,1%), autorizzando le congetture di chi pensa che alla fine l’estrema destra potrebbe rubare consensi sia a Matteo Salvini che a Giuse…

ROMA – Una foto de “Il Sorpasso”, il film monumento di Dino Risi, che raffigura Vittorio Gassman e Jean-Louis Trintignant alla guida. Futuro nazionale, il partito di Roberto Vannacci, celebra con questa immagine sui social il sondaggio di Youtrend per Sky Tg24 che ieri ha certificato il sorpasso della compagine del generale (5,9%) sulla Lega (5,8%). Le intenzioni di voto, a un anno dalle urne, sono come il calcio d’agosto. Fanno sognare. Ma allo stesso tempo è difficile ignorarne la novità, rimbalzata subito in Parlamento per la preoccupazione del centrodestra. Vannacci riempie le sale – domani a Firenze farà una passeggiata identitaria –, attira le attenzioni della stampa estera (da ultimo il Financial Times), e costringe la premier Giorgia Meloni a occuparsene nelle conferenze stampa. È in calo, oltre alla Lega, anche il Movimento 5 stelle (dato al 12,1%), autorizzando le congetture di chi pensa che alla fine l’estrema destra potrebbe rubare consensi sia a Matteo Salvini che a Giuseppe Conte. Per il resto Fratelli d’Italia è sempre in testa, al 27,8%. Segue il Pd, al 22,2. Il centrosinistra – secondo queste intenzioni di voto – sarebbe di poco avanti sia nel caso in cui il centrodestra corresse separato da Futuro Nazionale, sia che lo inglobasse.

Futuro nazionale ha guadagnato un punto e mezzo in due settimane. «Non ci sorprende» giura Massimiliano Simoni, il numero due di Vannacci. «Basta vivere quotidianamente le nostre attività per capire l’entusiasmo che c’è. La gente è stufa, vuole cambiare questo mondo al contrario. Sono sicuro che nelle prossime settimane il trend sarà sempre più a nostro favore». Simoni è sicuro di intercettare il mondo giovanile e di pescare pure nelle vaste praterie degli astensionisti. Su Facebook si esulta come dopo una vittoria al Mondiale: «E adesso acceleriamo».

Nella Lega come l’hanno presa? «Questi non sono sondaggi ma trovate di marketing» minimizza il capogruppo del Carroccio in commissione Affari costituzionali, Igor Iezzi, fedelissimo di Salvini. «Non temiamo sfide da parte di chi ieri era al governo, tanto da avere addirittura sottosegretari nell’esecutivo Draghi, e oggi vota insieme a Fratoianni, Bonelli, Conte e Schlein contro il governo di centrodestra». E Massimiliano Romeo, il capogruppo al Senato, intercettato dai giornalisti a margine di un convegno: «Siamo un po’ stanchi tutti i giorni di guardare i sondaggi di Vannacci. Noi siamo qui per lavorare, siamo al governo, e la nostra preoccupazione è quella di dare risposte ai cittadini». Ma l’apprensione rimane.

Salvini intanto si rifugia nella sua Milano. Domani saranno allestiti 40 gazebo leghisti per provare a scegliere il candidato sindaco. I pronostici sono tutti per lui, il Capitano, che confida così in una via di fuga dai guai romani. Chiede il plebiscito, per provare ad uscire dall’angolo. Ma folta è la concorrenza. La Russa spinge per Maurizio Lupi, Forza Italia vuole un civico, Paolo Berlusconi caldeggia Guido Bertolaso.

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