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Salvini: “Da Trump parole inutili e sgradevoli”. Ma il leghista non si pente del sostegno al tycoon

Salvini: “Da Trump parole inutili e sgradevoli”. Ma il leghista non si pente del sostegno al tycoon
(ansa)

Il leader leghista commenta il nuovo affondo del presidente Usa nei confronti della premier: “Chi attacca lei attacca tutto il governo e l'Italia”

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Quelle del presidente Usa “sono parole gratuite, inutili, sgradevoli, però non c'è una guerra fra Italia e Stati Uniti, ci sono già troppe guerre e spero che gli Stati Uniti ci aiutino a porre fine ad alcune di queste guerre, visto che anche in Iran mi sembra che le cose non stiano andando benissimo. Mentre in Iran, in Libano, in Israele, in Ucraina e in Russia si continua a sparare, ritengo che la più importante potenza mondiale debba rivolgere le sue attenzioni a questi fronti di guerra e non ad altro". Così Matteo Salvini che prima del nuovo botta e risposta tra il tycoon e la premier aveva affermato di non pentirsi del sostegno a Trump. “Non mi devo pentire, mi dolgo e mi pento, mi pento e mi dolgo quando vado a confessarmi in chiesa. Io mi sento italiano, sono vicepresidente del Consiglio e voglio avere buoni rapporti con tutti. Io posso solo ripetere che chi attacca il presidente del Consiglio attacca tutto il governo e attacca tutta l'Italia. Ciò ovviamente non compromette i rapporti fra due Paesi amici, fra due popoli amici", commenta il vicepresidente del Consiglio e segretario della Lega a margine delle primarie del partito per la scelta del candidato sindaco di Milano.

Le frasi shock di Donald Trump, a La7, nei confronti della premier Giorgia Meloni sono ancora al centro del dibattito politico. Durante l’incontro al vertice G7 a Evian, in Francia, sembravano aver ritrovato una sintonia dopo le polemiche sull’uso delle basi per Hormuz e sul Papa. Poi l’imprevedibile: l’intervento in una trasmissione italiana e il nuovo affondo contro la presidente del Consiglio: “Mi ha implorato una foto insieme, mi ha fatto pena”. A cui lei ha replicato con un video: “Allibita, noi non imploriamo”.

Intanto, i ministri in batteria diserteranno il ricevimento per il 4 luglio, che il 2 sarà ospitato dall’ambasciata Usa a Roma. Non ci sarà Francesco Lollobrigida, ospite l’anno scorso, come Tommaso Foti, Andrea Abodi, il forzista Paolo Zangrillo e molti altri. “La mia agenda la faccio settimana per settimana, quindi posso dire dove vado oggi pomeriggio in piazza San Carlo e dove vado domani con mia figlia”, risponde il vicepremier proprio sulla serata del 2 luglio a Roma per la festa dell'Indipendenza organizzata dall'ambasciata statunitense.

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