Procaccini (FdI): “Trump voleva umiliarla. Invece la premier si è rafforzata, non è una suddita”
di Serena RiformatoPer Nicola Procaccini, capo dei Conservatori e luogotenente di FdI a Bruxelles, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha fatto male i conti: «Giorgia Meloni non smetterà di dire quello che pensa solo perché c’è un maschio alpha che tenta di umiliarla». Del resto, le stilettate del tycoon ormai sono persino vantaggiose, secondo l’eurodeputato meloniano: «Gli scontri con Trump rafforzano la premier sul piano elettorale: tutti vedono quanto questi attacchi siano gratuiti ed eccessivi».
“Ha implorato per una foto, mi ha fatto pena”. Come si spiega le parole del leader Usa a La7?
«Il presidente degli Stati Uniti si aspetta dall’Italia un atteggiamento di sudditanza che Meloni non avrà mai verso nessuno. Come ha dimostrato quando ha detto no all’utilizzo irregolare di Sigonella o ha difeso Papa Leone XIV. Episodi che devono aver lasciato un certo nervosismo alla Casa Bianca».
Eppure, alla fine del G7, la premier ha detto che il rapporto era “immutato”.
«Parla il linguaggio della dipl…
Per Nicola Procaccini, capo dei Conservatori e luogotenente di FdI a Bruxelles, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha fatto male i conti: «Giorgia Meloni non smetterà di dire quello che pensa solo perché c’è un maschio alpha che tenta di umiliarla». Del resto, le stilettate del tycoon ormai sono persino vantaggiose, secondo l’eurodeputato meloniano: «Gli scontri con Trump rafforzano la premier sul piano elettorale: tutti vedono quanto questi attacchi siano gratuiti ed eccessivi».
“Ha implorato per una foto, mi ha fatto pena”. Come si spiega le parole del leader Usa a La7?
«Il presidente degli Stati Uniti si aspetta dall’Italia un atteggiamento di sudditanza che Meloni non avrà mai verso nessuno. Come ha dimostrato quando ha detto no all’utilizzo irregolare di Sigonella o ha difeso Papa Leone XIV. Episodi che devono aver lasciato un certo nervosismo alla Casa Bianca».
Eppure, alla fine del G7, la premier ha detto che il rapporto era “immutato”.
«Parla il linguaggio della diplomazia, com’è giusto che sia. Ma credo però che in realtà nelle ultime ore ci sia stata un’altra miccia. Trump potrebbe essere stato condizionato da alcuni video del G7 virali nella galassia Maga. Per le inquadrature e il montaggio, sembra che la presidente del Consiglio lo stia redarguendo».
Il leader americano “non ha la stessa determinazione con i nemici dell’Occidente”, sostiene Meloni. A chi si riferisce?
«A Vladimir Putin, ma si potrebbero citare anche Xi Jing Ping e il regime iraniano. Quando accolse con il tappeto rosso il leader russo in Alaska fu incomprensibile. Invece all’ultimo G7 ha sottoscritto una posizione molto dura contro Mosca. Purtroppo Trump ci ha abitato a cambi di umore repentini. È così anche con gli altri alleati: un giorno sono tutti “great”, il giorno dopo insulta il britannico Keir Starmer o il francese Emmanuel Macron. È difficile stargli dietro».
Le giro la critica dell’opposizione: e ve ne accorgete adesso?
«Il centrosinistra parla senza avere responsabilità di governo: chi siede a Palazzo Chigi deve fare di tutto per avere un rapporto eccellente con gli Stati Uniti. Siamo alleati di destino. Ricordo infatti che Meloni veniva attaccata anche per la relazione cordiale con Joe Biden».
Ma che ne è stato della special relationship tra i due leader?
«La premier è una persona franca che non conosce la ruffianeria. Può piacere o non piacere, continuerà a dire quando qualcosa non le piace».
Fino a tre mesi fa non è stato così. Palazzo Chigi giustificò persino il blitz in Venezuela come “legittima difesa”.
«Oggettivamente, a differenza dell’Iran, il risultato di quell’operazione è stato positivo per l’Occidente. Proprio ieri Delcy Rodriguez si è definitivamente affrancata da Nicolas Maduro».
Ammetterà che il tentativo di farsi “pontiera” non ha pagato come previsto.
«Meloni non desisterà, perché sa che è nell’interesse di tutti. A maggior ragione quando il dialogo è difficile occorre uno sforzo supplementare di impegno.
Ma come si ricuce dopo un’umiliazione del genere? Servono delle scuse della Casa Bianca?
«Farebbero piacere, ma non sono necessarie. È necessario lavorare insieme nell’interesse dei rispettivi popoli. Siamo legati dal comune destino di essere Occidente».