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Lega, oggi la conta per Salvini. Zaia e Fedriga saranno al vertice di lunedì

(ansa)

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Al via a Milano le primarie per il candidato sindaco: il vicepremier in campo. Piantedosi ricevuto da Mattarella
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ROMA – Sono infuriati ma lunedì ci saranno anche loro. I governatori parteciperanno alla prima riunione del tavolo di coordinamento programmata da Matteo Salvini per «affrontare le principali questioni di interesse nazionale che riguardano direttamente i territori». È la mossa studiata dal segretario leghista, dopo settimane di trattative, sperando così di assecondare le richieste di rinnovamento arrivate dal fronte del Nord.

«Non è un tavolo, è un tavolino», è invece il commento a caldo dei detrattori del vicepremier. Non ci saranno nuovi vicesegretari né tantomeno sarà modificato lo statuto sul modello federalista dei due partiti conservatori tedeschi, Cdu/Csu. Ed è per queste ragioni che la Lega, nonostante i tentativi distensivi di Salvini, rischia di restare in un’impasse. Con Futuro nazionale che continua a stargli con il fiato sul collo crescendo nei sondaggi.

ROMA – Sono infuriati ma lunedì ci saranno anche loro. I governatori parteciperanno alla prima riunione del tavolo di coordinamento programmata da Matteo Salvini per «affrontare le principali questioni di interesse nazionale che riguardano direttamente i territori». È la mossa studiata dal segretario leghista, dopo settimane di trattative, sperando così di assecondare le richieste di rinnovamento arrivate dal fronte del Nord.

«Non è un tavolo, è un tavolino», è invece il commento a caldo dei detrattori del vicepremier. Non ci saranno nuovi vicesegretari né tantomeno sarà modificato lo statuto sul modello federalista dei due partiti conservatori tedeschi, Cdu/Csu. Ed è per queste ragioni che la Lega, nonostante i tentativi distensivi di Salvini, rischia di restare in un’impasse. Con Futuro nazionale che continua a stargli con il fiato sul collo crescendo nei sondaggi.

Di certo c’è che diciannove esponenti del Carroccio, tra cui Luca Zaia, Massimiliano Fedriga, Maurizio Fugatti e Attilio Fontana si riuniranno da remoto, il giorno dopo le primarie che oggi e domani si tengono a Milano con i gazebo per la scelta del candidato sindaco in vista delle elezioni comunali del 2027. In pole il vicepremier con accanto la vicesegretaria Silvia Sardone.

Gli altri convocati al tavolo di coordinamento sono i ministri Giancarlo Giorgetti e Roberto Calderoli, diversi sindaci dei Comuni capoluogo, una rappresentante dei presidenti di Provincia e alcuni vicepresidenti di Regione.

L’annuncio porta la firma di Stefano Locatelli, responsabile federale Enti Locali del partito di via Bellerio. Tra i primi dossier all’ordine del giorno, neanche a dirlo, il Piano casa, cavallo di battaglia salviniano. E poi «nel corso delle prossime settimane — garantisce — il tavolo esaminerà numerosi temi strategici».

I vertici della Lega, intanto, leggono come un messaggio molto chiaro quello arrivato ieri dal Quirinale nelle poche righe diffuse da una nota: Sergio Mattarella ha ricevuto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. I due hanno fatto il punto sulla sicurezza nel Paese, come è normale che sia dal momento che questo tipo di confronto rientra nelle prerogative di entrambi. Ma stavolta c’è un di più che non è sfuggito agli osservatori: l’incontro, avvenuto proprio in questa fase, inevitabilmente rafforza la posizione di Piantedosi in un momento nel quale è messo in discussione dallo stesso partito, la Lega, che l’ha scelto per il Viminale. Sono settimane infatti che una parte del Carroccio reclama un avvicendamento, per fare tornare Salvini all’Interno, nell’ottica di rafforzarlo, viste le difficoltà in cui è precipitato dopo la scissione di Vannacci. Non solo.

Il leader di Futuro nazionale sta insistendo molto sul tema dei migranti e Salvini vorrebbe che non gli venisse strappato. Dal Viminale vorrebbe imprimere una virata securitaria, per contrastare la sempre più aggressiva retorica vannacciana sulla sicurezza. Dal Quirinale non filtra nessuna considerazione, zero commenti, ma non serve essere particolarmente maliziosi per capire che Mattarella ha deciso di fare da scudo a Piantedosi. E Salvini, che del ponte sullo Stretto sta parlando sempre meno, si siederà al tavolo di coordinamento, ma molti invitati parteciperanno controvoglia e con aria ostile.

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